Trieste ricorda i tre militari morti sul Carso nel 1986: cerimonia e omaggio ai caduti

Alla commemorazione anche l’assessore Fabio Scoccimarro. Durante la giornata deposti fiori anche al cippo dei caduti della minoranza.

06 settembre 2026 12:22
Trieste ricorda i tre militari morti sul Carso nel 1986: cerimonia e omaggio ai caduti -
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TRIESTE - Una cerimonia a Trieste ha ricordato oggi i tre commilitoni del 1° Battaglione Fanteria Motorizzato “San Giusto” morti in un incidente durante un’attività addestrativa sul Carso nel 1986. Alla commemorazione ha partecipato anche l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Fabio Scoccimarro, che ha richiamato il valore della memoria e il significato di quell’esperienza per un’intera generazione di giovani chiamati allora al servizio militare.

Nel suo intervento, Scoccimarro ha parlato di ragazzi di diciotto e diciannove anni ai quali venivano affidate responsabilità importanti, ricordando anche la propria esperienza personale in divisa. L’assessore ha sottolineato come il servizio sotto le armi insegnasse disciplina, senso del dovere, rispetto delle regole e fiducia nel compagno accanto.

“I ragazzi che oggi ricordiamo erano preparati e addestrati e proprio per questo il loro sacrificio merita rispetto e memoria”, ha affermato.

Il ricordo dei giovani soldati

Il momento commemorativo ha riportato l’attenzione su una vicenda che colpì il territorio triestino e il mondo militare locale: la morte di tre giovani appartenenti al battaglione “San Giusto” durante un’attività di addestramento sul Carso.

Scoccimarro ha collegato quel ricordo a una riflessione più ampia sul rapporto tra giovani e servizio alla collettività. Secondo l’assessore, non si tratta necessariamente di riproporre il servizio militare come veniva conosciuto in passato, ma di riconoscere l’utilità di un’esperienza, civile o militare, capace di trasmettere autonomia, spirito di sacrificio, solidarietà e senso di appartenenza.

Il richiamo alle missioni italiane all’estero

Nel corso della cerimonia è stato ricordato anche il contributo dei militari italiani nelle missioni internazionali. Scoccimarro ha citato in particolare il Libano, parlando del rispetto conquistato dai contingenti italiani grazie a professionalità, equilibrio e umanità.

Un passaggio usato per sottolineare, nelle parole dell’assessore, il valore di una formazione che non era soltanto militare, ma anche umana.

Trieste ricorda i tre militari morti sul Carso nel 1986: cerimonia e omaggio ai caduti

I fiori al cippo dei caduti della minoranza slovena

Un momento significativo della giornata è arrivato durante la successiva Santa Messa, quando l’Associazione Cravatte Rosse di San Giusto ha deposto dei fiori davanti al cippo che ricorda i caduti appartenenti alla minoranza slovena.

Scoccimarro ha definito il gesto semplice ma dal forte valore simbolico, richiamando la storia di un territorio dove, in epoche diverse, uomini hanno perso la vita sotto divise e bandiere differenti. Nel suo intervento ha ricordato che alcuni caduti della Prima guerra mondiale indossavano l’uniforme austro-ungarica, mentre due caduti della Seconda guerra mondiale non vestivano la divisa dell’Esercito italiano.

Rendere omaggio anche a loro, ha osservato, significa riconoscere il valore della memoria oltre le appartenenze, verso chi ha perso la vita combattendo in tempo di guerra.

Il ringraziamento alle associazioni d’arma

In chiusura, l’assessore ha rivolto un ringraziamento alle Associazioni d’Arma, alle Cravatte Rosse e alle altre realtà del mondo grigioverde che continuano a custodire questa memoria. Un impegno che, ha evidenziato, non significa fermarsi al passato, ma trasmettere alle nuove generazioni i valori ritenuti più importanti da quelle esperienze.

La cerimonia si è così conclusa con il ricordo dei tre giovani militari del battaglione “San Giusto” e con l’omaggio portato anche al cippo dedicato ai caduti della minoranza slovena.

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