Treviso, giovani fiduciosi ma in cerca di adulti credibili: i dati dell’Osservatorio ENGIM

Presentato nella sede ENGIM di Treviso il secondo rapporto “Giovani e Futuro”: lavoro meno totalizzante e forte richiesta di mentor

22 maggio 2026 18:51
Treviso, giovani fiduciosi ma in cerca di adulti credibili: i dati dell’Osservatorio ENGIM -
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Treviso - Adolescenti che guardano al futuro con fiducia, ma che faticano a riconoscere negli adulti figure davvero credibili e autorevoli. È questo il quadro emerso dalla seconda edizione dell’Osservatorio nazionale permanente “Giovani e Futuro”, promosso dalla Fondazione ENGIM e curato dal professor Daniele Marini di Community Research & Analysis, presentato oggi nella sede della scuola ENGIM di Treviso.

Al centro dell’indagine c’è un cambiamento definito profondo ma silenzioso: il lavoro non rappresenta più il centro assoluto dell’identità personale, ma si colloca dentro un sistema di valori più ampio in cui contano allo stesso modo benessere, libertà, sostenibilità, relazioni e qualità della vita. I giovani, secondo il rapporto, tendono quindi a una visione più equilibrata e integrata dell’esistenza: il lavoro resta importante, ma non è più totalizzante e viene letto soprattutto come strumento di autorealizzazione.

La ricerca è stata illustrata nel corso di un dibattito che ha coinvolto Marco Muzzarelli, direttore nazionale ENGIM, e la ricercatrice Irene Lovato Menin. Dal confronto è emersa anche una richiesta precisa rivolta al mondo adulto: ragazzi e ragazze chiedono la presenza di veri “mentor”, capaci di orientare e accompagnare i percorsi di crescita e l’ingresso nel mondo del lavoro, in un momento in cui gli adulti appaiono spesso “sbiaditi” nel loro ruolo.

A portare la voce degli studenti è stata Gaia, della classe IV Moda dell’Istituto ENGIM Veneto di Treviso. «Ci è stato chiesto il nostro parere sul futuro e sugli adulti; è stato difficile rispondere. Per me gli adulti sono figure fondamentali, ci guidano per trovare la nostra strada ma spesso mi sono sentita poco ascoltata ed è molto frequente tra noi giovani. Per fortuna a scuola è più semplice, gli insegnanti ci aiutano e ci ascoltano. Il futuro è incerto, non possiamo controllarlo e questo mi spaventa molto. Quello che vorrei però sarebbe un bell’ambiente di lavoro per collaborare con le altre persone».

Il lavoro cambia posto nella scala dei valori

Secondo i dati dell’edizione 2025, i giovani appaiono più orientati a un equilibrio tra dimensione personale, relazionale e professionale che a una gerarchia rigida di priorità. In questo quadro il lavoro mantiene una funzione centrale, ma viene interpretato più come elemento di qualità della vita che come sola garanzia di stabilità. Nonostante il contesto globale venga percepito come complesso e incerto, l’atteggiamento prevalente verso il futuro resta comunque ottimista e aperto alle opportunità.

Il messaggio emerso dal dibattito è stato definito chiaro: serve una ridefinizione del sistema di valori con cui leggere le nuove generazioni e, di conseguenza, anche un adattamento da parte del sistema formativo, delle imprese e delle istituzioni.

Simonetta Mantovani, per Formazione e Lavoro Regione Veneto, ha sottolineato la necessità di una risposta condivisa. «La sfida è importante e dobbiamo essere pronti tutti, istituzioni, mondo del lavoro e formazione. Siamo qui apposta per confrontarci. La Regione Veneto da molti anni investe nella formazione professionale come pilastro del sistema educativo regionale secondo la legge 8 del 2017 che dà pari dignità alle scuole di formazione professionale. Oggi siamo qui, a fianco dei ragazzi in questa avventura, per acquisire competenze e per essere al passo con imprese, mondo produttivo e sistema formativo».

Le tappe dell’Osservatorio e il confronto tra generazioni

Valter Giacomini, della direzione regionale Engim Veneto, ha ricordato il percorso del progetto e il senso del lavoro avviato. «L’Osservatorio, giunto alla sua seconda edizione è un progetto che mette in dialogo formatori, ragazzi e mondo del lavoro, mette a confronto le generazioni, ne mostra differenze e i punti di contatto. È stato presentato a gennaio a Roma, ad aprile a Bruxelles e oggi nella nostra sede ENGIM di Treviso. Quello che presentiamo non sono solo numeri ma esigenze che i giovani hanno manifestato agli adulti, alle aziende e al mondo della formazione, per cambiare il mondo da dentro e dal basso. Per noi adulti, enti formativi e istituzioni significano conoscere i giovani per non perderli e ascoltarli per custodire il loro futuro. Nessun sistema educativo funziona infatti se lascia soli i giovani, se spegne loro i sogni».

Anche dal mondo delle imprese è arrivata una riflessione sul cambio di paradigma indicato dalla ricerca. Matteo Busato, Ceo di Make Group, ha parlato della necessità di ambienti di lavoro capaci di favorire nuove dinamiche relazionali. «La nostra esperienza sul campo è quella di creare un ambiente che favorisca queste dinamiche, con spazi per lavorare e rilassarci assieme, abbiamo una cucina dove pranzare e cucinare assieme. I giovani hanno voglia di lavorare ma è cambiato il paradigma e noi imprenditori dobbiamo cambiare e seguire queste indicazioni, dobbiamo diventare leader, coach e ispiratori per i giovani, dare loro fiducia ossia fede, far capire loro che le nostre imprese possono crescere assieme e grazie a loro».

La sfilata finale con gli abiti da sposa recuperati

La presentazione si è chiusa con una sorpresa affidata agli studenti della scuola ENGIM di Treviso: una sfilata di alcuni abiti da sposa ristrutturati dai ragazzi, realizzati in collaborazione con la Caritas provinciale.

A spiegare il progetto è stato Federico, della classe III Moda dell’istituto ENGIM Veneto di Treviso. «Abbiamo lavorato per persone meno abbienti, per dar loro un giorno speciale. Abbiamo ristrutturato una trentina di abiti da sposa usati, con un restyling che ha mantenuto i tessuti e le caratteristiche dando però un tocco moderno e giovanile. Gli abiti poi verranno prestati su offerta libera e poi verranno restituiti, per continuare il circolo virtuoso. E’ stato bello anche emotivamente perché abbiamo messo a frutto quello che stiamo studiando e nello stesso tempo abbiamo aiutato il prossimo, dando quello che abbiamo anche se poco... anche perché non sappiamo se in futuro potremmo essere noi dell’altra parte. Noi vogliamo capire come stanno le persone, non vogliamo guardare solo ai soldi».

Nelle conclusioni, Marco Muzzarelli della Direzione nazionale Engim ha annunciato che sono già in corso le rilevazioni per la terza edizione dell’Osservatorio, con l’obiettivo di renderlo permanente. «Stiamo già raccogliendo i dati per le terza edizione, vista l’importanza dei risultati raggiunti, vogliamo infatti che l’Osservatorio divenga permanente. Al centro dell’indagine la domanda di come i giovani vedono il lavoro, che non è più il valore primario rispetto a 30, 40 anni fa. Non significa che il lavoro non sia importante per loro, non c’è mancanza di voglia di lavorare ma è un valore che si pareggia con famiglia, con le relazioni amicali e la salute. I giovani cercano di dare al lavoro il posto giusto e non unico rispetto alla scala di valori e noi dobbiamo tenerne conto, soprattutto come imprese, altrimenti saranno luoghi dove i giovani non vorranno andare, saranno svuotati anche di senso».

Fondazione ENGIM, Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo, opera in Italia e all’estero nella formazione professionale e nella cooperazione internazionale come emanazione della Congregazione di San Giuseppe - Giuseppini del Murialdo, fondata nel 1873 da san Leonardo Murialdo. È presente con oltre 30 centri formativi in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campagna e Sicilia, frequentati da quasi 9000 studenti, ed è accreditata per obbligo formativo, formazione continua, formazione superiore, orientamento e servizi per il lavoro. In Veneto, Fondazione ENGIM Veneto ETS opera nell’orientamento, nella formazione e nell’accompagnamento al lavoro con 12 sedi, oltre 3500 allievi, più di 190 corsi di formazione e 950 qualifiche e diplomi erogati.

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