Turisti al sole sulla piazzola: l’elisoccorso non riesce ad atterrare | VIDEO
Turisti sulla piazzola dell’elisoccorso in montagna: Alex Barattin del Cnsas spiega i rischi e lancia l’appello.
BELLUNO - Una piazzola per l’elisoccorso scambiata per un punto dove prendere il sole. È il caso raccontato nella puntata del 3 luglio 2026, condotta da Patrick Ganzini, con ospite Alex Barattin, consigliere nazionale del Cnsas, il Corpo nazionale Soccorso alpino e speleologico.
L’episodio è avvenuto in Veneto, sulle montagne bellunesi, durante un intervento dell’elicottero Leone del Suem 118, partito dalla base di Treviso per raggiungere un rifugio e prestare soccorso a una persona in difficoltà. Al momento dell’arrivo, però, l’equipaggio ha trovato la piazzola occupata da alcuni turisti distesi a prendere il sole.
L’elicottero arriva, ma la piazzola è occupata
L’area di atterraggio era chiaramente riconoscibile dalla grande H tracciata a terra, simbolo che indica il punto destinato all’approdo dell’elicottero. Nonostante questo, e nonostante l’arrivo del mezzo di soccorso, le persone presenti non si sarebbero spostate subito, provocando un rallentamento nelle operazioni.
Il caso è stato definito da molti come un esempio di comportamento irresponsabile in montagna, ma il punto più grave riguarda il possibile impatto sui tempi del soccorso. Quando interviene un elicottero sanitario, ogni minuto può essere determinante, soprattutto nei casi in cui il paziente è in condizioni tempo-dipendenti.
Barattin: “La H indica il punto di approdo dell’elicottero”
Alex Barattin ha spiegato che situazioni simili possono verificarsi perché, soprattutto vicino ai rifugi, la piazzola rappresenta spesso uno dei pochi tratti pianeggianti disponibili. Per questo alcune persone finiscono per sedersi o sdraiarsi proprio lì, senza rendersi conto della funzione dell’area.
Il consigliere nazionale del Cnsas ha ricordato però un principio essenziale: la H a terra identifica il punto di approdo dell’elicottero. Appena si sente il rumore del mezzo in avvicinamento, bisogna allontanarsi immediatamente.
Non solo. È necessario liberare anche l’area circostante da tutto ciò che potrebbe essere sollevato dal flusso del rotore: zaini, giacche, teli, tende, oggetti leggeri o materiale non custodito.
Perché occupare una piazzola è pericoloso
Il problema non riguarda soltanto l’intralcio all’atterraggio. Quando l’elicottero si avvicina a una piazzola, il flusso del rotore può diventare molto intenso e trasformare oggetti lasciati a terra in elementi pericolosi.
Per questo i piloti non possono semplicemente avvicinarsi per “avvisare” le persone o spingerle a spostarsi. Se l’area non è libera e sicura, l’elicottero deve cercare un altro punto di atterraggio nelle vicinanze.
Questo passaggio, ha spiegato Barattin, allunga inevitabilmente i tempi dell’intervento. In montagna, dove spesso le squadre devono coordinarsi tra elicottero, personale sanitario e soccorritori a terra, anche pochi minuti possono pesare molto.
Le piazzole sono punti censiti per le emergenze
Le piazzole vicino ai rifugi non sono aree casuali. Sono punti individuati, censiti e riconosciuti come luoghi idonei all’atterraggio o al rendez-vous tra l’elicottero e le squadre a terra.
La loro funzione è permettere al mezzo di arrivare il più vicino possibile al luogo dell’emergenza, riducendo i tempi di intervento e facilitando il trasporto della persona da soccorrere.
Quando questi spazi vengono occupati, l’intero meccanismo di soccorso si complica. L’elicottero deve modificare le procedure, cercare un’alternativa e coordinarsi nuovamente con le squadre, mentre il paziente attende assistenza.
L’appello ai turisti: liberare subito l’area
Il messaggio del Soccorso alpino è semplice: quando si vede una piazzola con la grande H, non bisogna occuparla. E se ci si trova nelle vicinanze e si sente arrivare un elicottero, bisogna allontanarsi subito e rimuovere eventuali oggetti che potrebbero volare.
Barattin ha sottolineato che non sempre le persone si accorgono immediatamente dell’arrivo del mezzo, ma appena il rumore diventa percepibile è necessario spostarsi senza attendere ulteriori indicazioni.
Il punto non è soltanto rispettare una regola, ma non ostacolare un intervento che può riguardare una persona in pericolo di vita.
Il rischio per i pazienti tempo-dipendenti
Negli interventi sanitari più delicati, il tempo è una componente essenziale. Un trauma grave, un malore, una caduta o una situazione clinica complessa possono richiedere un trasferimento rapido verso l’ospedale.
In questi casi, un atterraggio rallentato o impedito diventa un problema serio. Barattin ha evidenziato che, nei pazienti tempo-dipendenti, ogni ritardo può incidere sulle condizioni di salute della persona soccorsa.
Rifugi e responsabilità condivisa
L’appello non riguarda solo gli escursionisti. Anche i gestori dei rifugi sono invitati a prestare attenzione alle piazzole, segnalando agli ospiti la necessità di lasciarle sempre libere.
I rifugisti conoscono il territorio e possono svolgere un ruolo importante di prevenzione, aiutando i visitatori a capire quali spazi siano destinati al soccorso e quali possano invece essere utilizzati per la sosta.
La collaborazione tra turisti, gestori e soccorritori è fondamentale per evitare situazioni che possono trasformarsi in ostacoli operativi.
Montagna, buon senso e sicurezza
Il caso raccontato nella puntata condotta da Patrick Ganzini evidenzia un tema più ampio: frequentare la montagna significa rispettare l’ambiente, ma anche conoscere le regole minime di sicurezza.
Una piazzola dell’elisoccorso non è uno spazio panoramico, non è un’area relax e non è un punto dove stendersi al sole. È un presidio operativo che deve restare disponibile in ogni momento.
Il richiamo al buon senso vale soprattutto in estate, quando rifugi e sentieri registrano un forte afflusso di visitatori e aumentano anche gli interventi di soccorso, dagli incidenti sui percorsi ai malori legati al caldo o alla fatica.
Il messaggio finale del Soccorso alpino
L’indicazione da seguire è chiara: davanti a una grande H a terra, bisogna lasciare libera l’area. Se arriva un elicottero, occorre allontanarsi immediatamente e mettere in sicurezza gli oggetti personali.
Un gesto semplice può evitare ritardi, proteggere chi si trova vicino alla piazzola e permettere ai soccorritori di lavorare senza ostacoli.
L’intervento dell’elicottero Leone del Suem 118 sulle montagne bellunesi si è trasformato così in un richiamo pubblico alla responsabilità. Perché in montagna, soprattutto durante un’emergenza, il comportamento di pochi può incidere sulla sicurezza di molti.