TRIESTE, referendum sulle Province in Friuli Venezia Giulia: Cabibbo dice no, «mandato già dato nel 2023»

In Consiglio regionale Forza Italia boccia la consultazione sul ripristino degli enti provinciali e fissa l'obiettivo di fine legislatura

11 giugno 2026 17:21
TRIESTE, referendum sulle Province in Friuli Venezia Giulia: Cabibbo dice no, «mandato già dato nel 2023» -
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TRIESTE - In Consiglio regionale si riapre il confronto sul ritorno delle Province in Friuli Venezia Giulia, ma Forza Italia chiude alla strada del referendum consultivo. Il capogruppo Andrea Cabibbo sostiene che il mandato politico sia già arrivato con le regionali dell'aprile 2023, quando, afferma, la maggioranza eletta aveva inserito il ripristino delle Province nel proprio programma. L'obiettivo indicato è ora rendere il nuovo ente operativo entro la fine della legislatura.

La posizione è stata ribadita durante il dibattito sulla mozione che chiedeva di indire una consultazione popolare sul ripristino delle Province. Secondo Cabibbo, «il referendum vero si è già svolto» con il voto regionale, perché «quasi due elettori su tre» hanno scelto una maggioranza che prevedeva quel punto nel programma.

Per il capogruppo di Forza Italia, quindi, non serve un nuovo passaggio consultivo: la priorità è completare il percorso istituzionale già avviato dopo le elezioni, attraverso i passaggi parlamentari e normativi necessari.

La posizione di Forza Italia sul referendum consultivo

Nel suo intervento in Aula, Cabibbo ha contestato la richiesta di un referendum sostenendo che ignorerebbe un dato politico già espresso dagli elettori. La sua linea è che il consenso raccolto dalla maggioranza nel 2023 comprenda anche il via libera al ritorno delle Province, essendo il tema già presente nel programma elettorale.

Da questa lettura discende la scelta di non riaprire il confronto con una nuova consultazione. Per Forza Italia, il nodo non è ottenere una nuova investitura politica, ma dare attuazione a un impegno assunto davanti agli elettori.

Cabibbo ha inoltre richiamato i passaggi compiuti dopo il voto regionale, sostenendo che il percorso normativo e parlamentare sia stato avviato e che ora si debba lavorare per arrivare a un assetto pienamente funzionante entro la conclusione dell'attuale legislatura.

Operatività entro fine legislatura e principio di sussidiarietà

Nella ricostruzione del capogruppo azzurro, il tema non riguarda soltanto l'organizzazione amministrativa. Cabibbo lega il ripristino delle Province al principio di sussidiarietà, cioè all'idea che le decisioni debbano essere prese dal livello istituzionale più vicino ai cittadini e ai territori.

Secondo questa impostazione, il ritorno degli enti provinciali servirebbe a rafforzare l'efficacia amministrativa e la rappresentanza locale. Il riferimento è a un livello intermedio di governo che, nella visione espressa da Forza Italia, può garantire maggiore prossimità rispetto a un sistema percepito come più distante dalle comunità.

Per Cabibbo, restituire questo livello istituzionale significa anche offrire ai territori uno strumento di coordinamento e programmazione più definito, con competenze più chiare nell'assetto degli enti locali del Friuli Venezia Giulia.

L'anomalia del Friuli Venezia Giulia e il giudizio sulle Uti

Un altro passaggio centrale dell'intervento riguarda la collocazione del Friuli Venezia Giulia nel quadro nazionale. Cabibbo sostiene che la Regione rappresenti oggi un'anomalia, perché le Province continuano a esistere nel resto d'Italia mentre il Fvg, nelle sue parole, è rimasto l'unica regione a statuto speciale priva di questo livello di governo.

Da qui la tesi che sia necessario superare un'anomalia istituzionale e amministrativa, riportando equilibrio nell'assetto degli enti locali. Il ripristino delle Province viene presentato come un riallineamento a un modello già presente nel resto del Paese.

Nel suo intervento, il capogruppo di Forza Italia ha anche definito un errore l'abolizione delle Province e ha criticato il successivo esperimento delle Uti, le Unioni territoriali intercomunali, giudicato incapace di produrre i risultati attesi. La maggioranza, ha sostenuto, avrebbe quindi scelto di correggere una riforma ritenuta non efficace.

Cabibbo ha infine attribuito alle Province anche un valore legato alla storia e all'identità dei territori, oltre che alla funzione amministrativa. Nella sua posizione, questi enti rappresentano un livello di coordinamento che nel tempo ha garantito servizi, programmazione e vicinanza ai cittadini.

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