TRIESTE, caso Electrolux Porcia in Consiglio: Cabibbo chiede il ritiro del piano

Nel dibattito in Consiglio regionale il capogruppo di Forza Italia definisce il dossier Porcia un nodo industriale europeo.

11 giugno 2026 15:18
TRIESTE, caso Electrolux Porcia in Consiglio: Cabibbo chiede il ritiro del piano -
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TRIESTE - Il caso Electrolux Porcia è tornato nell’Aula del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia nella seduta di 11 giugno, durante la discussione della mozione dedicata al futuro dello stabilimento. Nel dibattito, il capogruppo di Forza Italia Andrea Cabibbo ha chiesto il ritiro del piano industriale presentato dall’azienda, sostenendo che abbia «le fattezze di un piano di dismissione» più che di rilancio.

Il passaggio politico, per Cabibbo, va oltre la singola vertenza. Nel suo intervento, poi ripreso in una nota, il consigliere ha detto che il caso Electrolux non rappresenta una crisi locale ma il segnale di una fragilità più ampia del modello industriale europeo, stretto tra concorrenza internazionale, costi e regole non uniformi.

La posizione espressa in Consiglio regionale

Secondo Cabibbo, la mozione unitaria discussa in Aula indica un obiettivo preciso: ottenere il ritiro di un piano che, a suo giudizio, «non ha alcuna visione industriale» e rischia di tradursi in un arretramento produttivo. Da qui l’attesa per il prossimo tavolo di confronto, che secondo l’esponente forzista dovrà portare risultati concreti e non ulteriori rinvii.

Nel suo intervento il capogruppo di Forza Italia ha insistito sul legame tra industria, occupazione e tenuta sociale. La vicenda di Porcia, nella sua lettura, riguarda il lavoro, le famiglie e il futuro industriale del territorio, ma anche l’equilibrio complessivo del sistema manifatturiero europeo.

Un altro passaggio del ragionamento ha riguardato il tema della concorrenza internazionale. Cabibbo ha parlato di un mercato «senza equilibrio», sostenendo che le imprese europee operino con vincoli ambientali, sociali ed energetici tra i più severi al mondo, mentre altri grandi concorrenti beneficerebbero di condizioni diverse. In questo quadro ha richiamato anche il tema della reciprocità nelle regole del commercio internazionale.

Il peso storico dello stabilimento di Porcia

Nel ricostruire il valore del sito produttivo, Cabibbo ha ricordato che quella di Porcia «non è una fabbrica qualsiasi», ma un pezzo della storia industriale del Friuli Venezia Giulia e dell’Italia. Ha richiamato l’inizio della storia produttiva nel 1916, la stagione della Zanussi e il ruolo svolto nello sviluppo regionale negli anni del boom industriale.

Tra i dati citati in Aula c’è quello relativo all’occupazione: nel 1971 lo stabilimento arrivava a oltre 10mila lavoratori. Un numero usato dal consigliere per sottolineare il peso che il sito ha avuto nella crescita economica del territorio. Anche dopo l’ingresso di Electrolux, secondo Cabibbo, il legame con il Friuli Venezia Giulia è rimasto forte sul piano produttivo e occupazionale.

Il riferimento alla storia industriale serve, nella sua impostazione, a sostenere che il confronto aperto oggi non riguardi soltanto una riorganizzazione aziendale, ma un presidio manifatturiero considerato strategico per l’area pordenonese e per l’intera regione. Sul tema del piano industriale e delle prospettive per il sito di Porcia, nelle ultime settimane la Regione ha già avviato un confronto specifico, come nel caso delle misure annunciate per il comparto dell’elettrodomestico e dell’indotto in [Electrolux Porcia, la Regione prepara 8 milioni per elettrodomestico e indotto].

Concorrenza globale e ruolo della Regione

Una parte dell’intervento di Cabibbo è stata dedicata alle pressioni della competizione internazionale, con un riferimento esplicito ai produttori cinesi. Il consigliere ha citato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, ricordando il dato di circa un milione di posti di lavoro persi in Europa per effetto del dumping cinese. Per Cabibbo, è un elemento che dovrebbe pesare nel dibattito europeo sulla competitività e sulla tutela delle produzioni strategiche.

Da qui anche la sua posizione sul rapporto tra difesa dell’industria e regole di mercato: difendere la manifattura, ha sostenuto, non significa fare protezionismo, ma chiedere condizioni eque di concorrenza e tutela del lavoro.

Nella parte finale dell’intervento, Cabibbo ha ringraziato il presidente della Regione Massimiliano Fedriga e gli assessori Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini, sostenendo che l’amministrazione regionale si sia attivata subito con strumenti e iniziative concrete. Il punto politico, nella sua lettura, è che la vicenda Electrolux non può essere ridotta a un fatto locale né trasformata in terreno di scontro, ma resta una questione industriale con effetti che vanno oltre il singolo stabilimento di Porcia.

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