Affitti in salita a Treviso: +25% dal 2019, per un bilocale servono 4,8 stipendi l’anno

Lo studio CNA sui 109 capoluoghi: in città l’affitto medio per 70 metri quadrati è salito a 775 euro al mese

06 giugno 2026 10:39
Affitti in salita a Treviso: +25% dal 2019, per un bilocale servono 4,8 stipendi l’anno -
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TREVISO - A Treviso affittare un appartamento da 70 metri quadrati costa oggi in media 775 euro al mese, con un aumento del 25% rispetto al 2019. Nello stesso periodo, secondo uno studio CNA sui 109 capoluoghi di provincia italiani, gli stipendi sono cresciuti solo del 10%. Il risultato è che per pagare un affitto in città un lavoratore medio arriva a destinare il 40% del reddito mensile, pari a quasi 4,8 mensilità all’anno.

Il dato emerge da un’analisi realizzata da CNA a livello nazionale sui costi medi delle locazioni e sul loro peso sui redditi da lavoro. Nella classifica dei capoluoghi italiani, Treviso occupa il 29° posto per aumento dei canoni tra il 2019 e il 2025 e il 23° per incidenza dell’affitto sul reddito da lavoro.

Nel 2019, per un appartamento di 70 metri quadrati in città, il canone medio mensile era di 620 euro. Nel 2025 è arrivato a 775 euro. Considerando uno stipendio medio mensile di 1.950 euro, il costo dell’alloggio assorbe una quota rilevante delle entrate. Su base annua significa circa 9.300 euro destinati al canone di locazione.

A preoccupare, secondo CNA Provinciale Treviso, è soprattutto il divario tra la crescita delle retribuzioni e quella degli affitti: sei anni fa i salari erano più vicini all’andamento del mercato immobiliare, mentre oggi lo scarto è di 15 punti percentuali. Un tema che si intreccia con le difficoltà di famiglie, giovani e lavoratori, ma anche con quelle delle imprese nel reperire personale. In Veneto, intanto, il confronto con altri territori mostra un quadro ancora più pesante in alcuni capoluoghi: Padova e Venezia sono ai vertici della classifica nazionale insieme a Milano, Firenze e Bologna, mentre Rovigo e Belluno rientrano tra le province con gli aumenti più contenuti dei canoni.

Per il presidente di CNA Provinciale Treviso, Gianpaolo Stocco, il tema della casa non può più essere letto soltanto come una questione sociale, ma come un problema economico che finisce per ridurre la capacità di spesa delle famiglie e ostacolare la competitività del territorio. Secondo Stocco, le micro e piccole imprese trevigiane fanno sempre più fatica ad attrarre e trattenere lavoratori qualificati, in particolare quando provengono da altre province o regioni, perché il costo dell’abitazione diventa un ostacolo concreto alla mobilità professionale.

Da qui la richiesta di misure strutturali: aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato e incentivare la riqualificazione degli edifici esistenti. Per CNA serve un Piano casa capace di tenere insieme sviluppo economico e sostenibilità sociale, in un contesto in cui anche le piccole imprese devono fare i conti con costi crescenti e margini di manovra ridotti, come mostrano anche gli allarmi sul caro carburante di CNA Fvg.

Secondo i dati richiamati dall’associazione, senza interventi concreti il rischio è quello di città sempre meno accessibili ai giovani, ai lavoratori e alle competenze di cui le imprese hanno bisogno per crescere.

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