Giovani hacker etici premiati a Udine: tre studenti vincono la sfida Cyberchallenge.IT
A Udine premiati i vincitori di Cyberchallenge.IT: giovani talenti della sicurezza informatica verso la finale nazionale.
UDINE – La sicurezza informatica parla sempre più il linguaggio dei giovani talenti. A Udine sono stati premiati gli studenti vincitori della fase locale di Cyberchallenge.IT, la competizione dedicata agli aspiranti hacker etici che unisce formazione, competenze tecniche e attenzione ai temi della protezione digitale.
I primi tre classificati sono Francesco Viciguerra e Michele Ongaro, entrambi iscritti al corso di laurea in Informatica dell’Università di Udine, e Tommaso Sbrugnera, studente dell’Isis “Malignani”. Tre nomi che rappresentano una nuova generazione di competenze in un settore sempre più strategico per imprese, istituzioni e cittadini.
La sfida Cyberchallenge.IT a Udine
La competizione si svolge a livello nazionale e, in Friuli Venezia Giulia, viene organizzata dal 2020 dall’Università di Udine, grazie al Laboratorio di Cybersecurity del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche.
Alla sfida locale hanno partecipato 57 studenti: 43 dell’Ateneo friulano, pari al 75%, e 14 provenienti dalle scuole superiori, pari al 25%. Numeri che confermano l’interesse crescente dei giovani verso la cybersicurezza e verso le professioni legate alla protezione dei sistemi digitali.
Il percorso non è pensato come una semplice gara tecnica. La formula utilizza il gioco come strumento di coinvolgimento, ma dietro la competizione c’è un programma formativo articolato, che introduce gli studenti agli aspetti scientifici, tecnici ed etici della sicurezza informatica.
Formazione, etica e competenze digitali
Cyberchallenge.IT propone lezioni teoriche ed esercizi pratici su diversi ambiti della cybersecurity. Tra i temi affrontati ci sono crittografia, analisi di malware, open source intelligence e sicurezza web.
L’obiettivo è formare giovani capaci non solo di conoscere le vulnerabilità dei sistemi, ma anche di affrontarle con responsabilità. La figura dell’hacker etico, infatti, non ha nulla a che vedere con l’immagine negativa spesso associata al termine hacker. Si tratta di professionisti che usano competenze avanzate per individuare falle, prevenire attacchi e rafforzare la sicurezza di reti, piattaforme e infrastrutture.
In un momento in cui la trasformazione digitale coinvolge aziende, pubbliche amministrazioni, scuole e cittadini, la formazione di nuove professionalità diventa un punto centrale per il territorio. Non a caso il tema dell’innovazione è sempre più presente anche nelle politiche regionali, come dimostrano iniziative dedicate al sostegno delle imprese sul fronte dell’intelligenza artificiale per micro e piccole imprese in Friuli Venezia Giulia.
La premiazione a Palazzo Antonini
La cerimonia di premiazione si è svolta a Palazzo Antonini, sede dell’Università di Udine. Per l’Ateneo erano presenti il rettore Angelo Montanari, il direttore del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche Alberto Marcone, il coordinatore locale della Cyberchallenge Marino Miculan e il direttore del master in Intelligence and emerging technologies, Gian Luca Foresti.
All’appuntamento hanno preso parte anche i rappresentanti delle aziende sostenitrici: Paolo Canzian e Stefano Martinis di Danieli Automation, insieme a Matteo Tiussi e Francesco Maria Crosato di Karmasec.
La presenza del mondo produttivo conferma quanto la cybersecurity non sia più un ambito ristretto alla ricerca universitaria, ma una competenza richiesta in modo trasversale. Le aziende hanno bisogno di figure capaci di proteggere dati, impianti, infrastrutture digitali e processi industriali.
Montanari: competenze per un settore decisivo
Il rettore Angelo Montanari ha espresso soddisfazione per i risultati ottenuti dagli studenti e per la partecipazione dell’Ateneo al progetto nazionale.
Secondo Montanari, Cyberchallenge.IT rafforza le competenze dei giovani in un settore determinante come quello della sicurezza informatica e favorisce la nascita di comunità di talenti. Un esempio concreto è rappresentato dai MadrHacks, la squadra di hacking etico nata all’interno dell’Università di Udine durante l’edizione 2020 della competizione, oggi capace di distinguersi anche in sfide internazionali.
Il rettore ha inoltre ricordato l’impegno dell’Ateneo nei percorsi formativi e di ricerca dedicati alla sicurezza informatica, tra cui il corso di laurea magistrale interateneo e internazionale in Artificial intelligence & cybersecurity, realizzato in collaborazione con l’Università di Klagenfurt.
Il legame tra formazione, ricerca e innovazione si inserisce in un quadro più ampio che vede il Nordest protagonista in diversi settori ad alta specializzazione, come raccontato anche nell’approfondimento dedicato all’Innovation Hub di Unox a Padova.
La squadra udinese verso la finale nazionale
La fase locale ha permesso anche di selezionare gli studenti che rappresenteranno Udine alla finale nazionale, in programma a luglio a Salerno.
La squadra sarà composta da sei studenti. Oltre ai tre vincitori Francesco Viciguerra, Michele Ongaro e Tommaso Sbrugnera, sono stati convocati anche Francesco Graziano, del corso di laurea in Informatica, Marco Del Pio Luogo, della laurea magistrale internazionale in Artificial intelligence & cybersecurity, e Lorenzo Bonotto, del corso di laurea in Matematica.
Completa la rosa, come riserva, Xhulia Palaj, iscritta alla laurea magistrale internazionale in Artificial intelligence & cybersecurity.
La presenza di studenti provenienti da percorsi diversi, dall’informatica alla matematica fino alla scuola superiore, mostra la natura multidisciplinare della cybersecurity. Per affrontare minacce sempre più complesse servono infatti logica, capacità di analisi, visione tecnica e rapidità di ragionamento.
Un percorso nazionale con oltre 3000 candidati
Cyberchallenge.IT è un programma nazionale rivolto ai giovani talenti tra i 16 e i 24 anni. L’edizione 2026 ha visto più di 3000 candidati iscritti nelle 40 sedi coinvolte.
Dopo la selezione nazionale, ogni sede ha individuato un gruppo di massimo venti studenti, per un totale di circa 750 partecipanti in tutta Italia. I selezionati hanno seguito un percorso formativo tra febbraio e maggio, culminato poi nella gara locale.
Il programma, giunto alla decima edizione, è organizzato dal Cybersecurity National Lab del Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica, con il supporto dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale e il patrocinio del Garante per la protezione dei dati personali. Dal 2020 è inoltre riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione come progetto per la valorizzazione delle eccellenze.
Marcone: il territorio è fertile per i talenti
Il direttore del Dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche, Alberto Marcone, ha sottolineato il valore dei risultati ottenuti dalla squadra udinese. Per Marcone, il successo della Cyberchallenge a Udine conferma che il territorio è un ambiente fertile per i talenti dell’informatica e della matematica.
L’offerta formativa dell’Ateneo comprende le lauree magistrali in Informatica e in Artificial intelligence & cybersecurity, oltre al dottorato di interesse nazionale in Cybersicurezza, di cui il dipartimento è una delle sedi fondatrici.
Si tratta di un percorso che rafforza il ruolo dell’Università di Udine come punto di riferimento nella formazione avanzata e nella ricerca, in un contesto regionale dove innovazione, scienza e trasferimento tecnologico assumono un peso crescente. Un quadro che si collega anche agli investimenti su ricerca e infrastrutture scientifiche, come nel caso dell’ampliamento del polo scientifico ICTP raccontato nell’articolo su Trieste, Regione, Unesco e ICTP.
La comunità MadrHacks e il lavoro iniziato nel 2019
Anche Marino Miculan, coordinatore locale di Cyberchallenge.IT, docente di Sicurezza delle reti di calcolatori e responsabile del nodo udinese del Cybersecurity National Lab, si è congratulato con vincitori e partecipanti.
Miculan ha evidenziato il ruolo della comunità MadrHacks, realtà nata attorno all’Università di Udine e capace di riunire studenti delle scuole superiori, universitari ed ex allievi oggi inseriti professionalmente nel settore della cybersecurity.
Secondo Miculan, i risultati ottenuti non sono casuali, ma il frutto di un lavoro iniziato nel 2019, consolidato nel tempo attraverso formazione, competizioni, ricerca e collaborazione tra studenti, docenti e territorio. A rafforzare questo percorso ci sono anche i progetti di ricerca del dipartimento nell’ambito della sicurezza informatica, compresi quelli finanziati dal partenariato esteso Pnrr Serics.
Giovani competenze per il futuro digitale
La premiazione di Udine non rappresenta soltanto la conclusione di una gara. È il segnale di una crescita culturale e formativa che riguarda l’intero territorio.
La sicurezza informatica è ormai un tema quotidiano: riguarda i dati personali, le aziende, gli ospedali, le scuole, le infrastrutture pubbliche, la pubblica amministrazione e i servizi digitali. Formare giovani capaci di affrontare queste sfide significa preparare professionisti in grado di proteggere sistemi sempre più esposti.
Il Friuli Venezia Giulia conferma così una vocazione alla formazione tecnica e scientifica, che passa dall’università, dalle scuole superiori e dalla collaborazione con il mondo produttivo. Un percorso che si affianca ad altre iniziative dedicate ai giovani, alla formazione e alla crescita delle competenze, come il corso sui valori identitari e l’imprenditorialità per giovani friulani in Argentina e Brasile.
Con i vincitori della Cyberchallenge.IT e la squadra pronta per la finale nazionale di Salerno, Udine guarda ora alla prossima sfida. In gioco non c’è soltanto una classifica, ma la capacità di costruire una nuova generazione di professionisti della sicurezza digitale.