Borseggi a Venezia: preso al confine il 13° membro della banda

Borseggi a Venezia, fermato al confine un 22enne croato: gestiva denaro e logistica del gruppo.

24 marzo 2026 15:59
Borseggi a Venezia: preso al confine il 13° membro della banda -
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TRIESTE – Proseguono le indagini sul giro di borseggi ai danni dei turisti a Venezia: questa mattina è stato rintracciato il tredicesimo presunto componente della banda, coinvolta nell’inchiesta avviata lo scorso novembre dal Nucleo investigativo dei carabinieri dell’Arma lagunare, che conta oltre venti indagati.

Fermato al confine

Il giovane, un 22enne croato, è stato intercettato nei pressi del confine italo-sloveno, nella zona di Pesek, grazie alla collaborazione tra i militari della stazione di Duino Aurisina e le forze dell’ordine locali.

Si tratta del marito di una delle borseggiatrici già coinvolte nell’indagine e risultava già sottoposto al divieto di dimora nel territorio metropolitano veneziano, disposto dall’autorità giudiziaria.

L’inchiesta e gli sviluppi

Il fermo arriva a pochi giorni dall’arresto a Roma della giovane bosniaca soprannominata “Shakira”, ritenuta una figura centrale nell’organizzazione. Secondo gli investigatori, la donna avrebbe coordinato gruppi di borseggiatrici – anche minorenni e in alcuni casi incinte – imponendo un obiettivo giornaliero di almeno 2.500 euro.

Con questi sviluppi, scende a sette il numero dei soggetti ancora da individuare.

Il ruolo del 22enne

Dalle indagini emerge che il 22enne non si occupava direttamente dei furti, ma ricopriva un ruolo strategico all’interno del gruppo.

Era incaricato del cambio di valuta del denaro sottratto ai turisti, operazione che avveniva spesso nei centri commerciali del territorio veneziano, con l’obiettivo di convertire la moneta straniera in euro e rendere più difficile la tracciabilità dei proventi illeciti.

Supporto logistico al gruppo

Oltre alla gestione del denaro, il giovane svolgeva anche compiti di logistica, accompagnando le borseggiatrici nel centro storico, in particolare lungo il tragitto tra piazzale Roma e la stazione ferroviaria di Santa Lucia, punti particolarmente frequentati dai turisti.

Provvedimenti e indagini in corso

Mentre la giovane bosniaca arrestata si trova nel carcere di Rebibbia, per il 22enne è stato disposto il divieto di rientro nel territorio veneziano per diversi anni: in caso di violazione scatterebbe immediatamente il fermo.

Le indagini proseguono per individuare gli altri componenti della banda e ricostruire l’intera rete che operava tra Venezia e altri territori.

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