Global Sumud Flotilla, il terrore di alcuni veneti: «Picchiati dai militari israeliani»
Attivisti veneti fermati durante missione umanitaria verso Gaza: rilasciati, alcuni bloccati a Creta in attesa di rientro.
TREVISO - Una missione umanitaria partita con l’obiettivo di portare aiuti verso Gaza si è trasformata in giorni difficili per alcuni attivisti veneti. Tra loro c’è anche Luca Cuzzato, 25 anni, del Trevigiano, coinvolto insieme ad altri partecipanti a bordo della Global Sumud Flotilla, fermata durante la notte tra mercoledì e giovedì.
Il racconto di momenti di forte tensione
Secondo quanto riportato dagli attivisti, durante il fermo ci sarebbero stati attimi di grande paura e confusione. “Siamo stati picchiati e malmenati, minacciati con le pistole sulla nuca”, è il racconto attribuito a Luca Cuzzato. Dopo l’intervento, il gruppo è stato rilasciato dalla marina militare israeliana, ma senza la possibilità di recuperare i telefoni personali, rendendo complicati i contatti e l’organizzazione del rientro.
Il ritorno ancora non definito
Al momento la situazione resta frammentata. Solo una delle partecipanti, Anna Ghedina, 21 anni, legata al centro sociale Pedro di Padova, è riuscita a rientrare in Italia. Gli altri attivisti si trovano a Creta, dove stanno cercando di capire come poter tornare a casa nei prossimi giorni.
Le difficoltà nel rientro
A rendere tutto più complicato ci sarebbero anche problemi logistici e organizzativi. Dal centro sociale Django di Treviso viene segnalata l’assenza di un supporto economico per il viaggio di ritorno, un elemento che sta rallentando ulteriormente la conclusione di questa vicenda.