Udine, in sei anni chiusi quasi 800 negozi di vicinato: 120 milioni persi
Confesercenti: tra 2019 e 2025 la provincia registra il calo più alto in regione. Il 10 settembre raccolta firme a Udine.
UDINE - In provincia di Udine il commercio di prossimità continua a ridursi: tra il 2019 e il 2025 sono sparite 799 imprese del commercio al dettaglio, con una perdita stimata di quasi 120 milioni di euro di ricchezza per il territorio. È il dato più pesante, in valore assoluto, tra le quattro province del Friuli Venezia Giulia.
Secondo i numeri diffusi da Confesercenti FVG, le attività sono passate da 5.105 a 4.306, con un calo del 15,7%. Anche il comune di Udine segue la stessa tendenza: nel capoluogo le imprese scendono da 1.187 a 987, pari a -16,8%, con una stima di circa 30 milioni di euro di ricchezza persa.
I numeri in provincia e nel capoluogo
Il quadro che emerge è quello di una rete commerciale più debole, soprattutto nei quartieri e nei comuni della provincia. Sul piano occupazionale, però, il dato udinese presenta un andamento meno negativo rispetto al resto del Friuli Venezia Giulia.
Gli addetti dipendenti calano infatti del 3,7% a livello provinciale, la flessione più contenuta tra le province della regione, mentre nel comune capoluogo crescono dell'11,3%. Un andamento che, secondo Confesercenti, è compatibile con l'espansione della grande distribuzione organizzata nell'area urbana.
In calo netto invece la componente indipendente: -20,7% in provincia e -22,3% nel comune di Udine. Nel complesso, la provincia registra 1.401 addetti totali in meno, pari a -11%, dato che resta il meno pesante in regione sul fronte occupazionale ma che si accompagna alla perdita più alta di imprese.
Francesco Snidero, presidente provinciale e regionale di Confesercenti Udine, sottolinea che nel capoluogo la crescita dell'occupazione non basta a compensare la scomparsa del commercio di vicinato nei quartieri e nel resto della provincia, definendo questo equilibrio "fragile".
Il dato regionale: Fvg unico nel Nordest anche in calo occupazionale
Su scala regionale, tra il 2019 e il 2025 il Friuli Venezia Giulia ha perso 1.714 imprese del commercio al dettaglio, pari al 15,4% del totale, con una ricchezza sottratta ai territori stimata in 257,1 milioni di euro.
Il dato che distingue il Fvg dal resto del Nordest riguarda soprattutto il lavoro: è infatti l'unica regione dell'area a registrare non solo chiusure di negozi, ma anche una riduzione complessiva dell'occupazione nel settore. Gli addetti calano del 15,8%, cioè 4.607 posti di lavoro in meno.
Il confronto con Veneto e Trentino-Alto Adige evidenzia una differenza marcata. Anche nelle regioni confinanti si registrano chiusure nel commercio al dettaglio, rispettivamente -16,1% in Veneto e -9,6% in Trentino-Alto Adige, ma lì l'occupazione cresce grazie all'espansione della grande distribuzione: +16,4% di addetti dipendenti in Veneto e +27,9% in Trentino-Alto Adige.
In tutte e tre le regioni, invece, arretra in modo omogeneo la componente degli addetti indipendenti, segnale di una difficoltà strutturale della piccola impresa individuale in tutto il Nordest.
Raccolta firme il 10 settembre nella sede Confesercenti
Accanto alla diffusione dei dati, Confesercenti rilancia la proposta di legge sulla rigenerazione urbana dei servizi di prossimità. La raccolta firme è in programma giovedì 10 settembre 2026 nella sede di Confesercenti Udine, in via Tricesimo 246.
Snidero invita cittadini e operatori a sostenere l'iniziativa, alla luce di un fenomeno che, oltre all'economia, tocca anche la tenuta dei centri urbani, dei centri storici e dei servizi di vicinato.
I dati completi sono contenuti nella relazione regionale predisposta da Confesercenti FVG e sono disponibili su richiesta presso la sede provinciale.