Trasporto casa-lavoro, ai sindaci veneziani presentato il progetto Percorsi Comuni

L’iniziativa finanziata dalla Regione Veneto coinvolge Marcon, San Donà di Piave e Noventa di Piave e punta su rete pubblico-privata e

22 maggio 2026 14:08
Trasporto casa-lavoro, ai sindaci veneziani presentato il progetto Percorsi Comuni -
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Mestre - Un servizio di trasporto condiviso per accompagnare i lavoratori da casa al posto di lavoro e ritorno, con partenza della fase sperimentale prevista per settembre. È il progetto “Percorsi Comuni: mobilità condivisa e welfare territoriale”, presentato mercoledì 20 maggio all’Auditorium della Città Metropolitana di Venezia, a Mestre, da Confapi Venezia e Apindustria Servizi ai sindaci metropolitani.

L’iniziativa, sviluppata in questi mesi dall’associazione di categoria e dal suo braccio operativo insieme ai Comuni pilota di Marcon, San Donà di Piave e Noventa di Piave, è finanziata dalla Regione Veneto attraverso il Fondo Sociale Europeo Plus, nell’ambito della direttiva “WELL-FARE – Il welfare che connette. Reti territoriali per il welfare aziendale”. L’obiettivo dichiarato è costruire una rete tra soggetti pubblici e privati capace di favorire pratiche di mobilità casa-lavoro con ricadute ambientali, economiche e sociali.

Ad aprire l’incontro, dopo il saluto del vicepresidente di Confapi Venezia Corrado Secchi, è stata Anna Dalla Tor, assessore alla mobilità, trasporto pubblico, politiche di coordinamento e cooperazione tra enti del Comune di Marcon. Nel suo intervento ha spiegato che, attraverso un Protocollo di Rete sottoscritto dai partner, il progetto dispone di uno strumento operativo per consolidare le collaborazioni esistenti e attivare servizi di welfare integrati sul territorio. «La logica è quella della condivisione; più soggetti che mettono insieme risorse e competenze producono un effetto moltiplicatore che abbatte i costi e amplifica i risultati», ha dichiarato.

A sostenere l’iniziativa è intervenuta anche Alberta Parolin, direttrice dell’Area Mobilità della Città Metropolitana di Venezia. Sono poi arrivati i saluti dei sindaci dei tre Comuni coinvolti nella prima fase: Matteo Romanello per la Città di Marcon, Alberto Teso per la Città di San Donà di Piave e Claudio Marian per il Comune di Noventa di Piave.

Il quadro del progetto è stato quindi illustrato come un patto tra pubblico e privato anche da Mirco Casteller, borsista di animazione e membro della Commissione Sociale-Welfare del CNOP.

Tra gli interventi, spazio anche alla testimonianza di Davide Buscato, co-fondatore di BusForFun, che ha indicato i possibili effetti del servizio di mobilità condivisa sul territorio. Secondo Buscato, il lavoro di rete può tradursi in un risparmio di tempo, emissioni e costi, con vantaggi sia per l’ambiente sia per i lavoratori. «I benefici ambientali sono innanzitutto le minori emissioni. Ma a beneficiarne è anche la congestione del traffico, con 40 auto in meno per ogni bus utilizzato. Circa la sicurezza, gli autobus sono statisticamente meno coinvolti negli incidenti stradali. Infine, da non sottovalutare, la leva sulla maggiore attrattività delle aziende utilizzatrici e quindi il minor turnover dei dipendenti».

Il tema della sicurezza negli spostamenti quotidiani è stato richiamato anche tra le criticità segnalate dalle imprese, in un contesto in cui il rischio di incidenti in itinere resta uno degli aspetti più delicati degli spostamenti casa-lavoro, come mostra anche la vicenda di Massimo Tabaro morto sulla A4.

Le esigenze delle aziende

Nel corso dell’incontro sono state presentate anche le case history di GE Vernova e StoX Srl, entrambe insediate nella zona industriale di Noventa di Piave. Le due aziende hanno portato all’attenzione problemi concreti già presenti nell’organizzazione quotidiana del lavoro: carenza di posti auto, servizio di trasporto pubblico esistente ma non sufficiente a rispondere alle necessità di imprese e dipendenti, difficoltà ad assumere personale che non dispone di un mezzo proprio o della patente di guida, oltre ai problemi legati alla sicurezza alla guida e al rischio di infortuni nel tragitto tra casa e lavoro.

Il progetto punta anche ad allargare la rete dei soggetti aderenti. La fase sperimentale partirà nel mese di settembre e prevede bus navetta destinati a raccogliere i lavoratori nei paesi contermini per accompagnarli verso le zone industriali e artigianali più strutturate del territorio.

Il modello che parte a settembre

A indicare la direzione dell’iniziativa è stato Nicola Zanon, amministratore unico di Apindustria Servizi, soggetto titolare del finanziamento regionale. «Intendiamo così favorire un cambiamento culturale e organizzativo, attivare un servizio di trasporto casa-lavoro a sostegno di inclusione ed equità, ridurre l’impatto ambientale, migliorare il clima aziendale e il senso di appartenenza, nonché validare un modello innovativo, replicabile e trasferibile», ha dichiarato.

La sperimentazione prenderà il via a settembre con bus navetta che collegheranno i paesi vicini alle aree industriali e artigianali più strutturate del territorio dei Comuni coinvolti nella prima fase: Marcon, San Donà di Piave e Noventa di Piave.

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