Udine, Salmè: “Le cose non dette riguardo l’accordo tra Comune e Arbolia”

C’è un tratto comune nella politica attuale ed il paternalismo che ogni livello di governo (centrale, regionale e comunale) tratta il cittadino come un bambino ancora incapace di comprendere e volere....

14 maggio 2021 12:26
Udine, Salmè: “Le cose non dette riguardo l’accordo tra Comune e Arbolia” -
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C’è un tratto comune nella politica attuale ed il paternalismo che ogni livello di governo (centrale, regionale e comunale) tratta il cittadino come un bambino ancora incapace di comprendere e volere. La conseguenza naturale di questa mentalità è una tendenza quotidiana alla mistificazione, spesso alla menzogna.

A Udine l’amministrazione comunale è pronta a “cedere” per i prossimi due anni ben 38 ettari e mezzo di terreno comunale ad una Società per Azioni, “vendendo” all’opinione pubblica la favoletta della società filantropa che pianterà alberi e piante per il bene della collettività.
A sgomberare d’altronde il campo dall’equivoco ci pensa la Società Arbolia S.p.a, che tra le finalità statutarie fissa proprio il profitto, come d’altronde qualunque altra azienda. Poi ovviamente c’è tutta la retorica sul fatto che questo profitto porterà anche una “società più ecocompatibile, più green etc. etc. etc.”.

La società a cui l’amministrazione comunale sta “cedendo” per due anni 38 ettari e mezzo di terreno comunale è di proprietà di Snam e di Cassa Depositi e Prestiti

La Snam in Italia vuol dire gas, con tutte le sue inevitabili conseguenze ambientali legate all’inquinamento (ma anche di strategico e importante per l’Italia).
Dopo il Trattato di Kyoto l’acquisto dei “crediti di carbonio” per aziende inquinanti (per la tipologia di impresa) come la Snam è diventato una necessità. Un credito di carbonio è un certificato negoziabile (come fosse moneta), che equivale ad una tonnellata di CO2 non emessa. Le aziende inquinanti comprano quindi “crediti di carbonio” per compensare l’emissione di una tonnellata di anidride carbonica equivalente da loro prodotta.

Se a questo aggiungiamo i fondi “green” in arrivo con il Recovery Fund europeo, ci possiamo rendere conto del business che gira e girerà intorno ai “crediti di carbonio“.
I 38 ettari e mezzo che il Comune si appresta a cedere per due anni alla società Arbolia S.p.a, sono quindi un affare che va ben aldilà di quanto sostenuto dal sindaco Fontanini: “come contropartita gli sponsor [Arbolia] potranno mettere dei cartelli pubblicitari“. Cartelli pubblicitari che tra l’altro, grazie all’intesa, verranno esentati dal canone d’imposta.

Ma il punto centrale della questione riguarda il valore in termini di “crediti di carbonio” che i 38 ettari e mezzo garantiranno alla Arbolia S.p.a..

Quel valore dovrà essere attentamente calcolato dall’amministrazione comunale e addebitato (in modo equo riconoscendo il lavoro dell’azienda) alla controparte sotto forma di oneri. Non può quindi bastare la piantumazione di piante e alberi che rappresentano una sorta di elemosina alla collettività, tanto più che dopo i primi due anni l’onere della manutenzione (che il sindaco non ha saputo precisare) ricadrebbe sulla collettività.

In definitiva la società Arbolia pianterebbe alberi e piante (quale è il valore complessivo delle piante?), per acquisire “crediti di carbonio” che poi rivenderebbe con grande profitto (molto probabilmente alla stessa Snam) e una volta finito il business lascerebbe l’onere della manutenzione al Comune.

Nello schema di contratto tra Comune e Arbolia il valore della sponsorizzazione non è stato ancora determinato. Sarà un caso?

Non può poi che risultare inquietante l’articolo 9 del “Contratto di sponsorizzazione”, relativo ad un obbligo di Riservatezza tra le parti: “Tutta la documentazione e le informazioni rese disponibili dalle parti, di cui verranno in possesso le altre durante l’esecuzione delle attività oggetto della presente convenzione, dovranno essere considerate riservate e ne sono vietati l’utilizzo per altri scopi, il trasferimento ad altri in qualsiasi formato, nonché la pubblicizzazione. Le Parti si impegnano altresì a far rispettare anche dal proprio personale e dai loro eventuali consulenti o collaboratori esterni, gli obblighi di riservatezza di cui al presente articolo”.
Qual’è la ragione di tanta “riservatezza” rispetto ad un accordo che viene descritto come un’opera di filantropia ambientalistica?

Stefano Salmè

Consigliere di quartiere “Udine est-Di Giusto”

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