Festa della Repubblica, Capozzi: il 2 Giugno richiama pace e valori democratici
Alla vigilia della Festa della Repubblica, la consigliera regionale M5S richiama il valore della Costituzione e il ripudio della guerra
TRIESTE - Alla vigilia della Festa della Repubblica, la consigliera regionale Rosaria Capozzi, esponente del Movimento 5 Stelle, affida il suo messaggio al significato civile e politico del 2 Giugno, indicando nella pace, nel dialogo e nella difesa delle istituzioni democratiche i punti centrali della ricorrenza.
Secondo Capozzi, celebrare il 2 Giugno significa rinnovare l’impegno per un Paese capace di costruire pace, promuovere confronto e restare fedele ai principi democratici. Un richiamo che, sottolinea, assume un peso ancora maggiore in una fase segnata da conflitti aperti in diverse aree del mondo, con conseguenze umanitarie pesanti tra sofferenze e distruzione.
Nel suo intervento, la consigliera regionale osserva che la pace non può essere considerata una condizione definitiva, ma una conquista quotidiana da difendere attraverso impegno, dialogo e tutela delle istituzioni. Un tema che si inserisce anche nel più ampio dibattito pubblico regionale, mentre in Friuli Venezia Giulia restano al centro anche questioni sociali e di casa, Province e lavoro.
Capozzi ricorda che la giornata del 2 Giugno non coincide soltanto con la celebrazione della scelta istituzionale compiuta dal popolo italiano nel 1946. Per la consigliera, la ricorrenza rappresenta soprattutto un richiamo ai valori che stanno alla base della convivenza democratica: libertà, partecipazione, giustizia sociale, rispetto della dignità umana e ripudio della guerra, principio fissato dalla Costituzione.
Nel passaggio finale del suo messaggio, l’esponente pentastellata evidenzia come il contesto storico attuale sia attraversato da tensioni internazionali, dall’aumento delle disuguaglianze e dal ritorno di linguaggi e comportamenti che alimentano divisioni, intolleranza e contrapposizione. Per questo, aggiunge, la Festa della Repubblica diventa anche un momento di riflessione sulla responsabilità di ciascuno nel custodire il patrimonio democratico del Paese.
Il riferimento conclusivo della consigliera è proprio alla necessità di preservare quel patrimonio comune fondato su libertà, partecipazione e ripudio della guerra, richiamato in modo esplicito dalla Costituzione italiana.