Università di Udine in gara a Stoccarda con SandoCan: 11 studenti sfidano 36 team
Dall’1 al 3 luglio 2026 il team AeroUd partecipa alla competizione internazionale di Stoccarda con un velivolo radioguidato progettato in
UDINE - Undici studenti dell’Università di Udine tornano sulla scena internazionale dell’aeronautica universitaria con il progetto AeroUd: dall’1 al 3 luglio 2026 parteciperanno a Stoccarda all’Air Cargo Challenge, competizione che mette a confronto 37 squadre da tutto il mondo su progettazione, costruzione e volo di velivoli radioguidati.
Il team friulano gareggerà con SandoCan, drone progettato e realizzato dagli studenti dei corsi di ingegneria meccanica, industriale e gestionale. La prova richiede di percorrere la maggior distanza possibile massimizzando il carico trasportato: nel caso del velivolo udinese, il carico previsto è di 3850 grammi.
Per l’Ateneo si tratta della settima partecipazione alla sfida internazionale. Nelle edizioni precedenti la squadra è sempre rimasta nelle posizioni di vertice e nelle ultime tre competizioni ha chiuso al secondo posto.
La sfida di Stoccarda
L’Air Cargo Challenge è una gara universitaria dedicata ai droni aerei e ai velivoli radioguidati, con prove che uniscono capacità progettuale, resa aerodinamica e affidabilità in volo. A Stoccarda il gruppo dell’Università di Udine si misurerà con 36 team provenienti da diversi Paesi, in una competizione che premia il miglior equilibrio tra distanza percorsa e peso trasportato.
Per i lettori del territorio il dato centrale è questo: il progetto nasce interamente in Ateneo e porta all’estero una squadra di studenti che non si limita alla teoria, ma segue tutte le fasi del lavoro, dall’idea iniziale alla costruzione del mezzo fino alla missione di volo.
Cos’è il progetto AeroUd
AeroUd è attivo dal 2011 ed è coordinato da Luca Casarsa. Il progetto è stato pensato come esperienza di didattica laboratoriale per avvicinare gli studenti di ingegneria al lavoro professionale attraverso un obiettivo concreto: ideare, progettare, costruire e portare in volo un velivolo radioguidato da confrontare poi con quelli di altre università in ambito internazionale.
L’attività coinvolge quindi competenze diverse, dalla progettazione strutturale alla simulazione della missione, fino alla gestione pratica del test e della gara. Proprio questo aspetto rende la partecipazione non solo sportiva o tecnica, ma anche formativa.
Il lavoro degli ultimi due anni su SandoCan
Secondo il coordinatore del progetto, nei due anni trascorsi dall’ultima edizione la squadra ha lavorato per migliorare le capacità di progettazione delle strutture in materiale composito e per affinare gli aspetti legati all’aerodinamica e alla simulazione della missione di volo.
Casarsa spiega che questo percorso ha permesso di realizzare il miglior drone AeroUd finora costruito sul piano delle prestazioni e della qualità di volo. L’obiettivo dichiarato è restare tra i protagonisti della classifica anche nell’edizione 2026 della gara tedesca.
La squadra dell’Università di Udine arriverà quindi a Stoccarda con un progetto già collaudato nelle passate edizioni, ma aggiornato sul fronte tecnico, in particolare per quanto riguarda materiali compositi, efficienza aerodinamica e affidabilità della missione. L’esordio in gara di SandoCan è previsto nel corso delle prove in programma tra il 1° e il 3 luglio.