Treviso, AIL e AVIS con il Giorgi-Fermi: concluso il progetto “Ogni dono è un nodo”

Cinque incontri, tre laboratori e un podcast sulle dipendenze: una ventina di giovani ha avviato il percorso per donare sangue

23 maggio 2026 12:02
Treviso, AIL e AVIS con il Giorgi-Fermi: concluso il progetto “Ogni dono è un nodo” -
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TREVISO - Si è chiusa nei giorni scorsi l’edizione 2026 di “Ogni dono è un nodo”, il progetto promosso da AIL Provinciale Treviso insieme ad AVIS Provinciale Treviso e rivolto agli studenti dell’istituto Giorgi-Fermi. L’iniziativa è stata costruita per avvicinare i ragazzi ai temi della salute, della solidarietà, della prevenzione e della donazione, attraverso un percorso che ha unito formazione, testimonianze dirette e attività di comunicazione.

Il programma ha coinvolto un gruppo di studenti in cinque incontri formativi e tre laboratori di comunicazione. Durante il percorso i ragazzi si sono confrontati con professionisti del settore sanitario e del volontariato. Anche in questa edizione, come nella precedente, agli incontri hanno preso parte un medico ematologo, un medico nutrizionista, un medico AVIS e una paziente, che ha raccontato la propria esperienza personale, offrendo agli studenti momenti di dialogo e riflessione sui temi della cura, del dono e della responsabilità verso gli altri.

Il podcast “Me la gioco”

Accanto alla parte formativa, gli studenti hanno partecipato a un laboratorio di comunicazione che ha portato alla realizzazione di una puntata del videopodcast nazionale promosso da AIL. Ogni sezione italiana coinvolta nel progetto ha sviluppato un tema assegnato da AIL Nazionale; il gruppo trevigiano ha lavorato sui comportamenti a rischio, soffermandosi in particolare sulle dipendenze da alcol, gioco d’azzardo e sostanze stupefacenti.

Il podcast, intitolato “Me la gioco”, entrerà a far parte di un progetto video nazionale composto dalle diverse puntate realizzate dalle sezioni AIL. Il lavoro, della durata complessiva di circa trenta minuti, è stato pensato per promuovere tra i giovani stili di vita sani e scelte consapevoli attraverso il linguaggio diretto del podcast, vicino alle nuove generazioni.

Le giornate al Ca’ Foncello

Nel corso del progetto gli studenti hanno anche promosso attività di sensibilizzazione rivolte ai coetanei e alle famiglie sul valore della donazione di sangue. In collaborazione con AVIS sono state così organizzate due giornate di idoneità alla donazione al Centro Trasfusionale dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso.

L’iniziativa ha portato una ventina di giovani a intraprendere il percorso per diventare donatori di sangue.

Le dichiarazioni

«“Ogni dono è un nodo” è un progetto che ci permette di entrare in contatto con i ragazzi parlando il loro linguaggio e affrontando temi molto attuali che riguardano la salute, il benessere e la responsabilità verso sé stessi e gli altri – commenta Sergio Leonardi, presidente provinciale di AIL Treviso – Vedere giovani che non solo partecipano agli incontri, ma diventano protagonisti attivi di campagne di sensibilizzazione e scelgono di avvicinarsi alla donazione è il risultato più importante. Attraverso iniziative come questa vogliamo infatti continuare a costruire una cultura della solidarietà e della prevenzione partendo proprio dalle nuove generazioni».

«L’iniziativa “Ogni dono è un nodo” è un progetto che mette al centro i giovani, la consapevolezza e il valore della solidarietà - afferma invece Paolo Zanatta, presidente di AVIS Provinciale Treviso - Grazie alla collaborazione tra AVIS Provinciale Treviso con il Progetto Scuola e AIL, durante l’anno abbiamo portato nelle classi volontari e medici AVIS per parlare di donazione e cittadinanza attiva. Uno scambio di esperienze condiviso in modo sinergico con AIL che ha generato risultati tangibili. Vedere ora studenti e studentesse recarsi al Centro trasfusionale dell’ospedale di Treviso per fare l’idoneità al dono, sostenendosi a vicenda, significa trasformare quei valori in esperienza concreta, occasione di crescita e partecipazione reale».

La storia di AIL Treviso

AIL Treviso è nata nel 1986 per volontà di Teresa Pelos che, dopo la morte per leucemia dell’unico figlio Benedetto, decise di dedicare tempo ed energie a un’associazione capace di sostenere nel Trevigiano i pazienti colpiti da malattie ematologiche. Da allora l’associazione ha costruito una rete di volontari impegnata nella raccolta fondi per la ricerca e l’assistenza, anche attraverso iniziative che tradizionalmente portano nelle piazze e nei sagrati stelle e uova nel periodo di Natale e Pasqua.

Tra le attività ricordate dall’associazione c’è anche il lavoro delle volontarie a diretto contatto con i pazienti nel reparto di Ematologia dell’ospedale Ca’ Foncello, reparto voluto e finanziato proprio da AIL. Nel 2015 Teresa Pelos ha lasciato la presidenza a Ernesto Bosa che, dopo la perdita dell’unico figlio Roberto, ha scelto di cedere la propria azienda per dedicarsi completamente all’associazione. Oggi AIL Treviso è presieduta da Sergio Leonardi.

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