Treviso, un comune su tre senza banca: nella Marca spariti 200 sportelli in 10 anni

Analisi CNA sui dati 2025: in provincia restano 339 filiali, mentre cresce il divario di accesso ai servizi per cittadini e imprese.

01 agosto 2026 11:13
Treviso, un comune su tre senza banca: nella Marca spariti 200 sportelli in 10 anni -
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TREVISO - In provincia di Treviso un comune su tre non ha più uno sportello bancario. L’analisi diffusa da CNA Provinciale Treviso, basata sui dati 2025, fotografa un calo costante della rete bancaria nella Marca: oggi restano 339 sportelli, mentre una trentina di Comuni è completamente priva di una filiale.

Il dato che pesa di più per cittadini e imprese è la riduzione avvenuta nell’ultimo decennio. Tra il 2015 e il 2025 la provincia ha perso circa 200 sportelli bancari, in linea con una tendenza che riguarda tutto il Veneto e, più in generale, il Paese. Per chi vive o lavora nei centri più piccoli questo significa maggiori spostamenti per le operazioni in presenza, meno accesso diretto alla consulenza e un rapporto più difficile con il credito di prossimità.

I numeri del Veneto

Il quadro regionale indicato da CNA mostra oltre 100 Comuni veneti senza nemmeno uno sportello bancario. Più della metà ha perso l’ultima filiale proprio nell’ultimo decennio. Altri 150 Comuni, invece, possono contare su una sola banca.

Secondo le stime elaborate dall’associazione, in Veneto circa 200 mila cittadini vivono in un Comune privo di banca e oltre il 60% di questi territori è rimasto senza sportello dopo il 2015. A questi si aggiungono più di 560 mila residenti che hanno a disposizione una sola filiale.

Le ricadute riguardano anche le attività economiche. Sono 14 mila le imprese venete che operano in Comuni senza sportello, mentre altre 42 mila si trovano in territori serviti da una sola filiale. Un tema che si inserisce nel dibattito più ampio sul futuro delle piccole attività e del lavoro locale, come mostra anche l’analisi sulle imprese venete over 70.

Il quadro nazionale

Su scala italiana, il fenomeno della desertificazione bancaria ha assunto proporzioni ancora più ampie. In dieci anni la rete degli sportelli è scesa da 30.258 nel 2015 a circa 19.140 nel 2025, con una riduzione del 36,7%.

Nello stesso periodo è più che raddoppiato il numero delle persone residenti in Comuni senza banca: da 2,26 milioni a 4,84 milioni, pari oggi all’8,2% della popolazione italiana. Attualmente quasi il 44% dei Comuni del Paese è privo di una filiale bancaria.

Il fenomeno colpisce soprattutto i centri più piccoli. Oltre il 96% dei Comuni senza sportello ha meno di 5 mila abitanti e, tra quelli con meno di mille residenti, nove su dieci non hanno più una banca.

Le conseguenze per territori e anziani

Secondo CNA, la questione non riguarda solo l’organizzazione del servizio bancario, ma anche l’accessibilità concreta per fasce di popolazione più fragili. Nei Comuni rimasti senza filiali vive infatti una quota significativa di persone anziane, spesso meno abituate agli strumenti digitali e con maggiori difficoltà negli spostamenti.

Per questo l’associazione chiede che il tema della presenza bancaria torni al centro del confronto tra istituzioni, sistema del credito e rappresentanze economiche, in modo da affiancare l’innovazione tecnologica alla tutela dell’accesso ai servizi e alla competitività delle imprese locali.

Il presidente di CNA Provinciale Treviso, Gianpaolo Stocco, osserva che la digitalizzazione dei servizi bancari rappresenta un’opportunità, ma non può trasformarsi in un arretramento dei presìdi territoriali. Per le piccole imprese, sottolinea, il rapporto con la banca non si esaurisce in procedure online o applicazioni: servono interlocutori che conoscano l’azienda, il contesto economico locale e siano in grado di accompagnare investimenti e sviluppo. Quando chiude una filiale, aggiunge, non scompare soltanto uno sportello ma un presidio di prossimità per imprese, famiglie e cittadini, in particolare per la popolazione più anziana.

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