Veneto, ospedali in affanno: lettera alle Ulss di sospensione attività
Ecco la lettera della Regione Veneto, inviata ai Direttori Generali delle Ulss e delle Aziende Ospedaliere, dove si spiega che verranno sospese alcune attività a fronte della critica situazione regis...
Ecco la lettera della Regione Veneto, inviata ai Direttori Generali delle Ulss e delle Aziende Ospedaliere, dove si spiega che verranno sospese alcune attività a fronte della critica situazione registrata in seguito ad una recrudescenza dell' epidemia da coronavirus.
"In considerazione dello scenario epidemiologico dell’epidemia di COVID-19 e della sua evoluzione, in attuazione del documento ”Aggiornamento del Piano emergenza” adottato dall’Unità di crisi il 22 ottobre relativamente alla Fase 4, nonché al documento “Indirizzi clinico-organizzativi per l’attuazione dell’aggiornamento del Piano Emergenza Autunno” inviato con nota prot. 466241 del 2 novembre us, anche ai sensi dell'art. 11, comma 4, L.R. 19/16, si dispone di sospendere in ogni struttura ospedaliera pubblica e privata accreditata tutta l’attività chirurgica programmata per la quale è previsto il ricovero in terapia intensiva post operatoria e di ridurre l’attività programmata non urgente chirurgica ed in ambito internistico al fine di poter disporre di personale per la gestione dei pazienti Covid, ad eccezione dell’attività non rinviabile in considerazione del quadro clinico e per la quale la prognosi e le gravi conseguenze cliniche sono fortemente influenzate dalle tempistiche di diagnosi ed intervento, in particolare nell’ambito della chirurgia oncologica, tenendo conto della storia naturale della malattia e dei protocolli integrati con chemio e radioterapia adiuvante.
Le strutture ospedaliere private accreditate continueranno a garantire il ruolo assegnatogli dalla programmazione rispetto alle reti tempo dipendenti.
Oltre all’attività libero professionale intramoenia, si dispone anche la sospensione dell’attività di specialistica ambulatoriale delle strutture ospedaliere pubbliche e private accreditate, ad eccezione delle prestazioni prioritarizzate come U e B, garantendo, sia come prime visite specialistiche che di controllo, l’attività in ambito materno-infantile, oncologico, malattie rare e non rinviabile in considerazione del quadro clinico dei pazienti. Sarà cura di ogni struttura avvertire gli utenti programmati con altre priorità per riprogrammare l’appuntamento al termine dello stato di emergenza.
Le aziende sanitarie, sulla base delle priorità, del fabbisogno e della ridotta capacità produttiva possono, all’interno degli accordi contrattuali vigenti, concordare con le strutture private accreditate la possibilità di erogazione di altre tipologie di prestazioni.
Come ricordato documento “Indirizzi clinico-organizzativi per l’attuazione dell’”Aggiornamento del Piano Emergenza Autunno” inviato con nota prot. n.466241 del 2 novembre 2020, si rinnova inoltre l’indicazione di implementare l’erogazione di servizi di assistenza sanitaria in modalità di telemedicina, secondo quanto previsto da DGR 568/20 e ampliare il più possibile i servizi all’utenza telefonici e on line. Ne deriva pertanto l’opportunità che i medici prescrivano le prestazioni con le priorità di cui sopra fermo restando comunque la possibilità di segnalare situazioni cliniche meritevoli di controlli ravvicinati.
Le presenti disposizioni, definite dal “Comitato di crisi Coronavirus” di cui alla DGR 1474 del 3 novembre 2020, condivise dal Comitato scientifico di cui alla DGR 269/2020, devono attuarsi nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il 10 novembre pv, al fine di predisporre i posti letto previsti per la Fase 4 come da nota prot. 455886 del 27 ottobre 2020 riducendo al minimo i disservizi al cittadino, e trovano applicazione fino a revoca, che sarà disposta quando l’occupazione dei posti letto si stabilizzerà nella fase 3, come previsto nel citato documento “Aggiornamento del Piano d’autunno”".