Unexpected Italy amplia la mappa anti-overtourism con oltre 500 artigiani e agricoltori

La travel start up guidata da Elisabetta Faggiana punta su una selezione affidata a chef, artigiani e custodi del territorio.

06 settembre 2026 11:13
Unexpected Italy amplia la mappa anti-overtourism con oltre 500 artigiani e agricoltori -
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VENEZIA - Oltre 500 artigiani, chef e agricoltori stanno contribuendo ad allargare la mappa dell’Italia meno esposta al turismo di massa: è la rete costruita da Unexpected Italy, travel start up che ha scelto di far crescere la propria selezione di luoghi attraverso un “sistema della fiducia” basato su esperti locali verificati.

L’idea nasce da un problema sempre più evidente anche nelle città e nei borghi più visitati: da una parte l’overtourism, dall’altra un’offerta turistica sempre più appiattita da algoritmi, recensioni di massa e percorsi uguali per tutti. In questo scenario, la piattaforma punta a segnalare botteghe, ristoranti, quartieri e micro-realtà considerate autentiche, spesso fuori dai circuiti turistici più battuti.

Come funziona la rete di selezione

Unexpected Italy spiega di avere costruito negli anni un archivio di luoghi, persone e attività testati direttamente dai fondatori. Ora la piattaforma sta rafforzando la rete dei “suggeritori” territoriali, cioè persone ritenute in grado di indicare con competenza realtà legate all’accoglienza e alla vita locale.

Le categorie individuate sono sei e comprendono i maestri del fare, gli innovatori della terra, i tramandatori di sapere e gli artigiani del gusto. L’obiettivo è mantenere una mappatura capillare del Paese senza rinunciare a criteri di selezione rigorosi.

Secondo la founder Elisabetta Faggiana, il punto è riportare qualità ed etica al centro dell’esperienza di viaggio, per preservare quell’Italia che resiste all’omologazione e che rischia di diventare invisibile nei grandi flussi turistici e nelle piattaforme generaliste.

L’alternativa alle recensioni di massa

La start up contesta in particolare il modello delle piattaforme fondate soprattutto sulle opinioni dei consumatori o degli influencer di viaggio. Un sistema che, secondo Unexpected Italy, finisce per premiare la popolarità più della qualità reale e indirizza i viaggiatori sempre negli stessi posti, impoverendo nel tempo l’offerta culturale dei territori.

La loro applicazione viene descritta come una sorta di “Lonely Planet 3.0”, geolocalizzata e costruita per proporre itinerari su misura. L’idea è suggerire esperienze coerenti con interessi, sensibilità e rispetto dei luoghi, facendo sentire il viaggiatore parte della comunità locale e non semplice consumatore.

Dai casi di Venezia e Roma alle mete meno visibili

Nel materiale diffuso dalla società vengono citate Venezia e Roma come esempi di città in cui, secondo studi recenti richiamati dalla start up, oltre il 70% dei turisti finirebbe in trappole commerciali. In questi contesti Unexpected Italy dice di proporre alternative concrete: ristoranti considerati autentici, botteghe ancora attive e quartieri abitati, fuori dai percorsi più standardizzati.

Il lavoro di mappatura è stato portato avanti in prima persona dai due founder e ha dato forma a una rete definita selettiva e dinamica, composta da migliaia di luoghi. Molti di questi, sostiene la piattaforma, restano difficili da intercettare attraverso i canali turistici convenzionali.

Premi e attenzione internazionale

Unexpected Italy riferisce inoltre di avere ricevuto il Roma Startup Award per l’originalità della proposta e per la capacità di creare valore sul territorio. L’iniziativa ha raccolto anche attenzione internazionale: The Guardian ha dedicato approfondimenti al progetto, in particolare per l’analisi del territorio vicentino e torinese.

Alla base del progetto c’è un principio dichiarato con chiarezza: non tutti i luoghi sono adatti a tutti i viaggiatori. Per questo la piattaforma afferma di basare il proprio “algoritmo relazionale” non sulle tendenze del momento, ma su passioni, affinità e rispetto dei contesti locali, con alcune destinazioni suggerite solo a chi dimostra attenzione verso i luoghi e le comunità che li abitano.

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