Legale, patrimoniale, risorse umane e quella gestione che crea criticità alle imprese del Triveneto

Triveneto, aziende locali tra criticità fiscali e patrimoniali. Partner d’Impresa presenta strategie operative e formazione gratuita per imprenditori.

19 gennaio 2026 16:05
Legale, patrimoniale, risorse umane e quella gestione che crea criticità alle imprese del Triveneto - A destra Erica La Rocca
A destra Erica La Rocca
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TRIVENETO - I settori legale, fiscale e di strategia connessa alla consulenza del lavoro sono tra gli aspetti più critici nella gestione aziendale delle aziende del Triveneto. È quanto emerge da una recente analisi cumulativa realizzata tra gennaio 2024 e novembre 2025 su più di 300 aziende locali da Partner d’Impresa, network professionale in franchising. Una realtà che riunisce commercialisti, consulenti del lavoro, avvocati, esperti in privacy e sicurezza e specialisti di finanza agevolata, per offrire una consulenza imprenditoriale d’insieme, in grado di valorizzare la connessione esistente tra aspetti e norme dei settori legali, finanziari e della consulenza del lavoro con un approccio al cliente dal linguaggio semplice.

Il network di specialisti di impresa presenterà dati e strategie operative da prendere in considerazione nelle propria attività di impresa in occasione di Level Up Tour:una serie di incontri gratuiti e divulgativi per impreditori organizzato nei territori del Triveneto a partire da venerdì 23 gennaio a Trieste. A cadenza mensile proseguiranno appuntamenti nelle città di Vicenza, Belluno, Mestre, Udine, Bassano, Treviso, Asolo, Verona, Udine, Padova e Rovigo.

L’analisi generale di Partner d’Impresa sulle aziende del Triveneto

L’indagine è partita da un primo test di auto-analisi - chiamato TSA - a cui hanno risposto gli imprenditori di imprese site tra Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, per inquadrare i punti forti e le aree di miglioramento in base a quanto da loro percepito e conosciuto. “Nel nostro territorio l’imprenditoria continua a distinguersi per una forte vocazione al fare. Gli imprenditori investono tempo, energie e risorse quasi esclusivamente nello sviluppo dell’azienda, considerata non solo uno strumento di lavoro ma spesso una vera e propria estensione della propria identità personale. - spiega Erica La Rocca Specialista Fiscal di Partner d’Impresa per l’area Friuli Venezia Giulia. Questa dedizione totale, se da un lato rappresenta un punto di forza del tessuto produttivo locale, dall’altro può evidenziare qualche criticità, come una scarsa attenzione alla pianificazione del patrimonio personale e al futuro al di fuori dell’impresa. Il destino dell’imprenditore e quello dell’azienda tendono a coincidere, lasciando in secondo piano la tutela del patrimonio”.

Dal punto di vista fiscale, le maggiori criticità toccano la poca consapevolezza: il 42,95% degli imprenditori non ha una chiara idea di quanto ammonti la pressione fiscale complessiva sulla propria attività e quasi la metà degli intervistati, il 49,54%, non si informa regolarmente sulle ultime novità connesse al tema. La metà esatta, il 50,56%, non sa quante tasse dovrà pagare per l'anno in corso. Il 42,39% degli imprenditori del Triveneto non conosce o non utilizza strumenti fiscali che consentirebbero di ridurre la pressione fiscale in azienda. Tra questi vi è, ad esempio, il Trattamento di Fine Mandato (TFM), che permette sente al proprietario di azienda di accantonare una sorta di liquidazione simile al TFR previsto per i dipendenti e che è completamente detraibile. Dall’indagine emerge che ben il 73,47% degli imprenditori non è a conoscenza di questo strumento e non accantona alcuna quota.

Relativamente alla gestione dei dipendenti, si evidenzia una maggiore consapevolezza nell’affidarsi a consulenti specializzati in grado di guidare i processi di assunzione (lo fa il 59,00% delle imprese) mentre solo il 53.43% ha dichiarato di offrire annualmente percorsi formativi per i propri collaboratori.

Si distinguono però difficoltà nell’individuare strumenti in grado di valorizzare la collaborazione e la coesione tra le risorse umane, con poco ricorso a regolari attività di team building (scelte solo dal 29,68%) mentre sono poche le imprese, il 33.58%, che hanno previsto sistemi premianti per i collaboratori più produttivi. Il 66.60%, non ha mai applicato metodi di analisi interna per rilevare il grado di soddisfazione dei propri collaboratori.

Il 40.91%, inoltre, dichiara poca consapevolezza su come gestire situazioni di criticità con eventuali dipendenti di cui non si è soddisfatti dell’attività lavorativa. Infine, un numero molto alto di imprese, pari al 72,91%, non adotta un regolamento aziendale condiviso e firmato da tutti i dipendenti, esponendosi a rischi di diversa natura in caso di controversie.

La tutela del patrimonio personale è un altro tasto dolente: per quanto il 73.93% dichiari di aver stipulato una polizza infortuni e una polizza vita e il 43.23% ritenga di aver tutelato il proprio patrimonio personale in caso di crisi aziendale, il 71.71% ha dichiarato che, se smettesse di lavorare, il patrimonio accumulato non gli consentirebbe di mantenere il tenore di vita attuale.

“In questo scenario, emerge con forza l’importanza della formazione fiscale degli imprenditori, che rappresenta uno strumento strategico di governo dell’impresa e del patrimonio. Comprendere le regole fiscali non significa sostituirsi ai professionisti, ma acquisire quella consapevolezza necessaria a prendere decisioni informate e sostenibili nel tempo. Diventa altresì decisiva la scelta di professionisti, non semplici fornitori di servizi, ma partner che conoscano a fondo l’azienda. Solo attraverso una combinazione di competenze, visione e collaborazione è possibile superare l’approccio emergenziale alla gestione fiscale e patrimoniale, trasformandolo in una leva di crescita, solidità e serenità per l’imprenditore e per il territorio” conclude La Rocca.

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