Trieste, GeoAdriatico 2026 al via: focus su Balcani, corridoi India-Europa e infrastrutture sottomarine
Nel Salone della Regione aperta la sesta edizione del simposio promosso da Vitale Onlus con l’Università di Trieste.
TRIESTE - Dai nuovi corridoi logistici tra India ed Europa all'allargamento dell'Unione europea ai Balcani occidentali, fino alla sicurezza delle infrastrutture sottomarine: sono questi i dossier messi subito sul tavolo dalla sesta edizione di GeoAdriatico, il simposio internazionale aperto oggi nel Salone di rappresentanza della Regione.
L'iniziativa è promossa da Vitale Onlus in collaborazione con l'Università degli studi di Trieste e riunisce il confronto su temi che riguardano direttamente il posizionamento del Friuli Venezia Giulia nel Mediterraneo e lungo le nuove rotte economiche e geopolitiche.
Ad aprire i lavori è stata l'assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen, che ha collegato il ruolo di Trieste alla sua funzione storica di città di mare, di scambi e di relazioni internazionali, oggi riletta attraverso ricerca scientifica, blue economy, dati ed energia.
I temi del simposio: Balcani, logistica e Mediterraneo
Il confronto di quest'anno ruota attorno a alcune delle partite più delicate per l'area adriatica e per l'Europa. Tra i tavoli di lavoro figurano i nuovi assi logistici tra India ed Europa e il percorso di integrazione dei Balcani occidentali nell'Unione europea, due questioni che hanno ricadute dirette anche su porti, collegamenti, filiere produttive e cooperazione regionale.
Nel suo intervento, Rosolen ha detto che GeoAdriatico porta Trieste e il Friuli Venezia Giulia su un piano che supera i confini regionali e nazionali, come sede di confronto sul futuro del Mediterraneo, dell'Europa e dei rapporti con l'area balcanica.
L'assessore ha inserito questi temi in un quadro più ampio che riguarda anche il lavoro qualificato, la formazione e il trasferimento tecnologico. In questa prospettiva si inseriscono strumenti regionali come il Centro Studi per la Manifattura 2030, nato per rafforzare il legame tra analisi economica, sistema produttivo e sviluppo.
Trieste tra vocazione storica e nuove rotte globali
Una parte dell'intervento è stata dedicata al profilo storico del capoluogo giuliano. Rosolen ha ricordato Trieste come sbocco marittimo dell'Europa centrale tra Settecento e Ottocento, nodo delle grandi rotte commerciali e città legata anche alla stagione del Canale di Suez e alla figura del barone Pasquale Revoltella.
Secondo l'assessore, quelle caratteristiche tornano oggi centrali davanti ai nuovi equilibri internazionali: Trieste come porta marittima, luogo di elaborazione geopolitica e spazio di relazione tra mondi diversi. È in questo passaggio che il simposio prova a collocarsi, come sede di lettura delle trasformazioni che attraversano l'Adriatico e il Mediterraneo.
Oltre 40 centri di ricerca e il nodo delle infrastrutture sottomarine
Rosolen ha poi richiamato il peso del sistema scientifico regionale, citando in particolare la presenza dell'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale e della rete degli enti di ricerca attivi sul territorio.
Dopo la Seconda guerra mondiale, ha osservato, Trieste e il Friuli Venezia Giulia hanno scelto di puntare su scienza e conoscenza come leva di sviluppo. Oggi quel patrimonio conta oltre 40 centri di ricerca e continua a produrre effetti nei settori più avanzati legati al mare, all'energia, ai dati e alle infrastrutture sottomarine.
Proprio quest'ultimo capitolo è tra quelli più strategici richiamati nell'apertura di GeoAdriatico: secondo l'assessore, le reti sottomarine incidono sempre di più su sicurezza, trasmissione dei dati ed energia, in uno scenario in cui mare, canali e rotte commerciali sono tornati al centro delle scelte internazionali.
Blue economy, idrogeno e trasferimento tecnologico
Nel passaggio finale del suo intervento, Rosolen ha citato anche il ruolo del Friuli Venezia Giulia nella blue economy, nelle direttrici collegate all'India-Middle East-Europe Economic Corridor e nello sviluppo della valle dell'idrogeno transfrontaliera, definita un'esperienza unica in Europa per il coinvolgimento di due Stati e una Regione.
L'assessore ha collegato questi percorsi alla capacità di trasferimento garantita dagli enti di ricerca regionali, indicata come un fattore decisivo per accompagnare studi e sviluppo economico. Da qui il significato attribuito a GeoAdriatico: non una semplice vetrina, ma un luogo di lavoro tra istituzioni, università, ricerca e sistema economico su temi che toccano strategia industriale, infrastrutture e rapporti internazionali.
In chiusura, Rosolen ha ringraziato Roberto Vitale e Vitale Onlus per la continuità data all'iniziativa, sostenendo che le riflessioni emerse durante le giornate di confronto potranno accompagnare la strategia del Friuli Venezia Giulia in un quadro europeo e mediterraneo in rapida trasformazione.