Tutto pronto per l'apertura di Gorizia in fiore: domani l'inaugurazione

Tutto pronto per l'apertura di Gorizia in fiore, che sarà inaugurata domani, venerdì 3 luglio, alle 11.30 nei Giardini pubblici di Corso Verdi. La manifestazione, organizzata da Comune e Assofiori-...

02 luglio 2020 14:01
Tutto pronto per l'apertura di Gorizia  in fiore: domani l'inaugurazione -
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Tutto pronto per l'apertura di Gorizia in fiore, che sarà inaugurata domani, venerdì 3 luglio, alle 11.30 nei Giardini pubblici di Corso Verdi.

La manifestazione, organizzata da Comune e Assofiori- Flash, in cui saranno esposte piante di ogni genere e per ogni stagione, sarà ospitata in una splendida area verde, i Giardini pubblici appunto, dove sono presenti alberi secolari come la bellissima e originale magnolia di oltre 150 anni, molto amata dallo scrittore Umberto Saba.

Per molti la magnolia ultracentenaria 
rappresenta il simbolo dell’italianità goriziana perché si racconta che 
racconta che durante i primi moti irredentisti, costituendo un
reato far sventolare la bandiera italiana, qualcuno piantò una magnolia
nei giardini pubblici come  richiamo simbolico all’’unità d’Italia. Con
le sue sempreverdi foglie, i suoi fiori bianchi
e le sue infruttescenze peduncolate che si caricano di rosso vivo a
maturità, questa pianta voleva richiamare i colori della bandiera
italiana proprio sotto gli ignari occhi degli assurgici”. Per questo,
però, fu anche oggetto di continui atti vandalici, addirittura
di sciabolate ma fu anche molto amata, anche dallo scrittore Umberto
Saba che, seduto su una panchina, all’ombra delle sue chiome , discuteva
di politica con gli amici.

La magnolia ha visto davvero tanti eventi, fino ad arrivare
 ai giorni nostri, superando anche un “incendio” che
qualche ragazzino, in epoca recente, appiccò fra i suoi rami. Molto
originale anche il suo sviluppo, allorché uno dei giardinieri che si
occupò della pianta interrò
i rami più bassi tutti alla medesima distanza sfruttando la capacità della magnolia di riprodursi per propaggine.
Dai rami interrati crebbe un cerchio di dodici nuovi fusti che,
progressivamente,
arrivarono a “nascondere” il fusto centrale fino a quasi farlo
scomparire. L’intenzione di creare nuove piante, però, non si sa per
quale motivo, non si concretizzò 
e i rami da cui le nuove piante erano nate non vennero recisi e,
col passare del tempo, i rami che avevano dato vita ai nuovi fusti 
crearono uno straordinario gioco di 
ponti sui quali tante generazioni di Goriziani si sono divertiti e ancora oggi visibili.

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