Udine, nuova protesta delle partite Iva: sabato tutti in piazza 1° Maggio

Sabato 06 febbraio, in Piazza 1° Maggio a Udine, alle ore 18.30 si terrà una manifestazione pubblica a sostegno delle Partite IVA e per chiedere l'annullamento delle restrizioni e chiusure anticipat...

01 febbraio 2021 17:38
Udine, nuova protesta delle partite Iva: sabato tutti in piazza 1° Maggio -
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Sabato 06 febbraio, in Piazza 1° Maggio a Udine, alle ore 18.30 si terrà una manifestazione pubblica a sostegno delle Partite IVA e per chiedere l'annullamento delle restrizioni e chiusure anticipate previste dai DPCM.

La manifestazione è organizzata dall’ Associazione Partite IVA Friuli Venezia Giulia. Invitiamo a scendere pacificamente e in Piazza per chiedere che:

TUTTE le attività vengano riaperte con orario normale e regole certe; i titolari di Partita IVA vengano tutelati economicamente in caso di malattia o di messa in quarantena;

vengano istituiti gli ammortizzatori sociali per tutte le aziende che dovranno chiudere o fallire a causa di questa pandemia;

vengano bloccati tutti i pignoramenti e le aste;
rimangano bloccati gli sfratti;
vengano bloccate le cartelle esattoriali;
la cancellazione delle segnalazioni bancarie.

Chiediamo che venga ripristinata al più presto la legalità e la democrazia, consapevoli che esiste una pandemia e che debbano essere rispettate delle regole, chiediamo di essere messi nella condizione di lavorare e di venire adeguatamente risarciti.

Chiediamo inoltre che venga sospeso ogni genere di versamento fiscale e contributivo fino a data da destinarsi.
Se tali richieste verranno disattese e non immediatamente ottemperate, chiediamo al nostro Presidente Massimiliano Fedriga di non far applicare nella nostra Regione detti DPCM, al pari di quanto già in atto in Trentino Alto Adige e Valle D’Aosta e a tutti i Sindaci del Friuli Venezia Giulia di sostenerci in questa richiesta.

Se anche questa richiesta andrà disattesa, chiediamo al Popolo delle Partite IVA di proseguire (iniziare) lo SCIOPERO FISCALE a oltranza e a tutti i cittadini che condividono le nostre richieste, la DISOBBEDIENZA CIVILE.

La mission

L’ Associazione apartititica nasce virtualmente durante il periodo del lockdown tra imprenditori, commercianti, artigiani e professionisti che si sono sentiti abbandonati dallo Stato in un momento di grave crisi economica.

Il 15 luglio 2020, si concretizza in un'entità giuridica con la firma dell'Atto Costitutivo e dello Statuto da parte dei Soci fondatori.
Presidente Cesare Teccolo,
Vice Presidente Cristina Pozzo,
Segretario Roberta Bressan,
Consigliere Romeo Lirussi.

La sede si trova a Udine, via del Pozzo, 35 e la mission è tutelare e operare per la qualificazione, l’affermazione e lo sviluppo, nonché il riconoscimento dei valori culturali, sociali ed imprenditoriali delle Piccole e Medie Imprese e dei Liberi Professionisti del Friuli Venezia Giulia.
Con l’obiettivo è trovare soluzioni alla pressione fiscale a cui attualmente sono sottoposti oltre a tutelarli su piano sociale.

L'Associazione regionale si è confederata con il Comitato Nazionale Partite Iva Italia in cui sono confluite, oltre ad altre associazioni regionali similari, anche diverse associazioni che hanno il medesimo scopo e possono in questo modo confrontarsi a livello nazionale con il Governo in carica.

In riferimento ai DPCM fino ad ora emessi, alla manifestazione parteciperanno: Commercianti, Esercenti, Agricoltori, Gilet Arancioni, Ambulanti, Gestori di Palestre e Piscine, premesso che:

Già nella manifestazione del 30.10.2020 avevamo messo in evidenza le criticità legate al DPCM del 25.10.2020 annunciando, quella che si è rivelata essere, una catastrofe forse irreversibile per la nostra regione e per il Paese tutto.

L’intera categoria delle Partite IVA ha continuato a seguire scrupolosamente tutti i dettami imposti fino ad ora;
Gli orari di chiusura degli esercizi penalizzano fortemente il settore della ristorazione, dei pubblici esercizi e di conseguenza anche di tutti i negozi compresi i negozi alimentari che hanno cominciato a riscontrare un calo delle vendite, penalizzando per conseguenza anche la filiera agro alimentare, persino le nostre aziende vinicole, fiore all’occhiello della nostra Regione hanno le cantine colme di vino invenduto;

La chiusura di teatri cinema e palestre, piscine penalizza i lavoratori dei settori che si sono attenuti scrupolosamente a tutte le direttive e hanno investito, spesso creando debito, per poter mantenere aperte le proprie aziende;

Il passaggio da zone gialle a arancioni e rosse, crea un sistema di gestione schizofrenica in cui non è possibile organizzare nessuna attività;

Le Aziende non sono uno sportelo automatico che si può aprire e chiudere a piacimento, ma sono merci in scadenza, utenze in scadenza, affitti e non ultimo personale che corrisponde nella maggior parte dei casi a madri e padri di famiglia;

Gli aiuti ricevuti, non da tutti, per le chiusure, non hanno coperto le spese e ci sono ancora dipendenti che devono ricevere la cassa integrazione;

Il nostro Sistema Sanitario non sta rispondendo adeguatamente alla pandemia, è in affanno, la mancata separazione dei positivi nelle RSA e nei pronto soccorso, ha aumentato esponenzialmente i contagi e i morti, si fanno tamponi senza rispettare le distanze di sicurezza e in alcuni Comuni, all’aperto e sotto la pioggia.

Per l’Europa, la nostra Regione dovrebbe risultare Rosso scuro e in completo lockdown, solo perché effettuiamo maggiori tamponi rispetto ad altri territori, sono partiti i vaccini e prosegue la vaccinazione delle categoria a rischio, ma non raggiungeremo il 70% delle vaccinazioni se non forse a fine anno.

I ristori sono insufficienti a mantenere la nostra economia, non ci sono più possibilità di spostamenti di Bilancio, a marzo scadrà la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti, aprendo la nostra Nazione ad una crisi epocale e irreversibile, causata da una gestione a dir poco superficiale, approssimativa e fatta più di tentativi che di scelte ragionate, ma possiamo ancora rimediare.

I nostri ragazzi delle scuole superiori e gli universitari, non possono frequentare la scuola in presenza, ma restano 4/5 ore davanti ad un computer, perdendo, oltre che un più corretto apprendimento, anche quell’aggregazione sociale che insegna ai ragazzi a diventare donne e uomini basilari del nostro tessuto sociale.
Comincia a serpeggiare la possibilità che non vengano più pagate le pensioni con regolarità.

La nostra è una Regione Autonoma, altre Regioni a Statuto Speciale hanno impugnato la Specialità avvalendosi di una legge regionale che permette di mettere in deroga i DPCM e hanno aperto tutte le attività attenendosi alle regole richieste, chiediamo a questa Giunta Regionale e al nostro Presidente Massimiliano Fedriga di fare altrettanto.

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