Ddl caccia 1552, Zanoni in piazza a Roma: "Si potrà cacciare anche su spiagge e terreni innevati"
Flash mob davanti al Pantheon contro il disegno di legge al Senato. Richiamata anche la lettera di Papa Leone XIV alla Lipu.
VENEZIA - La contestazione al ddl caccia 1552 parte da un punto preciso: secondo i promotori della protesta, il testo in discussione al Senato allargherebbe l’attività venatoria fino a consentirla anche in foreste demaniali, spiagge, valichi montani e terreni innevati. È su questo che Andrea Zanoni, coordinatore nazionale dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde, è intervenuto oggi, 17 giugno 2026, al flash mob organizzato a Roma in Piazza della Rotonda, davanti al Pantheon.
Il presidio, promosso contro quello che opposizioni e associazioni ambientaliste definiscono il ddl “Caccia Selvaggia”, ha riunito esponenti politici di Alleanza Verdi e Sinistra e rappresentanti delle principali sigle animaliste e ambientaliste. Al centro della mobilitazione ci sono le conseguenze che, secondo i partecipanti, il provvedimento avrebbe sulla tutela della fauna, sulla biodiversità e anche sulla sicurezza in luoghi frequentati da cittadini, turisti ed escursionisti.
Cosa viene contestato nel ddl 1552
Nel merito, la critica riguarda soprattutto l’estensione degli spazi in cui la caccia potrebbe essere praticata e la revisione delle tutele per alcune specie animali. Zanoni sostiene che il disegno di legge riporterebbe indietro il quadro normativo di decenni, introducendo una disciplina molto più permissiva rispetto a quella attuale.
Tra i punti indicati durante la protesta ci sono la possibilità di cacciare in aree finora ritenute particolarmente sensibili, come le foreste demaniali, le spiagge, i valichi montani e i terreni innevati. A questo si aggiungerebbe, secondo i contestatori, l’inserimento tra le specie cacciabili di animali come oca selvatica e piccione, oltre a un abbassamento del livello di protezione del lupo.
Per Zanoni si tratta di norme che metterebbero insieme due effetti: un aumento della pressione sulla fauna selvatica e un ampliamento dell’attività venatoria in contesti che possono essere frequentati anche da persone non coinvolte nella caccia. La sua posizione è che il testo sia contrario alle esigenze di tutela ambientale e alle indicazioni scientifiche sulla conservazione della biodiversità.
Chi era in piazza davanti al Pantheon
Alla mobilitazione romana hanno preso parte i deputati e senatori di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli, Luana Zanella, Francesco Emilio Borrelli, Devis Doris, Marco Grimaldi e Peppe De Cristofaro. Presenti anche i rappresentanti nazionali di diverse associazioni ambientaliste e animaliste, tra cui WWF, Lipu, Legambiente, Lac, Lav e Oipa.
La manifestazione è stata presentata come un momento di pressione politica sul Parlamento, in particolare sul Senato, dove il ddl è in discussione. Zanoni ha definito il provvedimento “di un’estrema gravità” e lo ha indicato come un intervento che, a suo giudizio, deregolamenterebbe in modo pesante l’attività venatoria.
Secondo il coordinatore dell’Osservatorio Diritti Animali di Europa Verde, il testo finirebbe per recepire le richieste delle componenti più radicali del mondo venatorio, con effetti diretti non solo sugli animali selvatici ma anche sugli equilibri degli habitat naturali.
Il richiamo alla lettera di Papa Leone XIV alla Lipu
A rafforzare la protesta, secondo i promotori del presidio, è arrivato anche il riferimento alla lettera inviata da Papa Leone XIV alla Lipu. Nella missiva, citata durante l’iniziativa, il Pontefice definisce la tutela della natura “una questione di grande rilevanza sociale e morale”, esprimendo apprezzamento per l’opera dell’associazione e l’auspicio che siano accolti i suoi “legittimi desideri” nel fermare l’aumento della pressione venatoria.
Zanoni ha collegato questo messaggio al dibattito politico in corso, sostenendo che le parole del Papa rappresentino un richiamo diretto alla responsabilità dei parlamentari. Il riferimento, nella lettura data da Europa Verde, assume un peso ulteriore nel 2026, anno dell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco.
La posizione di Europa Verde e Avs
Nel suo intervento, Zanoni ha ribadito il no di Europa Verde e Alleanza Verdi e Sinistra al ddl 1552, chiedendo alla maggioranza di fermarsi e riconsiderare il contenuto del testo. L’obiettivo dichiarato è bloccare l’approvazione di norme che, secondo i contrari al provvedimento, allargherebbero troppo le possibilità di caccia e ridurrebbero le protezioni oggi previste per la fauna selvatica.
La linea annunciata è quella di continuare l’opposizione sia in Parlamento sia nelle piazze, insieme alle associazioni e ai cittadini che stanno seguendo il dossier. Il punto politico centrale resta la richiesta di fermare un disegno di legge che, nella lettura dei promotori della protesta, cambierebbe in modo sostanziale l’equilibrio tra attività venatoria, tutela degli animali e salvaguardia degli ambienti naturali.