Infermiere aggredito e preso a morsi all'ospedale di Udine | VIDEO
Infermiere aggredito, morso e minacciato al pronto soccorso di Udine.
UDINE – Un infermiere è stato aggredito, morso e minacciato di morte mentre cercava di assistere un paziente in evidente stato di alterazione psicofisica. Il grave episodio è avvenuto mercoledì mattina, poco dopo le 11, all’interno del pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine.
Il professionista sanitario ha riportato diverse ferite ed è stato costretto a sottoporsi alle cure mediche. Oltre alle conseguenze fisiche, l’infermiere è rimasto profondamente scosso dalle pesanti minacce rivolte non soltanto a lui, ma anche ai suoi familiari.
Il paziente trasportato in ambulanza
L’uomo era stato accompagnato in ospedale a bordo di un’ambulanza dopo una richiesta di intervento partita da alcuni cittadini. Le persone presenti in strada avevano infatti notato un soggetto in evidente stato di agitazione e alterazione psichica, decidendo di contattare i soccorsi.
Secondo quanto ricostruito, il paziente si trovava sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e avrebbe assunto fin dall’inizio un comportamento particolarmente aggressivo nei confronti degli operatori sanitari.
La situazione è rapidamente degenerata nel momento in cui l’infermiere ha cercato di avvicinarlo per prestargli assistenza e riportarlo alla calma.
Infermiere ferito al polso e al gomito
Durante l’aggressione, il sanitario ha riportato un trauma contusivo-distorsivo al polso destro, accompagnato da escoriazioni, gonfiore e una significativa riduzione della mobilità.
Il professionista ha inoltre riportato una profonda ferita al gomito. Le lesioni hanno reso necessario l’intervento dei colleghi e l’avvio degli accertamenti sanitari previsti in questi casi.
La violenza non si è fermata alle percosse. Nel corso della colluttazione, infatti, il paziente ha anche morso l’infermiere, provocandogli un’ulteriore ferita.
Il morso e il rischio di infezioni
A causa del morso, il sanitario dovrà essere sottoposto a un periodo di monitoraggio medico per verificare l’eventuale trasmissione di malattie infettive.
Saranno applicate le specifiche procedure stabilite dall’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale, previste per tutelare gli operatori esposti al contatto con sangue o altri liquidi biologici durante un’aggressione.
Dopo aver ricevuto le cure necessarie, l’infermiere è stato dimesso. Le ferite fisiche non rappresentano però l’unica conseguenza dell’accaduto: il professionista è rimasto fortemente provato anche sul piano psicologico.
Durante l’episodio, infatti, l’aggressore gli avrebbe rivolto gravi minacce di morte, estendendole anche ai componenti della sua famiglia.
L’intervento delle Forze dell’ordine
L’attivazione del protocollo contro le aggressioni, sottoscritto dall’azienda sanitaria e dalla Questura, ha consentito un rapido intervento delle Forze dell’ordine.
Gli agenti sono arrivati tempestivamente all’interno dell’ospedale, riuscendo a bloccare il paziente e ad allontanarlo dagli operatori sanitari.
L’azione coordinata ha permesso di evitare che la situazione potesse degenerare ulteriormente e coinvolgere altri dipendenti o utenti presenti nel reparto.
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il problema della violenza nei confronti di medici, infermieri e operatori sociosanitari, soprattutto nelle aree di emergenza, dove il personale è frequentemente chiamato a gestire pazienti agitati, aggressivi o sotto l’effetto di alcol e stupefacenti.