Udine, Venanzi chiede un nuovo patto Stato-città per centri storici e aree dismesse

Nel confronto con sindaci e vicesindaci del Nordest, il vicesindaco di Udine ha sollecitato risorse e norme nazionali per rigenerazione

30 giugno 2026 20:52
Udine, Venanzi chiede un nuovo patto Stato-città per centri storici e aree dismesse -
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UDINE - Più strumenti nazionali per aiutare i Comuni a intervenire su aree abbandonate, centri storici in difficoltà e piccoli negozi messi sotto pressione dalla grande distribuzione. È la richiesta lanciata dal vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi a margine dell’incontro “Il Nordest che funziona. Le città che costruiscono futuro”, organizzato oggi in città con il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, il sindaco di Imola Marco Panieri e il vicesindaco di Padova Antonio Bressa.

Per Venanzi il nodo è pratico prima che politico: gli enti locali, ha spiegato, si trovano ogni giorno davanti a problemi immediatamente visibili come spopolamento dei centri storici, negozi sfitti, edifici abbandonati, grandi aree dismesse e difficoltà che coinvolgono famiglie e popolazione anziana. Ma, allo stesso tempo, proprio i Comuni possono diventare il primo laboratorio di soluzioni, servizi e nuove opportunità.

La richiesta al Governo

Il vicesindaco ha indicato la necessità di un nuovo patto tra Stato e città per consentire alle amministrazioni locali di affrontare trasformazioni che, da sole, non riescono a sostenere sul piano economico e operativo.

Nel dettaglio, la richiesta riguarda strumenti nazionali capaci di rendere più efficace l’intervento dei Comuni nelle aree a basso sviluppo economico, nei centri cittadini più deboli, sugli edifici storici privati che rischiano l’abbandono e nelle aree industriali dismesse, spesso molto costose da bonificare.

Secondo Venanzi, servono inoltre misure che aiutino a riequilibrare il rapporto tra piccolo commercio e grande distribuzione, così da difendere gli esercizi di vicinato che continuano a mantenere vivi quartieri e centri urbani.

Il confronto tra amministratori del Nordest

L’incontro udinese era dedicato alle buone pratiche delle amministrazioni di centrosinistra e, nelle intenzioni degli organizzatori, voleva mettere a fuoco il ruolo delle città nei cambiamenti che stanno attraversando il Nordest.

Venanzi ha spiegato che il confronto nasce dalla convinzione che il Nordest possa tornare protagonista se saprà leggere con lucidità le trasformazioni in corso e costruire risposte nuove partendo proprio dalle città. Da qui il dialogo con amministratori di realtà diverse come Udine, Vicenza, Imola e Padova.

Il caso dell’ex caserma Osoppo

Come esempio concreto, il vicesindaco ha citato l’esperienza dell’Experimental City nell’area dell’ex caserma Osoppo. Per Venanzi, quell’intervento mostra che quando lo Stato mette a disposizione delle città strumenti adeguati e risorse, un’area abbandonata può essere trasformata in uno spazio con servizi, attività, sport e nuove funzioni per la comunità.

Il riferimento è stato usato per sostenere la richiesta di una cornice nazionale più forte sulla rigenerazione urbana: secondo il vicesindaco, senza un sostegno strutturale da parte dello Stato, le amministrazioni comunali faticano ad affrontare da sole il recupero di immobili privati storici, la riattivazione dei centri cittadini e la bonifica di grandi comparti dismessi.

La proposta rilanciata da Udine punta quindi a un intervento nazionale che accompagni i Comuni nel recupero delle aree fragili e nel sostegno ai centri storici, con strumenti mirati anche per i piccoli esercizi commerciali.

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