Università di Udine, cala il divario di genere: più donne tra studentesse e personale
Nel sesto Bilancio di genere dell’Ateneo crescono presenza femminile, accesso ai ruoli accademici e rappresentanza negli organi di governo.
Udine - All’Università di Udine continua a ridursi il divario di genere. Lo indica il Bilancio di genere 2024, sesto rapporto dell’Ateneo, che mette a confronto i dati più recenti con quelli del 2019, anno della prima rilevazione. Il quadro segnala un miglioramento diffuso nei diversi ambiti della comunità accademica: studenti, docenti e ricercatori, personale tecnico-amministrativo e organi di governo.
Nel dettaglio, la presenza femminile nell’Ateneo è oggi pari al 53,2% tra le studentesse, al 34,1% tra docenti e ricercatrici, al 69,1% nel personale, al 47,3% tra le dottorande, al 47,1% tra le assegniste di ricerca e al 60,5% tra le iscritte alle scuole di specializzazione.
Uno dei dati più significativi riguarda la possibilità per le donne di raggiungere il vertice della carriera accademica. L’indicatore del cosiddetto “glass ceiling”, che misura la probabilità di arrivare al ruolo di professoressa ordinaria, si attesta a 1,26, contro l’1,41 del 2019. Il valore di piena equità è 1 e la media nazionale è 1,39: il dato friulano risulta quindi migliore rispetto al contesto italiano. Nello stesso periodo è cresciuta anche la presenza femminile negli organi di governo dell’Ateneo, passata dal 33% al 35,9%.
I dati sulle studentesse
Nella popolazione studentesca la componente femminile resta prevalente e cresce rispetto al 2019: dal 51,8% al 53,2%. L’aumento riguarda tutti i principali percorsi di studio. Nelle lauree triennali le studentesse passano dal 48,2% al 51,1%; nelle magistrali dal 50% al 50,5%; nei corsi a ciclo unico dal 71,7% al 76%.
Tra gli elementi evidenziati dal rapporto c’è anche la forte riduzione della presenza maschile nell’area sanitaria, dove oggi gli uomini rappresentano il 23,4% contro il 42,8% del 2019. Le studentesse continuano a orientarsi soprattutto verso gli studi umanistici e sanitari, ma aumenta anche la loro presenza in settori tradizionalmente considerati maschili. È il caso delle scienze naturali, della matematica e della statistica, dove la quota femminile raggiunge il 52,6% rispetto al 48,1% del 2019, e dell’ambito ingegneristico, salito dal 20% al 27,2%.
Docenti, ricercatrici e personale
Anche sul fronte del personale docente il bilancio registra un avanzamento. La quota complessiva di professoresse e ricercatrici sale al 37,6%, rispetto al 34% del 2019. In particolare cresce la presenza femminile tra le professoresse ordinarie, che passano dal 24,1% al 27,2%, e tra le associate, dal 35,1% al 35,8%.
L’incremento appare invece più contenuto nelle aree scientifico-tecnologiche, dove il riequilibrio procede più lentamente. Nelle discipline Stem le professoresse ordinarie passano dall’11,3% all’11,9%, mentre le associate dal 27,3% al 29,5%.
Per il personale tecnico e amministrativo la prevalenza femminile è ancora più marcata: dal 63,1% del 2019 si passa al 68,1%. Il rapporto rileva inoltre che le donne presentano anche un livello di istruzione più elevato: tra i laureati, la componente femminile è pari al 64,8%.
Le osservazioni dell’Ateneo
Il rettore Angelo Montanari parla di un percorso avviato da anni e definisce il riequilibrio di genere un processo graduale, che richiede tempo prima di emergere in modo pienamente visibile nei numeri. Secondo il rettore, la tendenza generale all’interno dell’Ateneo è positiva, anche se restano settori in cui i miglioramenti procedono con lentezza e con margini ancora ampi.
Sulla stessa linea la delegata alle pari opportunità Laura Zanin, che sottolinea la necessità di proseguire e rafforzare le iniziative dedicate alla parità di genere, soprattutto nelle materie Stem. Zanin richiama la presenza di stereotipi culturali e sociali che ancora ostacolano il riequilibrio e ricorda anche che, all’interno dell’Università di Udine, le performance femminili risultano migliori sia nelle votazioni di laurea, in tutti i cicli, sia nella mobilità in entrata e in uscita. Lo stesso Ateneo, nei mesi scorsi, era tornato al centro dell’attenzione anche per i risultati ottenuti a Enactus Italia con tre secondi posti.
Cos’è il Bilancio di genere
Il Bilancio di genere è lo strumento con cui l’Ateneo monitora ogni anno l’evoluzione delle disparità all’interno della comunità universitaria. L’obiettivo è fotografare le diseguaglianze presenti per impostare azioni di inclusione, valorizzazione dei talenti, contrasto alle discriminazioni e pari opportunità di carriera per donne e uomini, con attenzione anche al benessere lavorativo.
L’analisi prende in considerazione anche altri elementi di diversità, come cittadinanza e disabilità, al momento limitatamente alla comunità studentesca. Il documento è articolato in cinque sezioni: studenti, docenti e ricercatori, personale, organi di governo e visione d’insieme.