Trieste, muro crollato in via Giulia: interrogazione sul taglio del gelso
Dopo il cedimento tra via Giulia e via dello Scoglio, Giulia Massolino chiede documenti tecnici pubblici e confronto con residenti.
TRIESTE - Dopo il crollo del muro di contenimento tra via Giulia e via dello Scoglio, il nodo ora riguarda anche il futuro del grande gelso che si trova sopra il terrapieno interessato dagli interventi. La consigliera regionale Giulia Massolino, del Patto per l’Autonomia - Civica FVG, annuncia un’interrogazione e chiede che siano rese pubbliche le perizie tecniche che hanno portato alla decisione di abbattere l’albero, con il coinvolgimento di residenti e associazioni ambientaliste.
La richiesta parte da un punto preciso: la necessità di mettere in sicurezza l’area non viene contestata, ma secondo Massolino ogni scelta irreversibile, come il taglio dell’albero, dovrebbe essere motivata da valutazioni approfondite e accessibili. La consigliera sostiene che gli alberi maturi vadano considerati infrastrutture verdi, utili a mitigare le isole di calore, ad assorbire parte delle acque meteoriche, a migliorare la qualità dell’aria e a rafforzare la resilienza urbana anche rispetto agli effetti della crisi climatica.
I dubbi sul rapporto tra il gelso e il crollo
Secondo quanto riferito dalla consigliera, dalle informazioni raccolte finora emergono alcuni elementi che, a suo avviso, richiedono chiarimenti tecnici puntuali. Il gelso cresce su un terrapieno bastionato; il tronco si troverebbe a circa 70 centimetri dal muro di via Giulia e a circa un metro e mezzo da quello di via dello Scoglio, entrambi apparentemente rimasti integri dopo il crollo.
Il cedimento, invece, avrebbe interessato un tratto di muro situato a circa tre o quattro metri dall’albero. Inoltre, sempre secondo le osservazioni riportate, dopo la frana non sembrerebbero visibili apparati radicali. Massolino precisa che questi elementi non sostituiscono una perizia, ma proprio per questo chiede che vengano pubblicate le relazioni della Protezione civile e spiegate le ragioni che avrebbero escluso eventuali alternative all’abbattimento.
Tra le ipotesi citate dalla consigliera ci sono il consolidamento del versante o un ulteriore alleggerimento della chioma, prima di arrivare alla rimozione definitiva del gelso.
La richiesta di accesso ai documenti
Nell’interrogazione annunciata alla Giunta regionale, Massolino domanda che sia chiarito l’iter tecnico seguito e che la documentazione sia consultabile, compatibilmente con le esigenze di sicurezza del cantiere. L’obiettivo, spiega, è consentire a residenti e associazioni di prendere visione degli atti e di acquisire anche una valutazione tecnica indipendente.
Il tema si inserisce nel confronto più ampio che in Friuli Venezia Giulia riguarda opere pubbliche, manutenzioni e decisioni sul territorio, come mostrano anche i dossier regionali sull’assestamento Fvg.
Massolino richiama anche il regolamento comunale del verde, che tutela gli alberi di pregio e ne prevede l’abbattimento solo in presenza di particolari necessità e dopo un’attenta valutazione tecnica. Per questo, secondo la consigliera, la procedura dovrebbe essere rispettata integralmente anche in un contesto di urgenza legato alla messa in sicurezza.
Cosa si chiede se l’abbattimento sarà inevitabile
Un ultimo punto dell’interrogazione riguarda gli eventuali interventi compensativi. Se non ci fossero possibilità tecniche per salvare l’albero, la richiesta è sapere quali misure siano state previste in sostituzione, sia sul piano ambientale sia su quello del verde urbano.
Nell’atto annunciato, la consigliera chiede infine alla Giunta quali interventi compensativi siano stati previsti nel caso in cui non vi sia alcuna possibilità di salvare il gelso.