Province in Fvg, Moretuzzo attacca il ddl: «Rischio poltronificio»

In V Commissione il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG contesta il disegno di legge presentato dall’assessore Roberti

04 giugno 2026 16:16
Province in Fvg, Moretuzzo attacca il ddl: «Rischio poltronificio» -
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Udine - La riforma che punta a reintrodurre le Province in Friuli Venezia Giulia apre subito il fronte delle polemiche. Durante i lavori della V Commissione consiliare di 4 giugno 2026, il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG Massimo Moretuzzo ha criticato il disegno di legge illustrato dall’assessore regionale Pierpaolo Roberti, parlando di una norma costruita “per successive approssimazioni” e contestando sia il contenuto del provvedimento sia il metodo seguito nell’avvio dell’esame.

Secondo Moretuzzo, uno dei punti centrali riguarda l’assetto dei nuovi enti: la reintroduzione delle Province, ha sostenuto, avverrebbe senza una chiara attribuzione di funzioni ulteriori rispetto a quelle già svolte dagli EDR. Per questo il capogruppo del Patto per l’Autonomia ritiene difficile comprendere come una delle norme più rilevanti della legislatura possa poggiare su rinvii a decisioni future, lasciando irrisolti aspetti che considera essenziali.

Nel suo intervento, Moretuzzo ha richiamato anche le osservazioni dell’onorevole Ciriani, che aveva sollecitato una definizione netta delle competenze dei nuovi enti prima della loro partenza. Proprio l’assenza di questo chiarimento, secondo l’esponente di opposizione, aumenta il pericolo che la riforma si traduca in un poltronificio, senza una reale ridefinizione del sistema amministrativo regionale.

Le contestazioni sul percorso in Commissione

Le critiche non si sono fermate al merito del testo. Moretuzzo ha puntato l’attenzione anche sull’avvio dell’iter in V Commissione consiliare, sostenendo che l’ordine del giorno della seduta non sarebbe stato stabilito dall’Ufficio di presidenza, come prevede il regolamento del Consiglio regionale, ma direttamente dal presidente Bernardis, in accordo con l’assessore.

A questo si sarebbe aggiunto, sempre secondo il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG, il contingentamento del dibattito successivo all’illustrazione del provvedimento e l’audizione di alcuni soggetti istituzionali scelti “in modo arbitrario”. Il risultato, ha osservato Moretuzzo, è stato il mancato completamento sia delle audizioni sia del confronto previsto nella seduta.

I nodi aperti su funzioni, tempi ed entrate

Nel merito del disegno di legge, l’esponente del Patto per l’Autonomia ha parlato di risposte ancora mancanti su diversi punti. Tra questi, le tempistiche con cui la Regione intenderebbe delegare nuove competenze ai futuri enti e il tema delle entrate proprie delle Province, che secondo Moretuzzo dovrebbero essere previste in base all’articolo 119 della Costituzione ma che nel testo, a suo dire, non trovano una definizione.

Il confronto si inserisce in un dibattito più ampio sul riassetto delle autonomie locali e sulle scelte che stanno accompagnando anche altre partite istituzionali, come quelle legate alla Casa in Fvg. In questo caso, la contestazione del gruppo consiliare riguarda soprattutto l’assenza di un quadro già definito prima dell’avvio dei nuovi organismi.

Moretuzzo ha quindi chiesto che l’esame del provvedimento prosegua senza forzature, sia in Commissione sia nel confronto con enti e soggetti che dovranno essere ascoltati nelle prossime audizioni. Per il capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG, la riforma del sistema delle autonomie locali non dovrebbe trasformarsi in un’ulteriore occasione mancata.

L’ultimo rilievo mosso riguarda proprio il prosieguo del percorso consiliare: secondo Moretuzzo, serviranno chiarimenti puntuali su competenze, risorse e tempi di attuazione prima di dare forma definitiva ai nuovi enti provinciali, oggi descritti come una struttura che, allo stato attuale del testo, non avrebbe funzioni aggiuntive rispetto agli EDR.

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