OnlyFans, guadagni non dichiarati per 700mila euro: nei guai un creator triestino

Digital Creator di Trieste sotto controllo della Finanza: contestati 700mila euro non dichiarati e 60mila di tassa etica.

09 luglio 2026 10:44
OnlyFans, guadagni non dichiarati per 700mila euro: nei guai un creator triestino -
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TRIESTE - Guadagni online, contenuti pubblicati su piattaforme internazionali e introiti che, secondo gli accertamenti, non sarebbero stati dichiarati al Fisco. I finanzieri della Compagnia di Muggia hanno concluso un’attività ispettiva nei confronti di un Digital Content Creator residente a Trieste, attivo su social network, siti web e piattaforme a pagamento.

L’operazione rientra nelle attività della Guardia di Finanza per il contrasto all’evasione fiscale e all’economia sommersa, con particolare attenzione alla creator economy, un settore in forte crescita che permette di generare ricavi attraverso contenuti digitali, abbonamenti, vendite personalizzate e interazioni private con gli utenti.

I controlli sui guadagni online

L’attività ispettiva è partita da alcuni approfondimenti sulla posizione fiscale del creator. A richiamare l’attenzione dei finanzieri sarebbe stata la sproporzione tra i redditi dichiarati e la notorietà raggiunta online.

Il soggetto controllato, infatti, avrebbe costruito nel tempo una presenza molto ampia sui social e sulle piattaforme digitali, utilizzando la propria immagine per ottenere un significativo ritorno economico.

Secondo quanto emerso, il creator contava oltre 100mila follower su Instagram, decine di milioni di visualizzazioni su piattaforme video per adulti e centinaia di contenuti pubblicati su OnlyFans e Fansly.

Abbonamenti, contenuti personalizzati e mance digitali

Nel caso esaminato dai finanzieri di Muggia, le piattaforme online sarebbero state utilizzate per monetizzare la popolarità ottenuta in rete. In particolare, attraverso OnlyFans, il creator avrebbe incassato denaro grazie agli abbonamenti mensili sottoscritti dai follower.

A questi introiti si sarebbero aggiunti i pagamenti per la vendita di contenuti personalizzati e le cosiddette mance digitali, ricevute durante le interazioni in chat private.

Si tratta di canali di monetizzazione ormai diffusi nella creator economy, ma che, quando svolti in modo abituale e remunerato, devono essere correttamente dichiarati all’Amministrazione finanziaria.

Contestati 700mila euro non dichiarati

Dai riscontri effettuati sarebbe emerso che l’attività veniva svolta in modo abituale, ma senza la corretta evidenza tributaria. Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, il creator avrebbe occultato all’Amministrazione finanziaria compensi percepiti in più anni per complessivi 700mila euro.

Gli accertamenti hanno riguardato un arco temporale pluriennale e hanno permesso di ricostruire i flussi economici collegati all’attività online.

Alla somma contestata si aggiunge il mancato pagamento della cosiddetta tassa etica, quantificata in circa 60mila euro. Si tratta di un’addizionale del 25% prevista sugli introiti derivanti dal settore dell’intrattenimento per adulti, applicabile anche quando l’attività viene svolta attraverso internet.

Un caso simile era stato ricostruito anche nel Polesine, dove la Guardia di Finanza aveva contestato a una influencer oltre 270mila euro di ricavi OnlyFans non dichiarati.

Flussi transitati anche su rapporti esteri

Una parte significativa degli introiti non dichiarati sarebbe transitata attraverso rapporti finanziari esteri, mediante procedure online. Questo passaggio avrebbe reso più complessa la tracciabilità delle operazioni e la ricostruzione dei movimenti di denaro.

Gli approfondimenti hanno quindi riguardato non solo i ricavi prodotti dalle piattaforme digitali, ma anche i canali attraverso cui tali somme sarebbero state incassate e movimentate.

L’utilizzo di strumenti esteri e sistemi di pagamento online rappresenta uno degli aspetti più complessi delle verifiche fiscali nel mondo digitale, soprattutto quando i ricavi derivano da piattaforme internazionali e da una platea di utenti molto ampia.

La creator economy sotto osservazione

La Guardia di Finanza considera la digital creator economy un settore prioritario di controllo, proprio per la crescita rapida dei ricavi prodotti attraverso contenuti online e piattaforme a pagamento.

Il caso triestino conferma l’attenzione verso nuove forme di lavoro digitale, spesso nate sui social network ma capaci di generare redditi rilevanti. Per il Fisco, la popolarità online non è solo un fenomeno comunicativo: quando produce guadagni, abbonamenti e vendite, diventa attività economica da dichiarare.

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