Udine aggiorna il Piano comunale di emergenza per affrontare i rischi climatici
La Giunta ha approvato l’aggiornamento 2026: il testo passerà ora al voto del Consiglio comunale.
UDINE – La Giunta comunale ha approvato l’aggiornamento 2026 del piano di emergenza di Protezione Civile, il documento con cui il Comune individua in anticipo i rischi presenti sul territorio e definisce procedure, strumenti e modelli di intervento per affrontare le situazioni critiche. Il testo, già discusso in commissione Territorio e Ambiente, dovrà ora essere votato dal Consiglio comunale per l’approvazione definitiva.
Il documento approvato dalla Giunta è il risultato del lavoro degli uffici comunali insieme ai corpi che intervengono in caso di emergenza. L’amministrazione parla di una revisione complessiva della pianificazione comunale di protezione civile, costruita per rendere più rapide e coordinate le operazioni di soccorso nei diversi scenari di rischio.
Mappe digitali, aree di attesa e procedure per il Centro operativo
Il nuovo Piano introduce cartografie digitali aggiornabili in tempo reale, con strati informativi e una suddivisione del territorio in ambiti omogenei. Sono previste nuove aree di attesa e di ricovero per organizzare meglio gli spostamenti dei cittadini, nuovi punti di monitoraggio, modelli di intervento specifici per ciascuno scenario di rischio e procedure operative a supporto delle funzioni del Centro Operativo Comunale.
Secondo l’assessore con delega a pianificazione territoriale e Protezione Civile Andrea Zini, l’aggiornamento arriva in una fase in cui gli effetti del cambiamento climatico richiedono una programmazione più puntuale anche in ambito urbano. «Questo Piano arriva in una fase in cui gli effetti del cambiamento climatico rendono sempre più evidente la necessità di programmare in anticipo le risposte alle emergenze, anche in città. Eventi meteorologici intensi, ondate di calore, vento forte, precipitazioni concentrate, criticità idrogeologiche e improvvise ghiacciate richiedono strumenti già definiti, procedure chiare e soluzioni operative pronte ad essere attivate. Il nuovo Piano comunale di emergenza risponde proprio a questa esigenza: non improvvisare durante la crisi, ma disporre in anticipo di scenari, responsabilità, mappe, aree, contatti e modalità di intervento. Dobbiamo essere sempre più preparati: non basta intervenire quando l’emergenza è già in corso, bisogna conoscere prima i rischi, individuare le aree, definire le procedure e sapere chi fa che cosa», ha spiegato Zini.
L’assessore ha aggiunto che l’aggiornamento «rafforza la capacità del Comune di proteggere la popolazione anche di fronte agli eventi estremi» e ha ringraziato gli uffici comunali «per questo lavoro importante, eseguito con grande preparazione e cura».
Gli scenari di rischio previsti dal Piano
Il Piano prende in considerazione diversi scenari: blackout, rischio idraulico e idrogeologico, rischio idropotabile, rischio industriale, inquinamento ambientale, neve e ghiaccio, rischio sanitario, rischio sismico e vento forte. Per ciascuno scenario e per ogni livello di allerta vengono individuate le competenze delle diverse funzioni del Centro Operativo Comunale, così da definire una catena decisionale e operativa chiara.
Le procedure operative sono state sviluppate con un livello di dettaglio più approfondito rispetto al passato. Il documento prevede moduli, istruzioni e contatti già pronti all’uso, integrati con mappe, elenchi e schede tecniche. L’obiettivo indicato dal Comune è ridurre i tempi di risposta e mettere gli operatori nelle condizioni di intervenire con soluzioni già definite, coordinate e immediatamente attivabili.
In caso di blackout, per esempio, il Piano consente di individuare subito gli incroci semaforizzati più critici e di disporre le pattuglie nei punti strategici per la gestione della viabilità. In presenza di allerta vento o neve, permette di stabilire quali aree verdi recintate chiudere e quali squadre attivare. Per le nevicate intense, invece, individua i siti destinati allo stoccaggio della neve in eccesso e le convenzioni per l’impiego di mezzi aggiuntivi in caso di allerta rossa.
La città divisa in settori da massimo 3 mila persone
Una parte del Piano riguarda le aree di attesa e le aree di ricovero, sia coperte sia scoperte, da utilizzare per l’assistenza alla popolazione durante un’emergenza. Si tratta prevalentemente di parcheggi di supermercati o piazzali commerciali.
La città è stata suddivisa in settori sulla base dell’ultimo censimento della popolazione udinese. A ogni “quadratino” corrisponde una popolazione di massimo 3 mila persone, una scelta pensata per garantire un’assistenza più rapida alle famiglie in caso di emergenza. Alla stessa suddivisione territoriale è collegata anche la check list delle persone riunite nei centri di raccolta, che con il nuovo Piano diventa una procedura più rapida e senza rischi di nominativi mancanti.
Un’attenzione specifica è stata dedicata alle basi cartografiche. Le mappe consentiranno interrogazioni informatiche incrociate, sovrapposizioni di dati, analisi del territorio e integrazione con informazioni su popolazione, viabilità, reti di servizio, proprietà, pericolosità idraulica e altri elementi utili alla gestione dell’emergenza.
Le cartografie saranno disponibili anche in formato pdf e cartaceo, in modo da garantire l’operatività anche in assenza di connessione o di energia elettrica.
Le prossime attività previste
Per come è stato costruito, il Piano è predisposto per essere integrato con altri strumenti di pianificazione e gestione del Comune: dal Piano regolatore al Piano neve, dal Piano del verde alla gestione della viabilità e delle proprietà comunali.
Le prossime attività riguarderanno il piano di comunicazione e coinvolgimento degli stakeholder, la progettazione delle aree di ricovero scoperte, le schede di dettaglio per l’allestimento delle aree coperte, la cartellonistica territoriale, l’ulteriore sviluppo delle procedure operative, la formazione del personale e degli uffici attuatori, le esercitazioni con il C.O.C. e con i cittadini e il costante aggiornamento delle basi informative.