Intelligenza artificiale, Callari a Trieste: controllo pubblico e aiuto alle Pmi
A Trieste l’assessore Sebastiano Callari indica le priorità regionali: competenze digitali per le Pmi, regole e verifica dei sistemi.
TRIESTE - L’intelligenza artificiale può accelerare ricerca, sanità e sviluppo economico, ma per la Regione deve restare sotto controllo pubblico e non sostituire il giudizio umano. È questo il messaggio portato oggi, 13 ottobre 2026, dall’assessore ai Sistemi informativi Sebastiano Callari al “Digitale Security Festival - Infinito Umano: governare l’innovazione senza perdere le persone”.
Nel suo intervento, Callari ha collegato il tema dell’IA al ruolo del Friuli Venezia Giulia nella ricerca avanzata, citando le sperimentazioni sulla comunicazione quantistica orientate alla sicurezza dei flussi di dati e allo sviluppo del supercalcolo. Un ambito che, nelle parole dell’assessore, apre prospettive rilevanti anche dall’integrazione tra calcolo quantistico e intelligenza artificiale.
Il nodo per le piccole e medie imprese
Accanto alle opportunità, la Regione mette però l’accento su un problema pratico: non tutte le aziende partono dallo stesso livello. Secondo Callari, mentre le grandi industrie stanno già sfruttando questi strumenti, le istituzioni devono accompagnare le piccole e medie imprese nell’acquisizione delle competenze digitali necessarie, così da non indebolire la competitività del tessuto produttivo e delle eccellenze del Made in Italy.
Il punto, per il territorio, è evitare che l’innovazione allarghi il divario tra chi ha già strutture, competenze e investimenti per adottare l’IA e chi invece rischia di restare indietro. Da qui la richiesta di un intervento pubblico non solo sul piano regolatorio, ma anche su quello dell’affiancamento alle imprese.
Sanità, l’esempio delle risonanze magnetiche
Callari ha indicato nella medicina uno dei campi in cui l’efficacia dell’intelligenza artificiale è già più evidente. Ha citato l’applicazione di modelli intelligenti nella gestione delle risonanze magnetiche al Policlinico Gemelli di Roma, dove questi strumenti consentono di velocizzare i tempi degli esami e di quadruplicare la capacità operativa dei macchinari.
L’assessore ha però marcato un limite preciso: l’algoritmo, ha spiegato, resta un supporto operativo, mentre la valutazione clinica e la diagnosi finale devono rimanere in capo al medico. Un principio che la Regione considera valido anche in altri ambiti, dalle decisioni economiche a quelle politiche.
Il tema del rapporto tra innovazione, persone e nuove tecnologie è entrato negli ultimi mesi anche nel dibattito culturale, come mostra l’appuntamento di Hangar 11 dedicato alla voce dell’attore e all’intelligenza artificiale.
Le misure allo studio della Regione
Sul piano istituzionale, Callari ha spiegato che la Regione sta definendo spazi di sperimentazione protetti per verificare l’affidabilità dei sistemi prima di un loro impiego sul territorio, in continuità con il quadro normativo europeo e nazionale.
Tra le ipotesi citate c’è anche l’istituzione di un presidio di garanzia, descritto come una forma di difensore civico regionale, pensato per affiancare cittadini e imprese e offrire tutela rispetto ai rischi di frode e alle cosiddette “allucinazioni” dei modelli informatici.
L’assessore ha quindi insistito sulla necessità di governare la tecnologia con senso critico e competenze adeguate. Nella sua conclusione ha ribadito che l’intelligenza artificiale non sostituirà l’uomo, ma che in sanità, nell’economia e nelle scelte politiche la scelta finale dovrà restare saldamente affidata al giudizio umano e alle istituzioni democratiche.