Trapani a piedi: itinerario tra porto, chiese e perle nascoste della città vecchia
Itinerario a piedi a Trapani: dal porto alle Mura di Tramontana, chiese barocche, vicoli e musei fino alla Torre di Ligny.
“Trapani a piedi” non è solo un invito pratico: è il modo più onesto per leggere una città distesa su una sottile lingua di terra a forma di falce che guarda le Egadi. La sua conformazione ha modellato porto, mura e assi urbani, rendendo il centro storico di Trapani compatto, percorribile senza fretta e punteggiato di affacci sul mare. La vicenda urbana è una stratificazione di presenze fenicie e puniche, innesti romani e normanni, quindi la lunga stagione aragonese/spagnola che ha lasciato fortificazioni e teatralità barocca. Camminare qui significa passare dal sale del vento al tufo delle facciate, con uno sguardo che dal XVI al XVIII secolo si sposta in pochi isolati. Scopriamo insieme nella guida che segue, grazie ai consigli di Parco degli Aromi, hotel a Valderice (provincia di Trapani), cosa vedere in questa città che porta con sé secoli di storia.
Dal porto alle Mura di Tramontana fino alla Torre di Ligny
Punto d’avvio consigliato: Piazza Ex Mercato del Pesce, spazio ottocentesco (progetto 1874 di Giambattista Talotti) riconoscibile per i portici ad esedra e la Venere Anadiomene della fontana. È qui che la città storica si apre al mare del porto di Trapani e all’andamento curvo delle antiche difese. Da questo slargo imbocca le Mura di Tramontana: circa un chilometro di passeggiata sul mare fino al Bastione Conca, tratto ideale per orientarsi tra luce, brezza e profilo della città. L’itinerario è lineare: una volta al Bastione, rientra verso la piazza e prosegui lungo il litorale in direzione opposta, fino alla Torre di Ligny (1671–72), baluardo seicentesco proteso tra i due mari. La torre ospita il Museo Preistorico e del Mare; gli orari possono variare e la pagina del Ministero della Cultura indica chiusura temporanea: conviene verificare eventuali aggiornamenti prima della visita.
Deviazioni utili: scendi alla Porta delle Botteghelle per una scala che porta direttamente all’acqua, collegando di nuovo la passeggiata sulle mura: è una cerniera storica tra vicoli e mare, buona per uno scatto radente l’orizzonte.
Cuore barocco: chiese e palazzi del centro storico
Dalle mura rientra verso l’asse pedonale di Corso Vittorio Emanuele, dorsale del centro storico di Trapani tra quinte settecentesche e corti interne. All’incrocio con via Torrearsa domina il Palazzo Senatorio (o Cavarretta): facciata barocca su tre ordini, coronata dalle statue della Madonna di Trapani, San Giovanni e Sant’Alberto (opere di Giuseppe Nolfo, 1700) e dai caratteristici cassoni di orologio e datario aggiunti nell’Ottocento. Poco oltre, la Porta Oscura con la Torre dell’Orologio introduce l’antico ingresso urbano e conserva un orologio astronomico: passaggio simbolico tra la scena del corso e il dedalo di vicoli laterali.
Sempre su corso si affaccia la Cattedrale di San Lorenzo (chiesa madre), mentre a pochi minuti a piedi, in via San Francesco d’Assisi, la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio custodisce durante l’anno i Gruppi dei Misteri (18 gruppi + 2 simulacri) protagonisti della lunga Processione del Venerdì Santo, rito plurisecolare che attraversa la città per oltre 24 ore. Per chi viaggia fuori stagione, la chiesa offre un incontro ravvicinato con la scultura devozionale trapanese; in Settimana Santa, l’intero percorso urbano diventa racconto collettivo.
Le perle nascoste: vicoli, cortili e scorci poco noti
Allarga il passo oltre le evidenze. In Piazzetta Saturno, la Chiesa di Sant’Agostino (facciata a capanna) conserva un rosone gotico chiaramontano divenuto emblema identitario; oggi è polo espositivo diocesano (MUDI.TP). Accanto, la Fontana di Saturno (1342, committenza Chiaramonte) racconta la storia dell’approvvigionamento idrico cittadino: un micro-luogo che restituisce misura e scala al centro. Pochi isolati più in là, la Casina delle Palme (1922, Francesco La Grassa) introduce una parentesi Liberty dentro il tessuto barocco: un modo diverso di leggere la modernità trapanese. E se vuoi uno scarto contemporaneo, entra al Museo d’Arte Contemporanea San Rocco, dove l’iconografia sacra dialoga con linguaggi attuali in un oratorio riletto come spazio espositivo. Chiudi il giro tornando al mare: dai vicoli verso la Porta delle Botteghelle ritrovi il respiro salmastro e la linea delle Mura di Tramontana. Qui capisci perché visitare Trapani a piedi non è un suggerimento, ma una postura: seguire il ritmo della città tra corti, pietra e vento.