Archeologia subacquea, missione dell’Ateneo di Udine a Ragusa dopo il ciclone Harry

Le ricerche del Kaukana Project hanno documentato i danni del ciclone Harry e messo in sicurezza siti tra Pozzallo, Ispica e Kamarina.

17 settembre 2026 11:41
Archeologia subacquea, missione dell’Ateneo di Udine a Ragusa dopo il ciclone Harry -
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UDINE - Si è chiusa la settima campagna di archeologia subacquea dell’Università di Udine nelle acque della provincia di Ragusa, con interventi concentrati sulla salvaguardia dei siti sommersi colpiti dai danni provocati lo scorso inverno dal ciclone Harry. La missione rientra nel Kaukana Project ed è stata condotta dall’Unità di Archeologia subacquea dell’ateneo friulano insieme alla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, con il supporto dell’Institute of nautical archaeology di College Station, in Texas, e d’intesa con la Capitaneria di porto di Pozzallo.

L’esito più rilevante della campagna riguarda proprio gli effetti degli eventi meteo marini estremi sul patrimonio culturale sommerso. Le indagini hanno infatti mostrato come fenomeni sempre più frequenti nel Mediterraneo possano modificare fondali, esporre relitti e aumentare il rischio di dispersione dei materiali archeologici. I dati raccolti serviranno come base per protocolli di monitoraggio e strategie di conservazione adattativa.

Archeologia subacquea, missione dell’Ateneo di Udine a Ragusa dopo il ciclone Harry

Secche di Circe, nuova parte dello scafo emersa dopo la mareggiata

Uno dei fronti principali del lavoro ha riguardato le Secche di Circe, sito archeologico nelle acque tra i comuni di Pozzallo e Ispica. Qui, su un relitto di età classica già indagato negli ultimi due anni, il ciclone ha portato alla luce una nuova porzione dello scafo.

Per evitare la dispersione dei resti, la squadra diretta da Massimo Capulli ha eseguito la pulizia dell’area, la documentazione diretta e fotogrammetrica e il recupero dei materiali resi più vulnerabili dall’evento. Il ritrovamento di uno dei marker posizionati nel 2025 ha inoltre permesso di collegare con precisione la parte appena emersa al rilievo precedente, ricostruendo così un quadro unitario della struttura.

Archeologia subacquea, missione dell’Ateneo di Udine a Ragusa dopo il ciclone Harry

Al termine delle operazioni, la parte superstite del relitto è stata protetta con tessuto geotessile, sabbia e pietre. Nello stesso settore, durante la ricognizione del sistema di secche, sono state anche scoperte quattro nuove ancore litiche e alcuni elementi lignei lavorati.

Archeologia subacquea, missione dell’Ateneo di Udine a Ragusa dopo il ciclone Harry

Porto Ulisse, recuperati i materiali esposti dal ciclone

Un secondo contesto di intervento è stato la baia di Porto Ulisse. Pur essendo un’area più riparata, anche questo tratto di mare ha risentito dell’eccezionale mareggiata. Qui gli archeologi hanno recuperato e documentato i materiali archeologici esposti dal ciclone, aggiornando la mappatura del sito e cercando di prevenire ulteriori perdite.

Kamarina, fondale abbassato e danni al relitto delle Colonne

La situazione più delicata è emersa a Kamarina. In quest’area il ciclone ha causato un abbassamento del fondale e, soprattutto, l’esposizione di numerosi frammenti lignei attribuibili a un relitto post-classico situato a circa cinquanta metri dal relitto delle Colonne, già oggetto di indagini nel 2019 e 2020.

Archeologia subacquea, missione dell’Ateneo di Udine a Ragusa dopo il ciclone Harry

La verifica sullo stato di conservazione del relitto delle Colonne ha evidenziato danni significativi: diversi elementi del fasciame risultano divelti e una delle due colonne si è spostata di circa cinquanta centimetri, finendo in parte a coprire la chiglia. Secondo quanto emerso dalla campagna, si tratta di un impatto rilevante che richiederà monitoraggi e interventi mirati nelle prossime stagioni.

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