Udine, Arengo e assessora ai Quartieri riaprono il dialogo dopo anni di scontro

Vertice il 16 luglio 2026 nell’ex Ospedale di Santa Maria della Misericordia: confronto su quartieri, identità locali e partecipazione

16 luglio 2026 20:18
Udine, Arengo e assessora ai Quartieri riaprono il dialogo dopo anni di scontro -
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UDINE - Dopo anni di contrapposizione, tra l’Arengo udinese partecipativo e l’amministrazione comunale si riapre il confronto. Il passaggio è arrivato giovedì 16 luglio 2026 con un incontro nei locali storici dell’antico Ospedale di Santa Maria della Misericordia, in via Beato Odorico, tra i rappresentanti dell’assemblea civica e l’assessora comunale alla Partecipazione e ai Quartieri Rosi Toffano, affiancata da Marianna Basile dell’Unità Operativa Decentramento.

Per l’Arengo, realtà civica rilanciata nel 2015, erano presenti il “Camerarius” e presidente prof. Alberto Travain, insieme alle “Procuratores” prof.ssa Renata Capria D’Aronco e prof.ssa Maria Luisa Ranzato. Al centro del confronto non soltanto il riavvio dei rapporti istituzionali, ma soprattutto un tema concreto per la città: recuperare le identità dei rioni e dei quartieri e rimetterle in relazione con l’attuale organizzazione urbana.

Il confronto dopo quasi un decennio di tensioni

Secondo quanto emerso dall’incontro, il dialogo riparte dopo quasi dieci anni segnati da posizioni spesso opposte tra l’assemblea civica spontanea e le ultime due amministrazioni comunali, in particolare sul coinvolgimento democratico dei cittadini nelle riforme dei quartieri applicate dal Comune a partire dal 2018.

Il nuovo clima era stato in parte anticipato anche nella seduta del Consiglio comunale del 29 giugno scorso, quando la presidente del Consiglio Rita Nassimbeni aveva ospitato in aula un’allocuzione del moderatore arengario Travain. Da lì, il confronto si è spostato su un terreno più operativo: costruire una partecipazione che abbia radici nella storia dei territori che compongono il Comune.

Quartieri di oggi e quintieri storici

L’idea condivisa durante il vertice è quella di lavorare su un “radicamento identitario inclusivo” dei quartieri, collegando la coscienza rionale di oggi alla memoria civica della città. In questa prospettiva, l’Arengo ha richiamato anche la tradizione dei quintieri medievali di Udine, visti come una trama storica capace di connettere centro e periferie.

L’obiettivo indicato è quello di ripensare i legami tra le diverse parti della città, usando la memoria locale non come elemento di chiusura ma come base per una comunità più plurale e inclusiva. Nel corso dell’incontro si è parlato quindi di quartieri non solo come perimetri amministrativi, ma come luoghi di appartenenza civica e partecipazione.

Travain ha sintetizzato così il senso del confronto: si lavorerà per “ritessere e ripensare una trama di legami e valori del passato” utile a creare unione nel presente, come base per una partecipazione popolare più motivata nella gestione del bene comune.

Il presidente dell’Arengo, già citato nei giorni scorsi anche nel ricordo della docente dello Zanon firmato da Alberto Travain, ha rappresentato il consesso insieme ai garanti dell’assemblea civica.

I materiali consegnati all’assessora

L’incontro si è chiuso con una stretta di mano tra le parti e con la consegna di alcuni materiali all’assessora Toffano. La delegazione dell’Arengo ha donato una mappa-promemoria che mette in relazione i confini degli attuali Quartieri comunali con quelli dei “Quintieri” arengari.

Insieme alla mappa è stato consegnato anche un volume celebrativo del decennale dell’Arengo udinese contemporaneo, riferito al periodo 2015-2025. Si tratta di una pubblicazione del sodalizio autofinanziato “Fogolâr Civic di Udin”, che raccoglie verbali e delibere di dieci anni di attività partecipativa dell’assemblea civica generale spontanea della cittadinanza.

Il libro documenta l’attività sviluppata dall’Arengo nell’ultimo decennio e il tentativo di riportare nella discussione pubblica tradizioni e istituzioni della storia della democrazia locale.

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