Treviso, quanto è passato dalla storica partecipazione alla Serie A?

Vent’anni dalla storica Serie A del Treviso: il ricordo della stagione 2005 tra sogni, caduta e la nuova speranza di risalita.

10 marzo 2026 08:00
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Venti anni sono un’eternità. Venti anni da quel 28 agosto 2005 che ha visto per la prima volta i biancazzurri in Serie A. Venti anni costellati da un declino lento e inesorabile fatto di campionati minori, tra Lega Pro, Dilettanti ed Eccellenza. Ma oggi l’inferno sembra essere un po’ più lontano grazie all’attuale primo posto solitario che già profuma di promozione. Treviso guarda al futuro con grande ottimismo, e ogni tanto ripensa al passato con un pizzico di nostalgia, riportando a galla vecchi ricordi di quella stagione memorabile, inattesa e sorprendente. Erano i tempi in cui non c'erano gli smartphone per vedere i risultati in tempo reale (sarebbero arrivati solo nel 2007). Per scommettere non c’era la possibilità di affidarsi ad uno dei portali inclusi nella lista dei siti scommesse SPID. La radiolina era ancora il mezzo più usato per vivere le partite la domenica, senza calcio spezzatino. E poi c’era lo speaker dello stadio che aggiornava il pubblico tra un tempo e l’altro. Il 2005 è l’anno in cui i tifosi trevigiani ascoltano i risultati delle altre durante l’intervallo. Non dei risultati qualunque, ma quelli della Serie A.

Come arrivò la storica promozione

Stagione 2004-2005. Il Treviso di Pillon chiude al quarto posto e accede ai playoff per la Serie A. Se la gioca con il Perugia, che vince sia al Tenni sia al Curi: 0-1 all’andata, 2-0 al ritorno. Il sogno promozione si interrompe il 19 giugno 2005. Poi succede l’imprevedibile. Per effetto della condanna sportiva del Genoa e per le mancate iscrizioni del Torino e del Perugia, il Treviso diventa automaticamente il club col secondo miglior titolo sportivo in quella stagione e accede alla Serie A. Un traguardo impensabile per le dinamiche con cui matura. Un traguardo che in ogni caso accende di entusiasmo una città intera che si affaccia per la prima volta nella sua storia alla massima serie nazionale.


Il debutto contro l'Inter e le migliori prestazioni stagionali


La prima volta non si scorda mai. E la prima volta del Treviso in Serie A è nel tempio del calcio italiano: San Siro. La squadra di Ezio Rossi, allestita in pochissimo tempo con tutte le difficoltà del caso, va a giocarsela il 28 agosto 2005 contro i nerazzurri. È il Treviso di Handanovič, dei gemelli Filippini e dei vari Borriello, Reginaldo e Pinga. A Milano, l’esordio dei biancoazzurri termina 3-0 per i padroni di casa, che a fine torneo festeggiano lo scudetto, complice la retrocessione in B della Juventus per il caso Calciopoli.


Il Treviso muove la sua classifica a ottobre con lo 0-0 maturato sul campo del Chievo Verona. A Reggio Calabria coglie il primo successo in campionato: 1-2 con i gol di Beghetto e Parravicini. A novembre Alberto Cavasin rileva la conduzione tecnica, senza tuttavia risollevare le sorti della squadra che resta fanalino di coda. Il girone di andata si chiude all'ultimo posto ex aequo con il Lecce a 12 punti.


Non mancano in tutto il torneo buone prestazioni e piccole soddisfazioni. Come lo 0-0 nel girone di ritorno strappato sul campo della Juventus, la squadra più forte di quel campionato che a fine stagione arriva a collezionare ben 91 punti. È tuttavia un’apparizione fugace costellata anche dal peggior attacco di tutta la Serie A 2005-2006 (solo 24 gol realizzati) e dalla peggior differenza reti (-32). Milan-Treviso è anche la seconda partita dell’anno con il peggior scarto di reti: 5-0.


La retrocessione con il penultimo posto


Le speranze di salvezza vengono definitivamente compromesse durante la fase di ritorno, con Bortoluzzi chiamato a febbraio per tentare una difficile risalita in classifica. L'aritmetica condanna il Treviso con il 3-1 incassato a Messina. Il campionato si chiude all’ultimo posto con 21 punti totali in 38 giornate. Soltanto tre le vittorie, 12 pareggi e 23 sconfitte. Il tempo per allestire la squadra in estate si rivela la causa principale della retrocessione. Troppo poco per organizzare un collettivo all’altezza per competere non solo con le big ma anche con le più piccole. Il Treviso torna dove tutto era iniziato, dopo solo un anno nel calcio che conta.


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