Veneto tra le prime regioni del food innovativo nel report su 118 startup italiane
Next-Gen Food fotografa un ecosistema concentrato al Nord: Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna guidano la mappa.
VENEZIA - Il Veneto è tra le regioni italiane più presenti nell’innovazione della filiera alimentare, secondo il nuovo report “Next-Gen Food | Il futuro del cibo, il cibo del futuro” di Cariplo Factory, che ha mappato 118 startup, spinoff e PMI attive dal campo alla tavola. La fotografia arriva in una fase in cui il settore deve fare i conti con crisi climatica, tensioni geopolitiche, inflazione, consumo di suolo e nuove abitudini di consumo.
La ricerca segnala una concentrazione soprattutto nel Nord Italia, con Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna ai primi tre posti per presenza di imprese innovative. Per il territorio si tratta di un dato che riguarda da vicino agricoltura, trasformazione alimentare, distribuzione e nuove tecnologie applicate al cibo, in una filiera che resta centrale per occupazione, economia e salute.
Dove si concentra l’innovazione del cibo
Le 118 realtà analizzate operano lungo tutta la catena alimentare: agritech, foodtech, alimenti alternativi, trasformazione, distribuzione, nutrizione personalizzata ed economia circolare. Oltre la metà delle aziende si concentra in tre aree principali: Agritech e Innovative Farming con il 22%, Foodtech e trasformazione con il 19%, servizi e consulenza con l’11%.
Quasi un terzo delle imprese lavora contemporaneamente in almeno due settori, segno di un approccio trasversale che unisce produzione, tecnologia e servizi. Le aziende mappate sono nate in prevalenza negli ultimi cinque anni, elemento che indica un ecosistema ancora giovane ma già strutturato.
Premi, investimenti e tecnologie già testate
Uno dei dati più rilevanti del report riguarda il livello di maturità raggiunto da queste imprese. Il 39% lavora con tecnologie già sperimentate in ambienti operativi, mentre tre aziende su quattro hanno ricevuto premi o riconoscimenti. Più di sei su dieci hanno già raccolto investimenti.
Secondo Cariplo Factory, si tratta quindi non solo di idee in fase iniziale, ma di realtà che in molti casi hanno già superato la fase sperimentale e cercano ora sbocchi industriali e commerciali. In questo quadro, Riccardo Porro, Chief Operations Officer di Cariplo Factory, osserva che il food è uno dei campi in cui si misurano le grandi transizioni del presente, dalla sostenibilità ambientale alla salute, fino alla digitalizzazione e alla resilienza industriale.
Porro sottolinea inoltre che le 118 aziende censite mostrano l’esistenza in Italia di un ecosistema imprenditoriale capace di intervenire sui principali nodi della filiera, dall’agritech alle nuove proteine, dalla tracciabilità alla nutrizione personalizzata, con l’obiettivo di collegare innovazione, impresa e mercato.
I principali ostacoli per le imprese
Accanto ai segnali di crescita, il report indica anche i freni che le startup del settore incontrano più spesso. I problemi segnalati con maggiore frequenza sono la scarsità di finanziamenti, l’accesso al mercato della distribuzione e la complessità normativa.
Sono ostacoli che pesano in particolare in un comparto dove servono tempi lunghi di validazione, rapporti con la grande distribuzione, investimenti tecnologici e capacità di rispettare standard sanitari e produttivi molto stringenti. Per questo la mappa di Next-Gen Food interessa non solo il mondo delle startup, ma anche imprese della filiera agroalimentare, investitori e operatori locali.
Impatto misurato e capacità di attrarre capitali
Un altro dato evidenziato dall’indagine riguarda la misurazione dell’impatto. Il 5% delle aziende ha già realizzato una relazione d’impatto, mentre il 34% prevede di farlo a breve. Secondo il report, chi misura e comunica il proprio impatto ha circa il 10% di probabilità in più di raccogliere investimenti rispetto a chi non lo fa.
Il tema si inserisce nel dibattito più ampio sulla sostenibilità della filiera alimentare, che oggi comprende non solo la produzione ma anche spreco di cibo, uso delle risorse naturali, sicurezza e benessere dei consumatori. Su questi aspetti Cariplo Factory aveva già lavorato in precedenti analisi dedicate a startup e criteri ESG, come nel progetto Sustainability Waves.
Il progetto Next-Gen Food e i partner
“Next-Gen Food” è la quinta edizione di un percorso avviato alla fine del 2020 per analizzare l’ecosistema delle startup italiane. Le precedenti edizioni hanno riguardato “Startup vs Covid-19”, dedicato alle iniziative durante il lockdown, “Pow(h)er Generation” sull’imprenditoria femminile, “Sustainability Waves | ESG Italian Startups” e “Reach The Goals”, centrato sulle startup che contribuiscono agli SDG entro il 2030.
Il report ha ottenuto il patrocinio della Commissione europea e di Fondazione Cariplo, con il contributo dello Scientific Partner IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio del Gruppo San Donato, dei corporate partner Bayer, Elior, Nestlé e Pasta Garofalo, il supporto dei technical partner AIFI, Best4Food, B4I - Bocconi for Innovation, Federated Innovation @MIND, Fondazione Social Venture GDA, InnovUp, Italian Tech Alliance, La Carica delle 101, LifeGate Way e la collaborazione di UNIDO ITPO Italy. Cariplo Factory, nata nel 2016 per volontà di Fondazione Cariplo, opera come Società Benefit e sviluppa programmi di open innovation, formazione imprenditoriale, venture capital e internazionalizzazione, in un ecosistema che coinvolge università, incubatori, acceleratori, fablab, PMI e corporate, un modello che richiama anche il lavoro di rete visto in esperienze come Bocconi for Innovation.