Venezia 83, in Open Fuori Concorso il documentario "Juso per ferie" su Galliano Juso

Il film scritto da Karen Di Porto e Steve Della Casa ripercorre oltre cinquant’anni di cinema italiano attraverso il produttore Galliano.

23 luglio 2026 13:54
Venezia 83, in Open Fuori Concorso il documentario "Juso per ferie" su Galliano Juso -
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VENEZIA - C’è anche "Juso per ferie" tra i titoli annunciati per la 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia: il documentario dedicato al produttore Galliano Juso sarà presentato nella sezione Open - Fuori Concorso dell’edizione 2026 della rassegna veneziana.

Scritto da Karen Di Porto e Steve Della Casa e diretto da Karen Di Porto, il film ricostruisce la parabola umana e professionale di una figura fuori dagli schemi del cinema italiano, legata alla stagione del genere popolare ma capace di attraversare linguaggi e fasi molto diverse della produzione nazionale.

Prodotto da Francesco Cimpanelli per Life Cinema, in collaborazione con Titanus, Rodeo Drive e Master Five Cinematografica, il documentario punta sul ritratto di un produttore descritto come instancabile cercatore di storie e talenti, con un percorso che copre oltre cinquant’anni di cinema.

Il ritratto di Galliano Juso

Il film segue gli inizi di Juso negli anni Settanta, quando il suo nome si lega al poliziottesco e ad alcuni dei volti più riconoscibili del genere. Tra questi Luc Merenda, interprete di "Il poliziotto è marcio" di Fernando Di Leo del 1974, e Tomas Milian, con cui il produttore vive una delle stagioni di maggiore successo rafforzando il sodalizio con Bruno Corbucci per "Squadra antiscippo" del 1976.

Da lì in avanti la sua attività si allarga ad altri filoni: commedia popolare, cinema erotico, sperimentazione e ricerca di autori considerati fuori dai percorsi più convenzionali. Juso ha infatti lavorato con registi come Nando Cicero, Daniele Ciprì e Franco Maresco, Flavia Mastrella, sostenendo anche il lavoro di cineaste come Giuliana Gamba, Maria Martinelli e Monica Stambrini, poi diventata una delle figure centrali del collettivo Le ragazze del porno. Di quest’ultima ha prodotto "Benzina" nel 2001.

Secondo il progetto del film, questa filmografia eterogenea mostra come nel suo percorso abbiano continuato a convivere cinema di genere, sperimentazione e attenzione per nuovi autori, fino agli ultimi anni della carriera.

Gli autori e il legame personale con il produttore

Steve Della Casa definisce Galliano Juso "il punto di incontro perfetto tra il romanticismo e l’arte d’arrangiarsi". Nel suo ricordo sottolinea la capacità del produttore di riconoscere per tempo un cinema nuovo, citando nomi come Daniele Ciprì, Franco Maresco e Antonio Rezza, ma anche la determinazione nel realizzare i film desiderati pur con risorse limitate.

Per Karen Di Porto, invece, il documentario nasce anche da un rapporto diretto. La regista ricorda che Juso ha prodotto i suoi primi due film e le ha dato la possibilità di esordire al cinema, oltre a dirigere "Il Grande Boccia", progetto a cui il produttore era legato da decenni. Nel suo racconto, coraggio, spregiudicatezza e perseveranza restano i tratti principali della figura a cui il film è dedicato.

Un altro titolo nella selezione veneziana

Con "Juso per ferie", la sezione Open - Fuori Concorso aggiunge quindi un nuovo tassello al programma della Mostra. Nei giorni scorsi era stato annunciato anche il documentario su Nino Rota, mentre tra i titoli già comunicati per Venezia 83 figura anche Holy Wood Dust di Victor Kossakovsky.

Il nuovo film firmato da Karen Di Porto e Steve Della Casa si propone così come un racconto affettuoso, ironico e irriverente di una personalità che ha attraversato stagioni molto diverse del cinema italiano, mantenendo fino in fondo la vocazione a scommettere su opere prime e nuovi talenti.

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