Trieste, il Batiscafo Trieste trova casa al Museo Diego de Henriquez dal 3 ottobre 2026
La riproduzione in scala reale sarà visitabile nell’Hangar 8. Il 2 ottobre inaugurazione e incontro pubblico con Marie-Laure Piccard.
TRIESTE - Il 3 ottobre 2026 il Batiscafo Trieste diventa una presenza stabile al Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez, dove i visitatori potranno vederne la riproduzione in scala reale nell’Hangar 8. L’apertura al pubblico arriva dopo l’inaugurazione in programma venerdì 2 ottobre alle 19, con la partecipazione del sindaco Roberto Dipiazza e di Marie-Laure Piccard, nipote di Auguste Piccard e figlia di Jacques Piccard.
Il nuovo allestimento porta in museo uno dei simboli più legati alla storia scientifica e industriale della città. Il Batiscafo Trieste fu infatti costruito nei Cantieri Riuniti dell’Adriatico di Trieste e Monfalcone, mentre la cabina pressurizzata venne forgiata alle Acciaierie Terni. A sostenere il progetto promosso dal Comune di Trieste sono stati Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste, Trieste Trasporti, Rolex e M23 Srl.
Inaugurazione e incontro aperto al pubblico
La prima giornata si aprirà venerdì 2 ottobre con un appuntamento alle 17 nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich. L’incontro, intitolato “Underwater, dentro l’uomo”, sarà coordinato dal regista Massimiliano Finazzer Flory, autore del documentario Operazione Batiscafo Trieste.
Il dialogo affronterà il rapporto tra cultura del mare ed esplorazione come motore di ricerca, etica, sostenibilità e ricadute economiche. Sono previsti gli interventi di Serena Tonel, vicesindaco del Comune di Trieste, Dario Giacomin, Senior Vice President Underwater Product Development, e Mitja Gialuz, presidente Barcolana. Coordina il giornalista Giovanni Tomasin della redazione cultura Il Piccolo. La partecipazione è libera.
Alle 19, al Museo de Henriquez, è invece fissata l’inaugurazione ufficiale del nuovo Hangar 8 con la collocazione scenografica del Batiscafo Trieste. L’apertura si inserisce nel programma culturale cittadino che in questi giorni comprende anche la mostra degli 80 anni Anpdi ospitata nello stesso museo.
Perché il Batiscafo Trieste è legato alla città
Il legame con Trieste passa anche per Diego de Henriquez, amico personale di Auguste Piccard. Fu lui a intuire il valore scientifico e pacifista dell’impresa e a incoraggiare i Piccard a scegliere Trieste come base per la realizzazione del mezzo. Nella visione di de Henriquez, una tecnologia nata in ambito bellico poteva diventare strumento di conoscenza e di pace.
La sede stabile al museo dedicato a de Henriquez viene letta anche come un omaggio a questa eredità e all’intuizione dell’assessore alla Cultura del Comune di Trieste Giorgio Rossi, che aveva concepito nei dettagli il progetto di ricostruzione del Batiscafo e il suo ritorno in città come icona permanente della storia scientifica triestina.
Le dimensioni del mezzo e il primato del 1960
La riproduzione è in scala 1:1 e ricalca le misure dell’originale del 1953, sceso nelle profondità al largo di Ponza: 15,40 metri di lunghezza, 3,5 metri di diametro e 8,5 metri di altezza. L’elemento più caratteristico era la cabina sferica pressurizzata in acciaio al molibdeno, con diametro di 2 metri e spessori fino a 15 centimetri, progettata per resistere a pressioni fino a 11 tonnellate per centimetro quadrato.
Accanto al mezzo sarà esposto anche l’orologio Rolex Deep Sea Special, realizzato sul modello dell’originale che accompagnò il Trieste nelle immersioni e collocato in una teca autoilluminata.
Il nome del Batiscafo Trieste resta soprattutto legato all’impresa del 1960, quando raggiunse la Fossa delle Marianne a 10.916 metri con a bordo Jacques Piccard e il tenente della U.S. Navy Don Walsh. Un primato assoluto che ha consegnato alla città un posto speciale nella storia dell’innovazione tecnologica.
Il documentario e il ritorno iniziato con Barcolana
Il ritorno del Batiscafo in città era cominciato un anno fa, in occasione di Barcolana 2025, per iniziativa del Comune di Trieste. La realizzazione in scala reale era stata perfezionata da M23 Srl, azienda attiva nel settore dei sommergibili avanzati e delle camere iperbariche.
Da quel progetto è nato anche il film documentario Operazione Batiscafo Trieste, scritto e diretto da Massimiliano Finazzer Flory e commissionato dal Comune di Trieste, realizzato da Movie&Theater in collaborazione con Rai Cinema e Armundia. La pellicola è stata proiettata la scorsa primavera in un tour tra Trieste, Napoli, Roma, Milano, Washington e New York.
Da sabato 3 ottobre il pubblico potrà visitare stabilmente il Batiscafo Trieste nell’Hangar 8 del Museo Diego de Henriquez, mentre il giorno precedente l’ingresso del mezzo nel museo sarà accompagnato dall’incontro pubblico “Underwater, dentro l’uomo” alle 17 a Palazzo Gopcevich e dall’inaugurazione delle ore 19 al museo.