Pordenone e Porcia avviano il percorso per diventare città amiche della demenza
Comuni, servizi sociosanitari e associazioni avviano il tavolo promotore e la candidatura alla rete di Federazione Alzheimer Italia.
PORDENONE - Pordenone e Porcia hanno avviato il percorso per diventare “Città Amiche delle Persone con Demenza”, con l’obiettivo di rendere il territorio più accogliente, consapevole e accessibile per chi convive con la malattia e per le famiglie che se ne prendono cura. L’iniziativa punta a contrastare stigma, isolamento e marginalizzazione sociale e apre la candidatura dei due Comuni alla rete nazionale delle Comunità Amiche delle Persone con Demenza promossa dalla Federazione Alzheimer Italia.
Il progetto è promosso dai Comuni di Pordenone e Porcia insieme all’Ambito del Noncello, all’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale, all’Azienda Servizi alla Persona Umberto I e al network Link To Care.
Per l’assessora alle Politiche sociali e alle Pari Opportunità di Pordenone, Guglielmina Cucci, l’adesione al progetto rappresenta anzitutto un cambiamento culturale, orientato a favorire prevenzione, rallentamento del declino cognitivo e domiciliarità. Cucci sottolinea la volontà di costruire una comunità capace di riconoscere la persona oltre la malattia, sostenere i caregiver e permettere alle persone con demenza di continuare a vivere nel proprio ambiente, mantenendo relazioni significative e disponendo di strumenti adeguati. Tra i punti richiamati dall’assessora anche la necessità di garantire autonomia e partecipazione, riconoscere competenze e rallentare l’istituzionalizzazione, consolidando un lavoro già avviato sul territorio su prevenzione, screening, servizi di supporto e sensibilizzazione.
Anche l’assessore al Benessere Sociale e Servizi alla Comunità del Comune di Porcia, Adriana Checchin, definisce l’adesione al progetto una scelta di civiltà e di responsabilità sociale. L’obiettivo, spiega, è costruire una comunità che sappia accompagnare, comprendere e accogliere chi vive con una demenza, evitando l’isolamento e lo stigma che spesso accompagnano queste condizioni. Nel richiamare il ruolo concreto che possono avere un negozio preparato, un volontario formato o un vicino attento, Checchin collega l’iniziativa all’invecchiamento della popolazione e all’aumento delle fragilità cognitive, elementi che impongono di rafforzare la rete dei servizi, i percorsi dedicati e la sensibilizzazione del territorio.
Il contesto regionale e i numeri
Il progetto nasce in un contesto segnato da un invecchiamento molto avanzato del Friuli Venezia Giulia. In questo scenario, l’aumento della non autosufficienza e in particolare delle patologie dementigene viene indicato come una delle principali sfide sociali dei prossimi anni. Nell’area vasta sono circa 7.600 le persone che convivono con una patologia dementigena, con proiezioni di crescita definite esponenziali. Accanto a loro ci sono congiunti e familiari impegnati come caregiver, che affrontano un carico psicologico ed emotivo, oltre al peso dello stigma e dell’esclusione sociale.
Il modello delle “Comunità Amiche delle Persone con Demenza”, nato nel Regno Unito e promosso in Italia dal 2016 dalla Federazione Alzheimer Italia, punta a creare territori in cui le persone con demenza possano continuare a vivere la quotidianità nel modo più autonomo, sicuro e partecipato possibile, mantenendo relazioni sociali, accesso ai servizi e qualità della vita.
Il tavolo promotore e la candidatura
Il primo passaggio previsto per arrivare alla certificazione è la costituzione di un Tavolo promotore aperto a istituzioni, servizi sociosanitari, associazioni, cooperative sociali, volontariato, attività economiche e cittadini. Il tavolo ha già raccolto l’adesione di numerose realtà del territorio e resterà aperto a nuovi ingressi.
A questo organismo spetterà il compito di coordinare le azioni, definire le priorità operative e accompagnare la candidatura formale alla rete nazionale. In parallelo sarà avviata una mappatura partecipata dei bisogni, che coinvolgerà persone con demenza e caregiver per costruire interventi aderenti alla vita quotidiana. Tra i temi che il progetto intende affrontare ci sono il miglioramento dell’accessibilità ai servizi e alle informazioni, la promozione di ambienti urbani più accoglienti e facilmente fruibili, il sostegno all’autonomia e una maggiore conoscenza della malattia da parte della comunità locale.
Le iniziative già in programma
Nel fine settimana sono previste alcune iniziative legate all’avvio del percorso. Tra queste la prima passeggiata di primavera “Comunità amica delle persone con demenza”, organizzata dall’associazione Equipe, e l’evento “Storie di restituzione – Storie di vite”, con racconti sul tema della memoria a cura di Compagnia Arti e Mestieri e Afap.
Nei prossimi passaggi sarà il Tavolo promotore a definire le priorità operative e a seguire la candidatura formale alla rete nazionale delle Comunità Amiche delle Persone con Demenza promossa dalla Federazione Alzheimer Italia.