Udine, al Castello apre “Terremoti e Trasformazioni”: 250 immagini sul sisma del 1976

Negli spazi del Castello di Udine un percorso tra fotografie, documenti e ricerca scientifica a cinquant’anni dal terremoto del Friuli

16 luglio 2026 16:08
Udine, al Castello apre “Terremoti e Trasformazioni”: 250 immagini sul sisma del 1976 -
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UDINE - Apre al Castello di Udine la mostra “Terremoti e Trasformazioni. Fotografia e scienza sul crinale del 1976 in Friuli”, un percorso che intreccia memoria del sisma, fotografia d’archivio e ricerca scientifica. L’esposizione sarà visitabile dal 17 luglio al 18 ottobre 2026 negli spazi del Salone del Parlamento e in alcune sale della Galleria d’Arte Antica, con apertura dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18 e ultimo ingresso alle 17.30.

L’iniziativa arriva nel programma del cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli e propone una lettura che va oltre la commemorazione: il sisma del 1976 viene assunto come punto di osservazione per raccontare come sono cambiati il territorio, il paesaggio, le comunità e lo sguardo con cui il Friuli si rappresenta.

Udine, al Castello apre “Terremoti e Trasformazioni”: 250 immagini sul sisma del 1976
Udine, al Castello apre “Terremoti e Trasformazioni”: 250 immagini sul sisma del 1976

Date, orari e sede della mostra

La mostra è ospitata al Castello di Udine ed è stata ideata e prodotta in Friuli. Nasce dalla collaborazione tra Civici Musei del Comune di Udine e Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia (CRAF), con il coinvolgimento dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e della Cineteca del Friuli.

Alla presentazione sono intervenuti l’assessore alla Cultura Federico Pirone, i curatori Silvia Bianco, Antonio Giusa e Andrea Pertoldeo, insieme a tre dei quattro fotografi protagonisti dell’esposizione: Olivo Barbieri, Marina Caneve e Davide Degano.

Cosa si vede in mostra

Il percorso espositivo riunisce circa 250 fotografie, in larga parte provenienti dalle collezioni civiche, accanto a incisioni, documenti storici e materiali scientifici. Tra i nuclei più significativi compaiono la traccia del sismografo collocato in profondità nella Grotta Gigante, unico sistema di rilevazione attivo il 5 maggio 1976, uno scatto del 1928 a Verzegnis con quattro bambini seduti ai piedi di una tenda dopo il sisma che aveva colpito il Tolmezzino, l’ingresso del Palazzo del Governo di Lubiana ricostruito e fotografato oggi, oltre a immagini che restituiscono il trauma vissuto da chi ha attraversato l’Orcolat.

Udine, al Castello apre “Terremoti e Trasformazioni”: 250 immagini sul sisma del 1976
Udine, al Castello apre “Terremoti e Trasformazioni”: 250 immagini sul sisma del 1976

L’allestimento comprende anche fotografie storiche di Udine e del Friuli, una stazione di rilevazione predisposta dall’OGS e alcuni disegni seicenteschi del Castello esposti per la prima volta.

La mostra valorizza inoltre il patrimonio dei Civici Musei e della Biblioteca Civica “V. Joppi”, mettendo in dialogo materiali che attraversano epoche e linguaggi diversi: dalle prime calotipie di Augusto Agricola alle vedute di Giuseppe Malignani, fino alle ricerche contemporanee commissionate per l’occasione.

Tre linee del tempo tra cultura, paesaggio e sismologia

L’esposizione è costruita lungo tre linee del tempo — culturale, paesaggistica e sismologica — che accompagnano il visitatore dalla seconda metà dell’Ottocento fino alla contemporaneità, con alcune incursioni in periodi precedenti.

Udine, al Castello apre “Terremoti e Trasformazioni”: 250 immagini sul sisma del 1976
Udine, al Castello apre “Terremoti e Trasformazioni”: 250 immagini sul sisma del 1976

La scelta curatoriale è stata quella di affiancare fotografie d’archivio, documenti storici e materiali scientifici a lavori originali di quattro autori contemporanei, chiamati a offrire uno sguardo non legato all’esperienza diretta del sisma del 1976. Ne esce un allestimento ibrido in cui fotografia, storia e scienza si intrecciano in modo continuo.

Secondo quanto spiegato dall’assessore alla Cultura Federico Pirone, il progetto è stato pensato per riflettere sull’eredità del terremoto e sulle trasformazioni del Friuli senza ricorrere a una narrazione celebrativa o nostalgica. L’idea, ha osservato, è quella di mostrare come il Friuli di oggi sia nato anche da quella frattura, ma sia allo stesso tempo profondamente cambiato.

Udine, al Castello apre “Terremoti e Trasformazioni”: 250 immagini sul sisma del 1976
Udine, al Castello apre “Terremoti e Trasformazioni”: 250 immagini sul sisma del 1976

Le postazioni scientifiche e il monitoraggio sismico

Il dialogo con la ricerca scientifica prosegue attraverso due postazioni di approfondimento. La prima è dedicata al Centro di Ricerche Sismologiche dell’OGS, che proprio a Udine coordina una rete di 43 stazioni di monitoraggio sismico. La seconda è riservata a CFTIvisual dell’INGV, l’atlante delle fonti visive dei terremoti italiani.

La presenza di questi materiali amplia il racconto della mostra: non solo memoria e immagini del trauma, ma anche strumenti, dati e sistemi di osservazione che aiutano a leggere il rapporto tra eventi sismici, conoscenza scientifica e trasformazione del territorio.

Enti coinvolti e aperture al pubblico

“Terremoti e Trasformazioni” rientra nelle iniziative promosse dalla Regione Friuli Venezia Giulia per il cinquantesimo anniversario del sisma del 1976. La mostra è realizzata con il contributo della Fondazione Friuli, il sostegno di BCC Banca di Udine e il patrocinio dell’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, della Camera di Commercio Pordenone-Udine, di Confindustria Udine, di Ente Friuli nel Mondo e dell’Università degli Studi di Udine.

Udine, al Castello apre “Terremoti e Trasformazioni”: 250 immagini sul sisma del 1976
Udine, al Castello apre “Terremoti e Trasformazioni”: 250 immagini sul sisma del 1976

L’apertura al pubblico è prevista dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.30, negli spazi del Castello di Udine.

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