Udine rilancia commercio e artigianato: 51 domande per il bando da 1,4 milioni

Udine, boom di domande per il bando da 1,4 milioni: 51 richieste e oltre 3,1 milioni di investimenti per commercio e artigianato.

04 marzo 2026 17:13
Udine rilancia commercio e artigianato: 51 domande per il bando da 1,4 milioni -
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UDINE – Il commercio cittadino torna a muoversi con numeri che superano le aspettative. Il Bando per il Rilancio Economico del Comune di Udine, pensato per sostenere negozi, imprese e artigiani, chiude la prima fase con 51 domande presentate e oltre 3 milioni e 100 mila euro di investimenti attivati.

Il dato è particolarmente significativo: le richieste superano di molto la dotazione iniziale del fondo, pari a 1 milione e 400 mila euro. La spesa complessiva presentata raggiunge infatti il 224% delle risorse disponibili, mentre il contributo richiesto – superiore a 1 milione e mezzo di euro – arriva al 110% dello stanziamento previsto.

Numeri che restituiscono l’immagine di un tessuto economico dinamico, pronto a investire e a cogliere nuove opportunità di crescita.

Conclusa la fase di candidatura, si apre ora quella dell’istruttoria tecnica, che porterà alla definizione della graduatoria finale e all’assegnazione dei contributi a fondo perduto.

Il bando rappresenta uno degli interventi più rilevanti messi in campo dall’amministrazione comunale per sostenere commercio e artigianato urbano, con una misura che complessivamente vale 1,4 milioni di euro.

L’obiettivo è rafforzare la competitività del tessuto imprenditoriale locale, favorendo nuove aperture, innovazione nelle attività esistenti e passaggi generazionali.

L’iniziativa non nasce come intervento isolato, ma come parte di una strategia di rilancio economico più ampia, costruita negli ultimi anni attraverso il confronto con associazioni di categoria, imprese e istituzioni.

Tra i passaggi principali figurano il summit S.U.C.C.O., il protocollo condiviso con Camera di Commercio e Università di Udine per analizzare scientificamente le dinamiche commerciali cittadine e il progetto Udine Retail, pensato per ridefinire l’attrattività del sistema commerciale.

Una linea che punta a rafforzare il ruolo della città come polo economico e commerciale del Friuli, in continuità con altre iniziative legate allo sviluppo del territorio e delle imprese del Nordest.

Analizzando i dati emerge con chiarezza il ruolo trainante del centro storico, che raccoglie 40 domande, pari al 78% del totale. Tuttavia anche i quartieri cittadini dimostrano una partecipazione significativa con 11 richieste, pari al 21%.

Nel dettaglio:

  • 24 domande riguardano nuove aperture (47% del totale)

  • 26 richieste sono legate a innovazione e ammodernamento delle attività esistenti (51%)

  • 1 domanda riguarda il passaggio generazionale

Le nuove aperture si concentrano soprattutto nel centro storico con 19 progetti, mentre 5 iniziative sono previste nei quartieri.

Le domande dedicate a innovazione e rinnovamento delle attività sono invece 20 nel centro e 6 nei quartieri, segno che molte imprese esistenti puntano a rafforzare competitività e modernizzazione.

L’impatto economico complessivo dell’iniziativa è già evidente.

Il centro storico concentra oltre 2 milioni e 450 mila euro di investimenti, pari al 78% del totale, mentre nei quartieri si registrano oltre 690 mila euro, cioè circa il 22%.

La quota più consistente riguarda le nuove aperture, che generano 1 milione e 900 mila euro di investimenti, ovvero il 61% della spesa complessiva.

Di questi:

  • circa 1,6 milioni di euro sono destinati al centro storico

  • circa 335 mila euro riguardano i quartieri

Le operazioni di innovazione e ammodernamento valgono invece oltre 1 milione e 100 mila euro, con una distribuzione più equilibrata tra centro e periferie urbane.

Una dinamica che conferma come il bando abbia intercettato due esigenze fondamentali: nuove imprese e rafforzamento delle attività già esistenti.

Anche la richiesta dei contributi segue sostanzialmente la stessa distribuzione degli investimenti.

Nel dettaglio:

  • 1 milione e 200 mila euro di contributi richiesti provengono dal centro storico (78,6%)

  • 330 mila euro arrivano dai quartieri (21,4%)

Un quadro che evidenzia come l’intervento pubblico stia stimolando investimenti privati ben più consistenti rispetto alle risorse stanziate.

A commentare i risultati è il vicesindaco Alessandro Venanzi, che sottolinea il valore strategico dell’iniziativa.

Secondo Venanzi, i numeri dimostrano il successo di una scelta politica chiara: investire risorse concrete sul commercio e sull’artigianato, costruendo uno strumento pensato specificamente per la realtà udinese.

Superare il 224% del fondo disponibile significa, secondo il vicesindaco, che gli imprenditori hanno creduto nel progetto e nella visione dell’amministrazione.

Il piano non rappresenta quindi un intervento isolato ma il risultato di un percorso costruito attraverso analisi, confronto e progettazione strategica.

Una direzione che punta a rendere Udine più viva, attrattiva e competitiva, rafforzando il centro storico ma sostenendo anche i quartieri cittadini.

Il tema della competitività economica delle imprese del Nordest resta centrale anche in altri settori, come evidenzia l’allarme delle associazioni di categoria sul calo di autisti e la crisi dell’autotrasporto a Treviso, mentre la crescita dell’imprenditoria femminile conferma il dinamismo del territorio, come mostrano i dati su occupazione e imprese guidate da donne nel Nordest.

Per Udine, intanto, il primo passo è compiuto: con oltre 3 milioni di euro di investimenti attivati, il motore del commercio cittadino è già acceso.

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