Venzone, il 19 giugno una giornata sul terremoto del Friuli e la sicurezza delle terre alte

Nel Salone del Palazzo Comunale dalle 9.30 alle 18 confronto aperto a cittadini, tecnici e amministratori. Iscrizioni entro il 18 giugno.

12 giugno 2026 08:07
Venzone, il 19 giugno una giornata sul terremoto del Friuli e la sicurezza delle terre alte -
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VENZONE - Una giornata di studio aperta a cittadini, amministratori, tecnici e studenti per rileggere il terremoto del Friuli alla luce delle sfide di oggi nelle aree montane. Venerdì 19 giugno 2026, dalle 9.30 alle 18, il Salone del Palazzo Comunale di Venzone ospita l’incontro “Gli insegnamenti del terremoto per difendere meglio le terre alte”, secondo appuntamento sul territorio della decima edizione della Dolomiti Mountain School.

La partecipazione è gratuita, con iscrizione online entro il 18 giugno. Sono previsti anche crediti formativi per gli iscritti agli Ordini degli Architetti PPC e dei Geologi.

L’iniziativa prende le mosse dai quasi cinquant’anni dal sisma del 1976 per mettere a confronto esperienze maturate allora e problemi attuali: prevenzione dei rischi naturali, pianificazione territoriale, gestione delle emergenze e capacità delle comunità montane di affrontare i cambiamenti. In Friuli, il tema resta al centro di diversi appuntamenti di approfondimento, come l’incontro sui 50 anni di terremoto in programma a Sesto al Reghena.

Orari, sede e pubblico coinvolto

L’appuntamento si tiene a Venzone, nel Salone del Palazzo Comunale. È rivolto ad amministratori, professionisti, operatori del territorio, studenti e cittadini interessati ai temi delle Dolomiti UNESCO e delle terre alte.

Ad aprire i lavori sarà Pierpaolo Zanchetta del Servizio biodiversità della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, con il saluto del sindaco Mauro Valent. Seguirà la presentazione del programma con “In piedi all’epicentro”, intervento di Gianpaolo Carbonetto, giornalista, studioso di culture della montagna e coordinatore della Scuola.

Il programma della mattina

La prima parte della giornata si concentra sugli insegnamenti tecnici e scientifici del sisma. Franco Vaia, già docente di Geografia fisica e Geologia applicata all’Università di Trieste, sarà al centro di un’intervista sul ruolo dei geologi nelle prime ore successive a un terremoto.

Giuseppe Muscio, responsabile scientifico del Geoparco delle Alpi Carniche, affronterà il tema della convivenza con il rischio sismico, mettendo in relazione l’esperienza del passato con quella di oggi. Marcello Riuscetti, già docente di Sismologia applicata all’Università di Udine, analizzerà invece ciò che il terremoto del Friuli ha lasciato in eredità e come quelle lezioni siano state recepite nel tempo.

Venzone, il 19 giugno una giornata sul terremoto del Friuli e la sicurezza delle terre
Venzone, il 19 giugno una giornata sul terremoto del Friuli e la sicurezza delle terre

Spazio anche alla pianificazione urbana e territoriale con l’intervento dell’architetto Pierluigi Grandinetti, dedicato ai processi urbanistici prima e dopo il sisma del 1976.

Pomeriggio tra prevenzione, ricostruzione e protezione civile

Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà sugli strumenti utili a costruire territori più sicuri e resilienti. Fabrizio Gerd Kranitz, coordinatore della struttura stabile dissesto geologico del Servizio geologico regionale, illustrerà il ruolo della conoscenza del territorio e della pianificazione nella prevenzione dei rischi.

Franceschino Barazzutti, già sindaco di Cavazzo Carnico, ripercorrerà l’esperienza della partecipazione popolare e del decentramento amministrativo che hanno segnato la ricostruzione post-sisma. Diego Carpenedo, già membro del Gruppo multidisciplinare centrale per la ricostruzione del Friuli Venezia Giulia, approfondirà il contributo dei piccoli comuni in uno dei processi di ricostruzione più studiati a livello nazionale.

L’organizzazione territoriale della Protezione civile sarà al centro dell’intervento di Cristina Trocca, direttrice del Servizio volontariato e sala operativa regionale. Stefano Grimaz, professore associato di Geofisica applicata all’Università di Udine e titolare della Cattedra UNESCO in Sicurezza intersettoriale per la riduzione dei rischi di disastro e la resilienza, analizzerà l’attualità dell’esperienza friulana come modello di resilienza territoriale.

La chiusura e gli enti coinvolti

A chiudere la giornata sarà Giorgio Osti, professore associato di Sociologia dell’ambiente e del territorio all’Università di Padova, con una riflessione sulle trasformazioni delle comunità e delle relazioni sociali che emergono dopo i disastri.

L’incontro è organizzato dalla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia con l’Università degli Studi di Udine, la Comunità di montagna della Carnia, l’ASCA / Leggimontagna-Cortomontagna, la Magnifica Comunità di montagna Dolomiti Friulane, Cavallo e Cansiglio, il Comune di Venzone e il Parco Naturale Dolomiti Friulane.

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