Udine, record a Casa Cavazzini: 81.095 visitatori per la mostra su Impressionismo e Modernità
Chiusa l'esposizione dedicata ai capolavori tra Otto e Novecento: stranieri al 35%, ad agosto media di 400 ingressi al giorno.
UDINE - Si chiude con 81.095 visitatori la mostra “Impressionismo e Modernità. Capolavori dal Kunst Museum di Winterthur” a Casa Cavazzini, diventata l’esposizione più visitata di sempre in città. Aperta dal 30 gennaio al 30 agosto 2026, la rassegna ha attirato pubblico da tutta Italia e anche dall’estero, con una quota di visitatori stranieri pari al 35% del totale.
Prodotta dalla Regione Friuli Venezia Giulia con PromoTurismoFVG, Comune di Udine e MondoMostre, e curata da David Schmidhauser e Vania Gransinigh, la mostra ha portato a Udine 84 opere firmate da alcuni dei maggiori protagonisti dell’arte tra Otto e Novecento: Vincent Van Gogh, Claude Monet, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Pablo Picasso, Piet Mondrian, Vasilij Kandinsky, René Magritte, Max Ernst, Paul Klee e Giorgio de Chirico.
I numeri della mostra
Il dato finale segna un primato per il territorio comunale udinese. Nei sette mesi di apertura l’affluenza è rimasta costante, con febbraio come mese di punta, una flessione a giugno e una nuova crescita tra luglio e soprattutto agosto. Nell’ultimo mese la mostra ha registrato una media di 400 ingressi al giorno, con un aumento del 15% del pubblico straniero.
Secondo i dati diffusi a chiusura dell’esposizione, la provenienza dei visitatori conferma un richiamo che va oltre i confini regionali. La maggioranza è italiana, ma la presenza di ospiti internazionali è stata stabile e significativa, in particolare da Slovenia, Austria, Croazia e Germania.
Pubblico da Milano, Trieste, Lubiana e Vienna
Da un’indagine svolta su un campione rappresentativo di 13.823 partecipanti, emerge un profilo di utenza fortemente sovraregionale e transfrontaliero. Milano è risultata la prima città di provenienza del pubblico, seguita da Trieste; tra le prime quindici città compaiono anche Lubiana e Vienna.
Sul piano demografico, il pubblico è stato composto per il 61% da donne e per il 39% da uomini. Per fasce d’età, la più rappresentata è stata quella 45-54 anni con il 23%, seguita da 35-44 anni con il 20%, 25-34 anni con il 19%, 55-64 anni con il 18%, over 65 con il 12% e 18-24 anni con l’8%.
Visite guidate, scuole e laboratori esauriti
Accanto al percorso espositivo hanno funzionato anche le attività collaterali e didattiche, che hanno fatto registrare il tutto esaurito. Durante il periodo di apertura sono state organizzate 142 visite guidate e 20 laboratori per i più piccoli.
Sul fronte dei gruppi, Casa Cavazzini ha accolto 164 gruppi di adulti e 137 gruppi scolastici: 35 della primaria, 35 della secondaria di primo grado e 67 della secondaria di secondo grado. A questi si aggiungono 62 laboratori dedicati alle scuole, suddivisi in 3 per l’infanzia, 39 per la primaria, 17 per la secondaria di primo grado e 3 per la secondaria di secondo grado.
Accessibilità e prossima mostra
Tra gli aspetti più apprezzati dal pubblico ci sono stati anche gli strumenti pensati per rendere la visita più accessibile: audioguide in lingua dei segni e in linguaggio semplificato, un percorso dedicato ai bambini e cartelle tattili con riproduzioni in rilievo di alcune opere, realizzate per favorire una fruizione più completa da parte delle persone non vedenti.
L’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo Sergio Emidio Bini ha sottolineato il valore del risultato, evidenziando la capacità della mostra di mantenere livelli alti di attrattività anche nei mesi estivi e di richiamare visitatori dall’Italia e dall’estero.
Casa Cavazzini tornerà a ospitare una nuova grande esposizione dal 16 dicembre 2026 al 2 maggio 2027: sarà dedicata all’ecosistema creativo della downtown newyorkese tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, con un percorso che annuncia nomi come Warhol, Basquiat e Haring.