Di giorno portalettere sul Carso, la sera musicista: la bellissima storia di Nicolò
Nicolò Milani, portalettere sul Carso triestino, racconta il legame con il territorio e la passione per la musica.
TRIESTE – Ogni mattina Nicolò Milani, 33 anni, triestino, carica la sua auto con il materiale da consegnare e imbocca la strada che porta verso uno dei paesaggi più iconici della provincia: il Carso, o Cjars, come viene chiamato localmente. Un altopiano di rocce bianche, boschi fitti e silenzi antichi che accompagnano il suo itinerario quotidiano.
La sua “gita di lavoro” attraversa Slivia, Duino-Aurisina, Sistiana, salendo e scendendo tra mare e pietra, lungo borghi dove il tempo sembra essersi fermato. È un percorso che unisce storia, natura e identità locale.
«Lavoro in Poste Italiane da quando avevo 24 anni – racconta Nicolò – e fin da quando ero una scorta mi sono sempre occupato di queste zone di confine. Qui il rapporto con il territorio e con la gente è essenziale: molte abitazioni sono isolate, lontane tra loro, e spesso i paesi contano pochi abitanti. Poi ci sono gli spazi incontaminati, dove la natura è ancora rigogliosa e bellissima».
Il suo giro quotidiano copre chilometri e chilometri, e ogni tratto aggiunge un tassello a un mestiere fatto di incontri, osservazioni e storie. Un lavoro che, dietro l’apparente solitudine del portalettere, rivela un legame profondo con la comunità e con un territorio che continua a raccontare, giorno dopo giorno, nuove sfumature.
Nei piccoli centri il dialogo nasce spontaneo. «Quando vai a consegnare – racconta – trovi sempre un sorriso, una parola, un momento di scambio. Il postino diventa una presenza familiare, una persona di fiducia». Ma il cuore del racconto è altrove: «Per me è preziosissimo il rapporto con i colleghi: siamo un gruppo affiatato da sempre, ci aiutiamo e tutto funziona perché tra di noi c’è collaborazione».
Ed è proprio questa coesione interna a trasformare un lavoro che, sulla carta, è individuale in una vera attività di squadra. Il portalettere opera da solo sul territorio, ma al tempo stesso è parte di un processo capillare che garantisce continuità del servizio e qualità del lavoro. Ogni consegna diventa così l’esito di un ingranaggio fatto di coordinamento, scambio costante di informazioni, supporto reciproco e fiducia nei processi condivisi.
Una rete di persone, prima ancora che di procedure, che ogni giorno mette insieme responsabilità e obiettivi comuni.
Ma Nicolò oltre ad essere un portalettere coltiva una grande passione, quella per la musica.
Diplomato al Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste nella classe di tromba, suona spesso in orchestre e gruppi.
“Il lavoro da portalettere mi consente di dedicarmi alla mia amata musica, non ho mai smesso di suonare e regolarmente mi esibisco in orchestre di fiati per divertimento ma anche per tenermi allenato; suono dalla musica classica al jazz fino alla contemporanea, e il mio autore preferito, oltre Mahler e Mozart, è il francese Maurice André, a mio avviso uno dei più grandi trombettisti della storia che ebbe una vita dura ma seppe sfruttare al meglio il suo incredibile talento”.
Grazie a questa passione, e complici molti colleghi musicisti che suonano il piano, la chitarra e la batteria, il sogno di Nicolò è quello di mettere su il complesso dei postini, chissà che a breve non ne potremo ascoltare un concerto.