IL CASO

Torna a casa dell'anziana per prendere l'oro, ma dentro ci sono i Carabinieri: arrestata

Trieste, finta perita tenta di truffare un'87enne e la figlia. Torna a ritirare i gioielli, ma trova i Carabinieri ad aspettarla.

31 ottobre 2026 12:29
Torna a casa dell'anziana per prendere l'oro, ma dentro ci sono i Carabinieri: arrestata -
Condividi

TRIESTE – Era convinta di poter tornare nell'abitazione dell'anziana per ritirare i gioielli e il denaro richiesti dal suo presunto complice. Ma questa volta, ad aspettarla dietro la porta, c'erano i veri Carabinieri. Si è concluso con l'arresto di una donna di 64 anni, originaria di Trani, un tentativo di truffa ai danni di una pensionata di 87 anni e della figlia.

L'operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trieste, insieme ai colleghi della Stazione di Trieste Portonuovo, intervenuti dopo la segnalazione di un familiare della vittima.

La donna è stata arrestata in flagranza con le ipotesi di reato di tentata truffa aggravata in concorso e violazione di domicilio. Determinante è stata la decisione dei familiari di rivolgersi immediatamente alle forze dell'ordine, permettendo ai militari di organizzare un intervento all'interno dell'abitazione.

La telefonata del falso carabiniere: «Il documento è stato clonato»

Tutto è cominciato nel pomeriggio, quando l'87enne residente a Trieste ha ricevuto una telefonata sulla linea fissa di casa.

Dall'altra parte un uomo si è presentato falsamente come appartenente all'Arma dei Carabinieri, raccontando alla pensionata una vicenda apparentemente allarmante.

Secondo quanto sostenuto dal sedicente militare, il documento d'identità della donna sarebbe stato clonato e utilizzato per commettere un furto in una gioielleria.

Un racconto completamente inventato, costruito per mettere in agitazione la vittima e convincerla a seguire le indicazioni ricevute.

La conversazione è poi proseguita in maniera ancora più insolita: il falso carabiniere ha avviato una videochiamata sul telefono cellulare della figlia dell'anziana, coinvolgendola direttamente nella vicenda.

La videochiamata per farsi mostrare soldi e gioielli

Attraverso il collegamento video, il truffatore è riuscito a farsi mostrare i gioielli e il denaro contante custoditi nell'abitazione.

Una richiesta presentata come parte di una presunta attività investigativa legata al furto in gioielleria.

Il passo successivo del piano prevedeva l'arrivo di una persona incaricata di ritirare i beni.

L'interlocutore ha infatti annunciato che, di lì a poco, sarebbe arrivata una «perita» incaricata di prelevare i valori per conto della Procura.

Anche questa circostanza era falsa: nessun accertamento giudiziario giustificava la consegna di denaro e preziosi a sconosciuti.

Il meccanismo ricalcava quello delle truffe del falso appartenente alle forze dell'ordine, già registrate in altre località friulane. Un episodio simile si era verificato a Cividale del Friuli, dove un'anziana di 84 anni era stata raggirata e derubata di oro per 20mila euro.

La donna entra in casa, ma un familiare le chiede il tesserino

Poco dopo la videochiamata, la presunta incaricata si è presentata all'abitazione della pensionata.

Secondo la ricostruzione dei Carabinieri, la 64enne è entrata nell'appartamento senza il consenso degli occupanti, con l'obiettivo di recuperare i valori precedentemente mostrati durante la conversazione.

A interrompere il piano è stato però un familiare convivente dell'anziana.

Insospettito dalla presenza della sconosciuta e dalle modalità della richiesta, l'uomo ha deciso di verificare chi fosse realmente la persona arrivata in casa.

Le ha quindi chiesto di mostrare un tesserino di riconoscimento che potesse dimostrare il presunto incarico.

La reazione della donna è stata immediata: sentendosi scoperta, ha abbandonato rapidamente l'abitazione, allontanandosi prima di riuscire a ritirare quanto richiesto.

Il familiare non si è fermato lì e ha segnalato subito quanto accaduto ai Carabinieri.

I militari si appostano nell'abitazione e attendono il ritorno

Ricevuta la chiamata, la Centrale Operativa dei Carabinieri ha attivato tempestivamente i militari.

Gli investigatori del Nucleo Investigativo, insieme al personale della Stazione di Trieste Portonuovo, sono intervenuti nell'appartamento e si sono posizionati all'interno dell'abitazione, pronti a intervenire nel caso in cui la presunta truffatrice fosse tornata.

Nel frattempo, il complice telefonista continuava a insistere affinché la pensionata e la figlia consegnassero i beni alla persona incaricata del ritiro.

Una pressione che ha finito per favorire l'intervento delle forze dell'ordine.

Nonostante il primo tentativo fosse fallito, infatti, la donna ha deciso di ripresentarsi.

Alle 16 torna per ritirare la busta: scatta l'arresto

Erano circa le 16.00 quando la 64enne è tornata davanti all'ingresso dell'appartamento.

Secondo gli investigatori, il suo obiettivo era ritirare la busta contenente i beni che il complice continuava a richiedere telefonicamente.

Questa volta, però, la situazione era completamente diversa rispetto alla prima visita.

All'interno della casa si trovavano già i Carabinieri, che avevano predisposto l'intervento dopo la segnalazione dei familiari.

Non appena la donna si è presentata per recuperare i valori, i militari sono entrati in azione, bloccandola immediatamente e procedendo all'arresto in flagranza.

Per la 64enne, originaria di Trani, è stato quindi disposto il trasferimento in carcere.

Le contestazioni riguardano la tentata truffa aggravata in concorso e la violazione di domicilio. Le responsabilità dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Decisiva la prontezza della famiglia: il piano fallisce

L'episodio dimostra quanto possa essere importante riconoscere tempestivamente i segnali di un possibile raggiro.

In questo caso, a fare la differenza è stata soprattutto la prontezza del familiare che ha chiesto alla sconosciuta di identificarsi, interrompendo il primo tentativo di sottrarre i preziosi.

La successiva segnalazione ha consentito ai Carabinieri di predisporre un intervento mirato e di sorprendere la donna al suo ritorno.

Non è la prima volta che un'operazione tempestiva permette di fermare persone sospettate di truffare anziani. Nell'Udinese, recentemente, un 21enne era stato arrestato dopo il furto di gioielli ai danni di una donna di 85 anni, mentre un complice la tratteneva al telefono.

Carabinieri e Curia insieme per prevenire le truffe agli anziani

L'operazione di Trieste si inserisce nell'attività di prevenzione e contrasto delle truffe che l'Arma porta avanti attraverso incontri pubblici, campagne informative e iniziative rivolte soprattutto alle persone anziane.

Il Comando Provinciale di Trieste sottolinea come la maggiore consapevolezza dei cittadini possa contribuire concretamente a impedire che questi episodi vadano a buon fine.

Tra le iniziative più recenti figura anche il rafforzamento della collaborazione tra i Carabinieri di Trieste e la Curia vescovile, finalizzato a diffondere informazioni utili e raggiungere un numero sempre maggiore di persone.

Le forze dell'ordine ricordano che nessun autentico appartenente all'Arma o incaricato della Procura chiede ai cittadini di consegnare gioielli e denaro contante a persone inviate presso la loro abitazione per presunti accertamenti.

In presenza di telefonate sospette è importante interrompere la conversazione e contattare direttamente il 112, senza seguire le indicazioni fornite da sconosciuti.

A Trieste, la collaborazione tra la famiglia e i militari ha consentito di fermare il tentativo di truffa: la 64enne è tornata convinta di poter ritirare i preziosi dell'87enne, ma nell'appartamento ha trovato i Carabinieri ad attenderla.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail