A Venezia il confronto tra imprese venete e private banking su crescita e governance

Nel convegno promosso da Banca Generali spazio alle esperienze di AzzurroDigitale, Bios Line e Molino Rossetto

20 maggio 2026 11:44
A Venezia il confronto tra imprese venete e private banking su crescita e governance -
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VENEZIA In un contesto segnato da crescita, passaggi di governance e apertura al mercato, a Venezia si è tenuto il convegno “Rotte del capitale: Guidare l'impresa tra crescita, governance e apertura al mercato”, promosso da Banca Generali per mettere a confronto il mondo del private banking con le esperienze di tre imprese venete: AzzurroDigitale, Bios Line e Molino Rossetto.

Al centro dell’incontro il rapporto tra imprese e finanza, con un focus sulle leve che oggi possono accompagnare lo sviluppo delle piccole e medie imprese: digitalizzazione, ingresso di partner finanziari, riorganizzazione della governance e dialogo con il mercato dei capitali. Temi che, secondo quanto emerso nel corso dei lavori, riguardano da vicino gli imprenditori del Veneto, indicato come uno dei cuori del tessuto industriale italiano.

Il convegno, organizzato dai private banker del Leone nell’ambito della squadra del Sales Manager di Rete Rodolfo Lomelina, è stato introdotto dal Wealth Advisor Manager Sergio Gregori. Nel corso della tavola rotonda, con la partecipazione di Leandro Bovo, Head of Wealth e International Advisory Network Development di Banca Generali, sono state analizzate opportunità e criticità che le PMI si trovano ad affrontare e gli strumenti a disposizione per sostenerne i percorsi di sviluppo.

A portare le rispettive esperienze aziendali sono stati Carlo Pasqualetto, cofondatore di AzzurroDigitale, Chiara Rossetto, amministratrice delegata di Molino Rossetto, e Paolo Tramonti, fondatore e amministratore di Bios Line. I loro interventi hanno toccato questioni diverse ma collegate tra loro: la trasformazione digitale, la crescita dimensionale, l’ingresso di investitori nel capitale e il riassetto delle strutture di governo societario, anche in funzione di nuove strategie o della continuità generazionale.

Le esperienze delle tre aziende

Uno dei casi discussi è stato quello di AzzurroDigitale, tech company italiana specializzata nella trasformazione digitale delle imprese manifatturiere. L’attenzione si è concentrata sia sulle opportunità che la digitalizzazione può offrire alle PMI sia sul percorso compiuto dalla stessa società, entrata nel gruppo Zucchetti come passaggio per sostenere una fase di ulteriore crescita.

Molino Rossetto ha invece portato al convegno la propria esperienza sul tema dell’identità aziendale e del governo d’impresa. Il punto affrontato è stato quello di una realtà con una storia plurisecolare chiamata a misurarsi con il presente, mantenendo le proprie caratteristiche e allo stesso tempo utilizzando la governance come leva per lo sviluppo futuro.

Su questo aspetto sono stati richiamati anche i dati dell’ultima edizione dell’Osservatorio Imprese 2025 del Corporate Governance Lab di SDA Bocconi, realizzato con il supporto di Banca Generali e con PwC. Secondo lo studio, una governance più strutturata si associa a risultati migliori: ogni punto aggiuntivo nel CG Index, l’indice che misura la qualità della governance, corrisponde a un incremento medio di 0,29 punti percentuali nel Return on Assets medio.

Il terzo contributo è arrivato da Bios Line, che ha illustrato il proprio percorso di sviluppo internazionale mantenendo però il radicamento dell’attività sul territorio. Tra i temi affrontati anche l’ingresso nel capitale di un partner finanziario, come un fondo di private equity, presentato come possibile acceleratore della crescita aziendale.

A sostegno di questo passaggio sono stati citati i dati AIFI sul 2025: in Italia il private capital ha in portafoglio circa 2.600 aziende, di cui 1.400 nel private equity e 1.200 nel venture capital.

Il ruolo del private banking

Nel corso dell’incontro è stato ribadito come digitalizzazione, riforma della governance e apertura del capitale siano ambiti nei quali il private banking si propone sempre più spesso come punto di raccordo tra imprenditori e finanza. In questa impostazione, il banker viene indicato come figura di coordinamento nel rapporto con le famiglie imprenditoriali, con l’obiettivo di accompagnare operazioni e scelte strategiche legate alla tutela del patrimonio e allo sviluppo dell’impresa.

Banca Generali ha richiamato in questo quadro il proprio modello di offerta rivolto ad aziende, imprenditori e professionisti, attraverso servizi di wealth management e corporate advisory. Un passaggio indicato come parte di questo percorso è l’acquisizione nel 2025 delle competenze di investment banking di Intermonte, realtà attiva da oltre trent’anni al fianco delle PMI italiane nel rapporto con i mercati dei capitali.

“I private banker ricoprono sempre più un ruolo strategico per chi fa impresa. Dalle operazioni straordinarie, allo sbarco sui mercati, passando per operazioni di riassetto di governance, anche in chiave successoria, il banker può affiancare la famiglia imprenditoriale nella ricerca delle soluzioni che meglio rispondono ai suoi interessi patrimoniali. Ed è un ruolo che sentiamo come una missione, perché crediamo che la protezione del patrimonio degli imprenditori non possa prescindere dalla tutela e dalla crescita dell’azienda”, ha dichiarato Leandro Bovo.

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