Patrono Civile di Udine, seduta del 29 giugno dedicata a Bertrando con l'orazione di Travain

Nella seduta del 29 giugno 2026 l'Arengo cittadino ha riportato in aula il significato del patronato laico istituito nel 2001

02 luglio 2026 09:17
Patrono Civile di Udine, seduta del 29 giugno dedicata a Bertrando con l'orazione di Travain -
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UDINE - La seduta del Consiglio comunale di lunedì 29 giugno 2026 è stata dedicata, come previsto dallo statuto cittadino, alla commemorazione del Patrono Civile di Udine, il patriarca Bertrando di Saint Geniès. In aula, nella Sala Ajace, è intervenuto il professor Alberto Travain, presidente dell'Arengo cittadino contemporaneo e tra gli ideatori del patronato civico approvato dal Consiglio nel 2001.

L'intervento, tenuto in lingua friulana e depositato anche in versione bilingue, ha riportato al centro il significato civile della figura di Bertrando, riferimento laico e super partes assunto dal Comune come simbolo identitario della comunità udinese. A invitare Travain a parlare è stata la presidente del Consiglio comunale, l'avvocata Rita Nassimbeni.

Il significato del Patrono Civile per Udine

Il richiamo riguarda una particolarità della città: Udine è indicata come l'unica realtà del mondo di tradizione cattolica ad aver affiancato, nel 2001, a quello religioso anche un Patrono Civile municipale. La figura scelta è quella di Bertrando, patriarca medievale di Aquileia, riconosciuto dalla Santa Sede come Beato sin dal Settecento e da sempre ricordato in città anche come San Beltram.

Nel suo intervento, Travain ha ricostruito il percorso che portò alla proclamazione consiliare del Patrono Civile, definendolo il risultato di un'iniziativa nata dal basso. Al centro del discorso, l'idea di un'identità civica inclusiva, radicata nella storia locale ma capace di parlare al presente, in una città che cerca simboli condivisi oltre le appartenenze politiche e religiose.

Secondo la ricostruzione proposta in aula, la scelta di Bertrando fu legata anche al suo ruolo nella tradizione civica udinese: il patriarca viene indicato come motore della stagione più partecipativa della storia locale e come figura legata all'antico Arengo, richiamato oggi nella sua rifondazione contemporanea.

L'orazione in friulano e il richiamo alla memoria cittadina

Travain ha aperto il suo intervento spiegando di aver scelto il friulano come lingua originaria della città-mercato di Udine e come lingua nella quale, prima di tutto, sarebbe maturato il lungo percorso culturale e civico che ha condotto al riconoscimento del Patrono Civile.

Nel testo depositato ha ricordato l'atto del 30 marzo 2001, nel quale si parlava di un "processo di attualizzazione culturale" fondato sul recupero di principi locali di riferimento civile e morale capaci di generare adesione positiva all'identità del territorio. In quel percorso venivano richiamati il Circolo Universitario Friulano "Academie dal Friûl", i borghi, le circoscrizioni, singoli cittadini, associazioni e istituzioni.

L'orazione ha insistito sul valore della memoria civica come base per una comunità consapevole. Bertrando è stato evocato come figura simbolica di una Udine popolare, partecipativa e alternativa a un Friuli dei poteri feudali. In questa lettura, la città viene proposta come laboratorio di democrazia e partecipazione, con radici storiche da restituire al futuro.

I presenti in aula e l'omaggio finale

Al termine dell'intervento, la presidente del Consiglio comunale Rita Nassimbeni ha consegnato a Travain un testo di rappresentanza dell'amministrazione locale. Subito dopo, la procuratrice arengaria professoressa Maria Luisa Ranzato ha donato alla stessa presidente una composizione floreale con cinque rose, richiamo simbolico ai Quinteri partecipativi dell'Arengo bertrandiano e contemporaneo, accompagnata da una coccarda civica nei colori delle antiche bandiere rionali.

Tra i presenti in aula sono stati segnalati anche il presidente dell'ARLeF Eros Cisilino, il consigliere del Fogolâr Civic di Udin Mario Cozzi e il presidente della Pro Loco di Città "Borgo Sole Udineovest" Giuseppe Vacchiano, indicato tra le figure che sostennero la mobilitazione civica a favore del patronato laico riferito a Bertrando.

La commemorazione del 29 giugno ha così riportato in sede istituzionale una vicenda che, per i promotori, rappresenta uno dei passaggi più particolari del civismo udinese contemporaneo: l'introduzione di un patrono laico municipale come riferimento della comunità cittadina.

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