Salute, a Udine parte il progetto nelle scuole promosso dalle tre Fondazioni regionali
Presentato a Udine “La salute si impara a scuola”, iniziativa di Fondazione Friuli.
UDINE - Portare l’educazione alla salute dentro la scuola come strumento di prevenzione, per intervenire sui bisogni sociali prima che si trasformino in problemi sanitari. È questo il punto centrale del progetto “La salute si impara a scuola”, presentato oggi nella sede della Fondazione Friuli a Udine e promosso congiuntamente da Fondazione Friuli, Fondazione CRTrieste e Fondazione Carigo.
L’iniziativa prende come riferimento il modello proposto dal professor Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, e punta a costruire un percorso strutturato rivolto alle nuove generazioni, affidando alla scuola un ruolo stabile nella diffusione della cultura della prevenzione.
Alla presentazione è intervenuto l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, che ha indicato nella prevenzione e nell’educazione sanitaria due leve centrali per la tutela delle persone e per la tenuta del sistema sanitario nel tempo.
Il nodo: prevenire prima che il bisogno diventi sanitario
Secondo Riccardi, la questione non riguarda solo l’organizzazione dei servizi sanitari, ma la capacità di leggere in anticipo i cambiamenti sociali. L’assessore ha spiegato che la sfida è intercettare i nuovi bisogni prima che entrino pienamente nell’area sanitaria, così da evitare che situazioni sociali, comportamentali o educative si traducano in una domanda crescente di cure.
Nel suo intervento ha richiamato il rapido cambiamento della società, segnato da due fattori: da una parte l’evoluzione demografica, con un’aspettativa di vita più lunga; dall’altra l’avanzamento di scienza e ricerca, che amplia le possibilità di trattamento. In questo quadro, ha osservato, devono evolvere anche i modelli organizzativi, distinguendo con maggiore precisione tra bisogno sociale e bisogno sanitario.
Scuola e prevenzione come azione continuativa
Per l’assessore, la scuola è uno degli ambiti più adatti per costruire un’azione non episodica. L’obiettivo indicato è superare gli interventi occasionali e dare continuità a un lavoro educativo capace di coinvolgere i più giovani in modo strutturato.
Riccardi ha inoltre sottolineato il valore della collaborazione tra le tre Fondazioni bancarie regionali, indicando in questo progetto un esempio di cooperazione tra soggetti diversi attorno a un obiettivo comune. In questo percorso, ha aggiunto, il pubblico mantiene un ruolo di garanzia e di riferimento, mentre Fondazioni, Terzo settore e altre realtà della società possono contribuire allo sviluppo delle iniziative.
Appropriatezza e liste d’attesa
Tra i temi toccati durante l’incontro c’è anche quello dell’appropriatezza delle prescrizioni, collegato direttamente alla pressione sulle liste d’attesa. Riccardi ha ricordato che negli ultimi anni l’attività prescrittiva è aumentata del 40-50 per cento, un dato che rende difficile sostenere una rincorsa basata soltanto sull’aumento dell’offerta di prestazioni.
Secondo l’assessore, continuare a rispondere alla crescita della domanda solo ampliando il numero delle prestazioni rischia di alimentare un meccanismo poco sostenibile. Prevenzione, educazione alla salute e appropriatezza, ha spiegato, possono invece intervenire sulle cause e aiutare a orientare in modo più corretto l’accesso alle cure.
Il progetto presentato a Udine si inserisce in questa prospettiva: lavorare con gli studenti per rafforzare la cultura della prevenzione e affrontare i cambiamenti sociali prima che producano un impatto diretto sul sistema sanitario. In chiusura, Riccardi ha ribadito che i bisogni cambiano con grande rapidità e che i modelli organizzativi devono essere capaci di evolvere con la stessa velocità.