Udine, nuovo Cup al Santa Maria della Misericordia: 12 sportelli e sistema di sicurezza

Nel padiglione d'ingresso del Santa Maria della Misericordia apre il nuovo centro prenotazioni.

17 settembre 2026 19:38
Udine, nuovo Cup al Santa Maria della Misericordia: 12 sportelli e sistema di sicurezza -
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UDINE - Nuovi spazi per il Centro unico di prenotazione dell'ospedale Santa Maria della Misericordia, con 12 sportelli, oltre 100 posti a sedere e un sistema di sicurezza collegato direttamente alle forze dell'ordine. Il nuovo Cup è stato inaugurato oggi, 17 settembre 2026, nel padiglione d'ingresso dell'ospedale di Udine.

La struttura è stata realizzata con un investimento di circa 2 milioni di euro e punta a rendere più funzionale l'accoglienza degli utenti, migliorando la gestione delle attese e le condizioni di lavoro degli operatori. Due sportelli sono dedicati alle persone con disabilità.

Nel corso della cerimonia, l'assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha definito il nuovo Cup un'evoluzione del servizio, sottolineando come il centro offra spazi più funzionali e servizi pensati per rendere più efficiente l'accesso alle prenotazioni.

Come cambia il servizio al Cup

Il nuovo centro prenotazioni concentra l'attenzione su accessibilità, comfort e sicurezza. Oltre ai posti a sedere e ai due sportelli dedicati alle persone con disabilità, il Cup dispone di un sistema di allerta utilizzabile dagli operatori in caso di situazioni di rischio.

Riccardi ha richiamato in particolare il tema delle aggressioni al personale sanitario e amministrativo, ricordando che anche in Friuli Venezia Giulia si sono registrati episodi di violenza. Da qui la scelta di dotare il servizio di un collegamento diretto con le forze dell'ordine, come misura di protezione per chi lavora agli sportelli.

La mostra sul terremoto del 1976

Accanto all'inaugurazione del nuovo Cup, all'ospedale è stata aperta anche la mostra multimediale "Dalle macerie alle cure del futuro", dedicata al sisma del 1976 e al ruolo svolto dall'ospedale di Udine in quei giorni.

Udine, nuovo Cup al Santa Maria della Misericordia: 12 sportelli e sistema di sicurezza

L'esposizione, realizzata dall'Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale in collaborazione con l'Università di Udine e curata dal Digital Storytelling Lab del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell'Ateneo, ripercorre la risposta della sanità friulana attraverso quattro percorsi.

Il pubblico può trovare filmati d'archivio, pagine animate del Messaggero Veneto, testimonianze di sanitari raccolte in un podcast e un video infografico dedicato all'impatto del terremoto sulle strutture ospedaliere e all'evoluzione della gestione dell'emergenza.

Il ruolo dell'ospedale di Udine nell'emergenza

Nel suo intervento, Riccardi ha ricordato che nel 1976 l'ospedale di Udine accolse, curò e assistette oltre 400 persone in due giorni, indicando quell'esperienza come una delle basi della cultura dell'emergenza sviluppata in Friuli negli anni successivi.

L'assessore ha richiamato anche due figure legate alla ricostruzione dopo il terremoto: Antonio Comelli, per la scelta di ricostruire le case nei luoghi originari, e Mario Toros, relatore del decreto sulla ricostruzione. Secondo Riccardi, quelle decisioni contribuirono non solo alla ripresa materiale, ma anche allo sviluppo della comunità friulana e della sua sanità.

La mostra ricostruisce proprio questo passaggio: dalle macerie del sisma alla trasformazione dell'ospedale fino alla struttura di oggi, mettendo in evidenza come l'esperienza maturata allora sia arrivata fino ai modelli organizzativi utilizzati nelle emergenze più recenti.

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