Casa in Fvg, Patto per l’Autonomia chiede correzioni alla riforma regionale

In IV Commissione il ddl 80 sulle politiche abitative: Massolino e Moretuzzo chiedono più coinvolgimento di Comuni, Ambiti e Terzo settore

03 giugno 2026 19:14
Casa in Fvg, Patto per l’Autonomia chiede correzioni alla riforma regionale -
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Trieste - La riforma regionale delle politiche abitative arriva all’esame della IV Commissione consiliare, ma dal dibattito emergono già alcune richieste di modifica. Al centro c’è il disegno di legge 80, “Disposizioni in materia di politiche abitative regionali”, su cui la consigliera regionale Giulia Massolino e il capogruppo di Patto per l’Autonomia - Civica Fvg, Massimo Moretuzzo, sollevano criticità legate soprattutto all’attuazione concreta delle misure e al ruolo dei soggetti chiamati a gestirle.

Secondo i due esponenti regionali, il riordino del settore casa è un passaggio decisivo per rispondere ai cambiamenti demografici e sociali che stanno interessando il Friuli Venezia Giulia. Il tema, osservano, riguarda in modo diretto giovani, famiglie e più in generale la tenuta del territorio, dove cresce la difficoltà a trovare abitazioni in affitto a costi sostenibili.

Nel loro intervento, Massolino e Moretuzzo richiamano un quadro che definiscono contraddittorio: da una parte in regione ci sono migliaia di alloggi non utilizzati, spesso anche in condizioni di degrado; dall’altra, aumentano le difficoltà per chi cerca una casa in locazione a prezzi ragionevoli. Una situazione che, spiegano, è particolarmente pesante nelle aree interne, con un riferimento esplicito alla Carnia.

Il nodo abitativo, secondo i consiglieri, si intreccia anche con altri problemi strutturali del territorio. La difficoltà di accesso alla casa, assieme a quella del lavoro, viene indicata come uno dei fattori che spingono molte persone a lasciare la regione o che, al contrario, scoraggiano nuovi arrivi e riducono l’attrattività del Friuli Venezia Giulia. Un tema che si inserisce nel confronto più ampio sull’offerta abitativa e sul recupero degli immobili sfitti, già al centro del dibattito regionale sulle case in affitto in Fvg.

Le criticità indicate sul disegno di legge

Nel merito del testo, Massolino e Moretuzzo riconoscono che la norma riprende in modo positivo diversi elementi della legge regionale 1 del 2016. Tuttavia, ritengono che restino alcuni punti deboli che rischiano di limitare l’efficacia della riforma.

In particolare, l’attenzione si concentra sull’implementazione dei tavoli territoriali, strumenti previsti dal disegno di legge con un coordinamento affidato alle Ater e con un ruolo attivo dei Comuni. Per i due consiglieri, proprio su questo passaggio si concentra il problema principale: Ater e amministrazioni comunali, nelle condizioni attuali, non avrebbero la possibilità di svolgere in modo davvero proattivo questo compito organizzativo.

Da qui il timore che il nuovo impianto normativo rischi di restare sulla carta e di non produrre in tempi rapidi quei risultati che l’emergenza abitativa richiede. La richiesta, in sostanza, è che il sistema venga costruito in modo più aderente alle capacità operative reali dei soggetti coinvolti.

Il ruolo del Terzo settore e degli Ambiti

Per Massolino e Moretuzzo, una risposta più efficace può arrivare da una collaborazione strutturata con il Terzo settore, comprese cooperative e associazioni, e con gli Ambiti territoriali. Nella loro valutazione, questi soggetti rappresentano un pilastro indispensabile per affrontare il fabbisogno abitativo in modo più vicino alle necessità concrete delle persone.

L’indicazione è quella di puntare su modelli innovativi di coprogettazione e di housing sociale, ritenuti utili per offrire servizi alla persona più flessibili ed efficienti, capaci di intercettare i bisogni della cittadinanza in tempo reale. È su questo equilibrio tra strumenti normativi, capacità organizzativa locale e rete dei servizi che, secondo i due esponenti di Patto per l’Autonomia - Civica Fvg, si gioca una parte importante dell’efficacia della riforma oggi all’esame della IV Commissione.

Il confronto sul ddl 80 prosegue dunque partendo da un punto condiviso: la necessità di aggiornare le politiche della casa rispetto alle trasformazioni sociali del territorio. Per Massolino e Moretuzzo, però, il passaggio decisivo resta la capacità di tradurre la norma in interventi concreti, soprattutto nelle zone dove il patrimonio abitativo inutilizzato convive con la crescente difficoltà di accesso agli alloggi, come accade in Carnia.

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